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I Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale festeggiano 55 anni

da | 7 Mag 2024 | Arte e Cultura, Conservazione e Tutela, Istituzioni

Sangiuliano: “Eccellenza dell’Italia”

Da 55 anni i Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale sono in prima linea per la salvaguardia del patrimonio culturale, artistico, paesaggistico e archeologico. Tante le operazioni portate a termine nel corso del 2023. Il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano: “Il Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri è una delle eccellenze più rappresentative dell’Italia”.

Il Comando TPC compie 55 anni

Si festeggia il 55esimo anniversario dell’istituzione del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC),  avvenuta il 3 maggio 1969. L’Italia è stata la prima Nazione al mondo a disporre di un reparto specializzato, dedito alla sicurezza e alla salvaguardia del patrimonio culturale e paesaggistico, ancora prima della Convenzione UNESCO del 1970, che consigliava agli Stati aderenti di adottare misure finalizzate a contrastare l’acquisizione di beni illecitamente esportati e favorire il recupero dei beni trafugati. Ciò testimonia l’importanza italiana attribuita alla valorizzazione e alla salvaguardia del patrimonio culturale.

300 militari specializzati

Il Comando inizialmente è sorto nell’ambito del Ministero della Pubblica Istruzione. Attualmente è alle dipendenze del Ministero della Cultura quale Ufficio di diretta collaborazione del Ministro. Il Comando ha sede a Roma, in Piazza Sant’Ignazio e dispone di ben 300 militari specializzati.

Gli obiettivi

Gli obiettivi dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale – in collaborazione con le altre forze di Polizia e con gli uffici centrali e periferici del MiC – sono specifici: rimpatriare beni culturali sottratti o esportati illecitamente dal territorio nazionale, individuare violazioni di norme che tutelano il paesaggio, verificare le misure di sicurezza anticrimine in musei, biblioteche, archivi e effettuare servizi di prevenzione dei reati in aree archeologiche sensibili.

L’attività del 2023 in pillole

L’attività del Comando TPC è intensa. Nel solo 2023 il Comando TPC ha recuperato 105.474 opere d’arte per un valore complessivo stimato di 264.055.727 euro. Dalla sua istituzione i Carabinieri TPC hanno restituito oltre tre milioni di beni culturali ai legittimi proprietari, sia pubblici che privati.

Incremento dei beni recuperati

Rispetto al 2022, è registrato un incremento dei beni recuperati, passati da 48.522 a 105.474. Nel dettaglio, i reperti archeologici recuperati sono 67.963 rispetto ai 17.275 nel 2022; i beni librari e archivistici sono passati da 8.653 nel 2022 a 24.445 nel 2023 e i beni numismatici recuperati sono 286 rispetto ai 48 nel 2022.

La Banca Dati di beni culturali illecitamente sottratti

Dal 1980, i Carabinieri TPC gestiscono anche la ‘Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti’, un sistema informatico che contiene documenti su ogni attività repressiva e preventiva nei confronti del patrimonio culturale e informazioni descrittive e fotografiche sui beni da ricercare di provenienza italiana ed estera. Con più di 7.900.000 oggetti censiti, di cui 1.200.000 da recuperare e più di 770.000 immagini memorizzate, rappresenta il più grande database mondiale dedicato al patrimonio illecitamente sottratto.

In Sardegna, recuperati quasi 40mila beni

L’intensa attività del Nucleo TPC è evidente in numerose attività portate avanti sia in campo nazionale sia internazionale. Per esempio, nel 2023 il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cagliari, che ha giurisdizione in Sardegna, ha recuperato quasi 40mila beni archeologici, archivistici e paleontologici per un valore complessivo di circa 2,5 milioni di euro. Inoltre, ci sono stati quasi 70 indagati.

I controlli in Sardegna nello specifico

Sono stati effettuati ben 919 controlli in aree archeologiche marine e terrestri, 530 verifiche in aree tutelate da vincoli paesaggistici e monumentali, 184 controlli ad esercizi commerciali di settore, 39 sopralluoghi per l’accertamento dello stato di sicurezza dei musei e 736 controlli su beni culturali posti in vendita attraverso le varie piattaforme di commercio digitale. Il risultato? Ben 68 denunce e il recupero di 37632 reperti archeologici, di cui 35219 numismatici; 98 reperti antiquariali, archivistici e librari; 3 paleontologici.

Recuperate 25 monete romane dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Udine

Ancora, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Udine hanno consegnato ben 25 monete romane di epoca imperiale alla Soprintendenza Belle Arti, Archeologia, e Paesaggio di Trieste. Le monete provengono da un sequestro presso l’abitazione di un’ignara donna residente in provincia di Pordenone.

