fbpx

“Narciso. La fotografia allo specchio” 78 scatti di 35 grandi della fotografia.

da | 20 Mag 2024 | Arte e Cultura, Mostre ed Eventi

  • nascondi
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
E’ aperta fino al 3 novembre 2024 l’affascinante mostra “Narciso. La fotografia allo specchio”, promossa dalla Soprintendenza Speciale di Roma Archeologia Belle Arti e Paesaggio, diretta da Daniela Porro, organizzata da Electa con la cura di Nunzio Giustozzi. 
Vengono presentati 78 scatti di autori che hanno fatto la storia della fotografia, suddivisi in tre sezioni, ospitati in due ambienti coperti e nella “natatio” del monumento. Un progetto espositivo che ha tutte le caratteristiche per definirsi eccezionale in quanto propone un dialogo di grande suggestione fra la contemporaneità delle inquadrature e la dimensione mitica delle Terme Antoniniane che proprio in questo periodo hanno celebrato il ritorno dell’acqua.

La mostra, non a caso, rientra nel programma di iniziative che celebrano questo ritorno sotto il segno di Narciso, il bellissimo giovane che, come racconta il poeta Ovidio si innamora del proprio “bel volto adorabile”(la definizione è del poeta Umberto Saba), riflesso in una fonte, fino a morirne. Il tema dello specchio, del riflesso, del sé e dell’altrove, sono ricorrenti nei lavori dei 35 fotografi contemporanei e del secolo scorso, provenienti da vari paesi del mondo, impegnati in questa impresa. Le loro opere che dialogano con l’antico, con le citazioni letterarie classiche e moderne, fanno da introduzione ideale al tema di un ciclo di incontri in programma per il prossimo settembre, curato da Electa, che non a caso s’intitola “Noi, narcisi in uno specchio d’acqua”, in cui verrà approfondito il ruolo decisivo dell’immagine nella società moderna.
Fra i trentacinque grandi della fotografia selezionati per l’occasione si contano nomi arcinoti, di tutto rispetto come Robert Capa, Lisetta Carmi, Robert Doisneau, Fosco Maraini, Helmut Newton, Ferdinando Scianna…

Il tema dello specchio
“
Una mostra poliedrica, la cui tematica centrale scaturisce dal progetto più ampio di rinascita delle Terme di Caracalla” dice Mirella Serlorenzi direttrice del monumento. Un progetto iniziato con la realizzazione dello specchio d’acqua che genera molte connessioni e stimoli. Come il mito, il doppio, la maschera, l’autorappresentazione, il palcoscenico della vita. Temi centrali che hanno sempre pervaso la natura umana, rinnovandosi in ogni epoca e centrali in questa mostra. Che già nel titolo mira a coinvolgere e catturare l’interesse dei giovani.
“La nostra epoca ha nutrito la propria disperazione nella bruttezza e nelle convulsioni…noi abbiamo esiliato la bellezza, i greci per essa hanno preso le armi”, è il monito di Albert Camus. “Il cristallo ci spia. Se tra le quattro pareti della stanza c’è uno specchio, non sono più solo. C’è il riflesso, l’altro che appresta all’alba un tacito teatro”, scrive Jorge Luis Borges, “Il reale è il riflesso” sosteneva Federico Garcia Lorca. Essere, apparire, visibile, invisibile, lo specchio della memoria e quello dell’anima, specchi veri e specchi falsi. Il fotografo è colui che indaga, fissa e tramanda l’attimo, il momento magico, l’impalpabile.
Ritratti, autoritratti allo specchio, superfici riflettenti usate allo scopo di dilatare lo spazio, inganni ottici per contraddire la realtà e crearne una fittizia, oggetti reali e virtuali. Il mondo della fotografia è ricco di sfaccettature, sollecita l’attenzione, il coinvolgimento emotivo, ma può anche indurre in errore. E’ molto utilizzato e apprezzato nella società dell’immagine contemporanea in cui tutto viene rappresentato nei minimi particolari, senza lasciare nulla al caso, all’immaginazione.
L’esposizione.

Grandi inquadrature sullo sfondo delle maestose arcate delle Terme
Ed eccole queste grandi inquadrature, per lo più in bianco e nero, che si stagliano sullo sfondo delle maestose arcate delle Terme. Un colpo d’occhio d’incredibile suggestione questa infilata di immagini in bianco e nero. Più che i particolari si è colpiti dallo scenario d’insieme, grandioso. Un gioco di teatro che non a caso fa da contrappunto al palco già installato per la stagione lirica estiva di Caracalla.
Ma vale la pena fermarsi, sostare davanti alle foto. Ecco il “Narciso”di Gian Paolo Barbieri, un nudo epico ispirato alla scultura classica, che si guarda nello specchio dell’acqua, che preferisce suicidarsi piuttosto che tradire i suoi ideali. Ha solo 24 anni, ma è già una stella, già lavora come disegnatore per “Vogue” e inizia a farsi apprezzare nella fotografia Cecil Beaton che nel ‘28 si rappresenta in un celebre “Autoritratto”. La stampa moderna proviene da un originale fragile, segnato dal tempo. Affascinante il “Doppio ritratto” 1927 -1928 di Florence Henri. E’ il ritratto di Charly, l’amico svedese dell’artista appena approdata al Bauhaus di Dessau. Una doppia immagine indecifrabile, che incanta e mette in crisi chi la guarda.

Le Terme di Caracalla
Alimentate da una derivazione dell’Acqua Marcia, fatta costruire da Caracalla, arricchita dalla captazione di. nuove sorgenti, le Terme di Caracalla non erano solo un edificio per il bagno, ma anche luogo per il passeggio, lo studio, lo sport e la cura del corpo. Il blocco centrale, destinato alle terme, comprende calidarium, tepidarium, frigidarium e natatio. Quest’ultima della dimensione di una piscina olimpionica. Ai lati ci sono le due palestre e gli spogliatoi. Attorno all’area centrale vi erano le cisterne, le biblioteche, a sud grandi esedre con ambienti caldi e di ritrovo e a ovest e a est gli accessi principali e le tabernae. Fondamentali per il funzionamento delle terme erano i sotterranei a tre livelli, chilometri di gallerie carrozzabili dove si trovavano impianti, depositi e sistemi per il riscaldamento e la gestione dell’acqua e dei servizi. Inaugurate nel 216 d. C. da Marco Aurelio Antonino Bassiano detto Caracalla, figlio di Settimio Severo, furono probabilmente ultimate nel 235 da Eliogabalo e Severo Alessandro.

Roma, Terme di Caracalla Viale delle Terme di Caracalla, 52.
Orari di apertura:
9.00 – 19.00 fino al 30 settembre
9.00 – 18.30 fino al 26 ottobre
9.00 – 16.30 fino al 3 novembre
La biglietteria chiude un’ora prima
Lunedì chiuso.
 Informazioni: www.soprintendenzaspecialeroma.it

Clicca sul banner per leggere Territori della Cultura