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Firenze, trovate 21 lettere di Altiero Spinelli, ce n’è anche una di Moro

da | 10 Mag 2024 | Arte e Cultura, Persone e carriere

I carabinieri dei Nuclei di Tutela del patrimonio culturale di Firenze e di Udine hanno consegnato 21 lettere di Altiero Spinelli all’Historical Archives of the European Union. Presente anche una lettera di Moro.

I carabinieri dei Nuclei di Tutela del patrimonio culturale di Firenze e di Udine hanno consegnato 21 lettere di Altiero Spinelli, uno dei padri fondatori dell’Ue, all’Historical Archives of the European Union, che ha sede a Villa Salviati a Firenze. A monte c’è un’indagine che ha fatto sequestrare questo gruppo di lettere, dopo che al Nucleo fiorentino era arrivata la segnalazione di una vendita ad aste on line di una rara lettera dattiloscritta con firma autografata dell’allora Ministro degli Affari Esteri, Aldo Moro, allo stesso Altiero Spinelli, dell’1 agosto 1973. I carabinieri hanno individuato come venditore della lettera un 40enne residente nella provincia di Pordenone, la cui abitazione è stata perquisita portando alla luce altra documentazione simile, tutta appartenente a corrispondenze collegate a Spinelli con ministeri ed altri enti pubblici, con particolare riguardo alle sue funzioni svolte in ambito di quella che era ancora la Comunità economica europea. Il 40enne è stato molto collaborativo con gli investigatori ed ha confermato che da appassionato di lettere autografe aveva effettuato l’acquisto sui canali e-commerce e in mercatini. 
 Ricordiamo che gli archivi e i documenti degli enti pubblici sono soggetti a regime di demanio pubblico dunque sono inalienabili ed appartengono allo Stato, infatti oltre al sequestro dei documenti, all’uomo è stato quindi contestato il reato di ricettazione. Non è stata, comunque, sequestrata solo questa lettera: i militari del Nucleo Tpc di Udine hanno trovato altre corrispondenze importanti di ministeri ed altri enti pubblici, e in particolare i 21 documenti scritti da Altiero Spinelli, o a lui diretti, con particolare riguardo alle sue funzioni svolte nella allora Comunità Economica Europea (Cee). 
Il direttore degli Archivi storici dell’Ue ha confermato che i documenti sono originali, inediti e attinenti al Fondo Spinelli, vincolato per il riconosciuto di interesse storico culturale, dove devono confluire tutti i documenti e le corrispondenze con gli uffici delle istituzioni europee dopo 30 anni da quando sono stati prodotti. Oltre ai documenti riconducibili a Spinelli, sono state sequestrate altre 5 lettere che riguardavano interlocuzioni con il Comune di Treviso e con alcuni comandi militari del territorio. Questi documenti statali sono destinati ad essere consegnati alla Soprintendenza archivistica e bibliografica del Veneto di Venezia.

La figura di Altiero Spinelli e l’UE

“È un elemento pericolosissimo, che “ha sempre esercitato deleteria attività sovversiva, tanto fra gli operai quanto fra gli studenti”. Così lo aveva definito il Tribunale speciale fascista per la difesa dello Stato, al momento della condanna a 16 anni e 8 mesi di carcere. Altiero Spinelli (1907 – 1986) è stato un politico e scrittore italiano, considerato uno dei padri fondatori dell’Unione Europea, in quanto ebbe un ruolo rilevante nella nascita e nella definizione in chiave moderna del concetto di Europa. La sua speranza che, finita la guerra, si sarebbe potuta costruire una federazione europea poggiava sul presupposto che le potenze vincitrici si sarebbero ritirate dall’Europa; tuttavia l’instaurarsi di un clima di guerra fredda tra le superpotenze statunitense e sovietica e la creazione di un duplice protettorato vanificarono una tale prospettiva. Trascorrerà quasi un decennio nelle carceri di Lucca, Viterbo e Civitavecchia, un periodo durante il quale avrà il tempo di approfondire gli studi filosofici, politici ed economici, oltre ad apprendere lo spagnolo e il russo. In quegli stessi anni matura poco a poco un profondo dissenso nei confronti di Stalin e del comunismo sovietico. Tra il 1941 e il 1942 redige il Progetto d’un manifesto, meglio noto come Manifesto di Ventotene. È un documento rivoluzionario, che pone le basi politiche e ideologiche della futura unione tra stati europei e ancora oggi, a distanza di tanto tempo, è considerato il più importante testo europeistico della Resistenza. In esso si afferma che un’eventuale vittoria sulle potenze fasciste sarebbe stata inutile se fosse stata seguita dalla restaurazione del vecchio sistema europeo di Stati-nazione. Solo la nascita di una federazione europea sovranazionale di Stati avrebbe potuto impedire nuovi conflitti in Europa. Le tappe della sua ascesa in Europa sono lunghe e importanti, come la nomina a Commissario europeo all’industria, o come la fondazione del federale “Club del Coccodrillo”, e culminano il 14 febbraio 1984 con il progetto di Trattato sull’Unione Europea, un embrione di costituzione sovranazionale basata sui principi federalisti. Un Trattato che, nonostante venga successivamente bocciato dal Consiglio europeo, è destinato a influenzare il lento processo di unificazione e consente all’Europa di rispondere in modo più efficace alle sfide poste dalla storia dopo a partire dal 1989. Non riuscirà a vedere la caduta del comunismo e la nascita di un’Europa libera dalla Cortina di ferro, in quanto muore tre anni prima, il 23 maggio 1986, dopo essere stato rieletto di nuovo a Bruxelles, tuttavia il suo operato sarà la base di un’Europa unita e pronta al futuro.

 

 

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