Le indagini che hanno condotto alle monete

Le indagini sono state condotte dopo un monitoraggio delle vendite online di beni del settore numismatico, indagini che hanno portato a individuare le monete su un sito specializzato. È stata riconosciuta la buona fede della donna e le sue responsabilità penali sono state archiviate.

Ritrovate gemme preziose

Sempre i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Udine hanno consegnato alla Soprintendenza Belle Arti, Archeologia, e Paesaggio di Trieste due antiche gemme preziose di età romana, sequestrate in un’abitazione  di una donna con residenza in provincia di Udine. Nello specifico, si tratta di un diaspro nero e di una corniola.

Gemme messe all’asta a 60 euro

Anche in questo caso, le indagini sono state avviate a seguito del monitoraggio di vendite online di beni archeologici. Le gemme erano state messe all’asta con una cifra di partenza di 60 euro. Le responsabilità penali della donna sono state archiviate, in quanto ignara e in buona fede. Del resto, sono tante le persone che mettono in vendita o comprano beni di provenienza illegittima senza esserne a conoscenza.

Recuperati 2.609 documenti archivistici, provento di furto all’Archivio di Stato di Venezia

A conclusione di indagini su piattaforme commerciali online, sempre il Nucleo TPC di Udine ha deferito in stato di libertà due persone ritenute responsabili dell’illecito possesso di documenti storici archivistici e beni archeologici, finalizzato alla vendita. Nel corso della perquisizione locale delegata dall’A.G. udinese, sono stati recuperati 2.609 documenti archivistici, alcuni dei quali riferibili al periodo della ‘Serenissima Repubblica di Venezia’ e risultati provento di furto avvenuto il 12 marzo 2018 dall’Archivio di Stato di Venezia, altri riferibili ad Enti Pubblici datati tra il XVIII e il XIX secolo, 1.014 monete antiche di epoca romana in argento e bronzo e 5 anelli di interesse archeologico.

Restituito un gargoyle alato alla Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano

Per citare altri esempi, il Nucleo TPC di Monza nel 2023 ha restituito alla Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano un gargoyle alato proveniente da una delle guglie della Cattedrale, caduto a seguito dei bombardamenti del 1943 e risultato di provenienza illecita. Il bene, del valore 20.000 euro, era stato venduto illecitamente all’estero da una galleria d’arte meneghina il cui rappresentante, deferito in stato di libertà, aveva presentato l’opera a un Ufficio Esportazione del MiC per ottenere il certificato di libera circolazione, dichiarando che il doccione provenisse dal Nord Europa, pur consapevole della sua reale natura e provenienza.

Recuperati beni per 200mila euro dal Nucleo TPC di Perugia

A conclusione di un’indagine iniziata nel 2022, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Roma, il Nucleo TPC di Perugia, che aveva già sequestrato opere grafiche contraffatte falsamente ricondotte al maestro Renato Guttuso oltre a beni archivistici di pregio sottratti da fondi storici Diocesani, in esecuzione a un decreto di perquisizione e sequestro ha recuperato 70 reperti archeologici in possesso di un privato cittadino. Inoltre, è stata recuperata un’ulteriore opera falsamente attribuita all’artista Guttuso. Valore complessivo: 200mila euro. L’indagato è stato deferito per contraffazione di opere d’arte e ricettazione di beni culturali.

Il Nucleo TPC di Roma ha sequestrato 403 reperti archeologici

Nel contrasto al traffico illecito sui siti di e-commerce, il Nucleo TPC di Roma ha sequestrato 403 reperti archeologici riconducibili all’area mediorientale, databili tra il XIII e VIII secolo a.C. e ascrivibili al periodo classico mesoamericano, composti da 243 monete di epoca romana, bronzetti fenici, maschere funerarie, bronzetti fittili e ceramiche precolombiane, del valore complessivo di 200mila euro, deferendo una persona in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Roma per importazione illecita di beni culturali.

Sequestrate opere false dal Nucleo TPC di Torino

Il Nucleo TPC di Torino ha sequestrato a Nichelino (TO) e Savigliano (CN) 572 opere falsamente attribuite all’artista Carol Rama, 5 disegni a firma falsa Enrico Baj e 102 falsi disegni di Adolfo Rol, per un valore complessivo di oltre 360mila euro, qualora immessi sul mercato come autentici.

500mila euro per 271 reperti a Roma

A Roma, la Sezione Archeologia del Reparto Operativo ha perquisito, in esecuzione di decreto emesso dalla Procura della Repubblica di Roma, un appartamento e ha sequestrato 271 reperti archeologici, in ceramica, in bronzo e in marmo, di epoca compresa tra il VII secolo a.C. e il III-IV secolo d.C., appartenenti alle civiltà etrusca, apula e romana. I reperti hanno un valore di 500mila euro.

Scoperto un sodalizio di scavi clandestini dal Nucleo TPC di Bari

Il Nucleo TPC di Bari ha avviato già nel 2022 un’attività investigativa su un gruppo criminale dedito a furto, ricettazione di reperti archeologici ed esportazione clandestina degli stessi in ambito europeo. L’attività è partita a seguito di accertati scavi clandestini e ha scoperto l’esistenza di un sodalizio criminale strutturato, che annoverava al suo interno tombaroli, ricettatori di diverso livello, trafficanti internazionali e rappresentanti di case d’asta estere. Il sodalizio era attivo nelle province italiane di Barletta-Andria-Trani-Benevento, Caserta, Foggia, L’aquila, Napoli, Potenza, Roma e Salerno e all’estero.

Sequestrati 7585 beni archeologici, numismatici e ceramici

Nel maggio 2023 le indagini hanno condotto all’emissione di un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale emessa dal GIP di Trani a carico di 21 individui (4 dei quali in carcere, 12 in regime domiciliare e i rimanenti con obbligo di presentazione alla P.G.), ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere, furto e ricettazione di beni culturali, esportazione illecita, possesso ingiustificato di strumenti per il sondaggio del terreno o di apparecchiature per la rilevazione dei metalli e violazione in materia di ricerche archeologiche. Sono stati sequestrati 7585 beni archeologici, numismatici e ceramici.

 Le indagini del Nucleo TPC di Napoli

Il Nucleo TPC di Napoli ha concluso a dicembre 2023 un’indagine che ha permesso di trarre in arresto tre persone, di cui due colti nella flagranza di scavare clandestinamente in area archeologica e una terza mentre stava tentando di esportare illecitamente materiale archeologico in Svizzera. Sono state anche eseguite due ordinanze di obbligo di presentazione alla P.G. ed emesse quattro misure di prevenzione personale. Nell’ambito della stessa indagine è stata eseguita una perquisizione in Svizzera e 25 perquisizioni tra Campania, Basilicata e Puglia, permettendo di recuperare 562 reperti archeologici e 1669 monete archeologiche, numerosi arnesi da scavo, metal detector e un laboratorio di falsificazione e restauro di reperti archeologici. Sono state inoltre deferite 18 persone per attività illegali a danno del patrimonio culturale. Scoperti 5 scavi archeologici clandestini. Il valore stimato dei beni recuperati è pari a 3 milioni di euro.

La collaborazione internazionale

In ambito internazionale, grazie alla collaborazione tra il personale TPC e il Manhattan District Attorney’s Office di New York (DAO), l’Homeland Security Investigations (HSI) – Immigration and Customs Enforcement (ICE) e il Federal Bureau of Investigation (FBI), sono stati rimpatriati vari beni culturali, illegalmente esportati all’estero nei passati decenni e venduti dai grandi trafficanti internazionali, per poi essere acquisiti in modo inconsapevole da note istituzioni museali, case d’asta, gallerie antiquarie e collezionisti privati.

Rimpatrio dei beni

Nello specifico – tra il 2021 e il 2023 – dal DAO di New York, è stato effettuato il rimpatrio di 938 reperti archeologici, dal Federal Bureau of Investigation di Los Angeles, è stato portato a termine il rimpatrio di 1 mosaico romano; dal Federal Bureau of Investigation di Palm Beach (Florida, USA), è stato effettuato il rimpatrio di 3 beni; dal J. Paul Getty Museum di Malibù (Los Angeles, USA), è stato effettuato il rimpatrio di 65 manufatti; il 31 ottobre 2023, presso l’Ambasciata d’Italia in Washington D.C., l’Homeland Security Investigations (HSI) ha formalmente restituito 86 beni culturali e materiale bibliografico.

Sangiuliano su TPC: “Eccellenza dell’Italia”

Soddisfatto il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano: “Il Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri è una delle eccellenze più rappresentative dell’Italia. Ogni giorno, da 55 anni, gli uomini e le donne del TPC sono i più strenui custodi del patrimonio della Nazione. Grazie al loro supporto, il Ministero della Cultura sta continuando, con decisione e impegno, a recuperare il vasto patrimonio culturale illecitamente sottratto nel tempo. Continueremo a supportare il lavoro del TPC per rendere sempre più efficace la sua preziosa azione”.

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