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Dopo 500 anni dalla morte tornano la memoria e l’immagine di Giulia Farnese

da | 29 Apr 2024 | Arte e Cultura, Promozione e valorizzazione

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    Immagine di Giulia Farnese la Bella, prodotta attraverso l’AI da Stefano Pastori per la trasmissione TV “Due ruote un cuore-La Storia in bici” con Image Creator AI (DALL-E)
Giulia Farnese era nata nel 1475, forse a Capodimonte e comunque in uno dei paesini che sorgevano nel territorio farnesiano castrense intorno al Lago di Bolsena, e poi appena adolescente aveva iniziato a frequentare Roma dove subito si era fatta notare per bellezza ed intraprendenza. Di Giulia Farnese “la bella” parlavano tutti, soprattutto lungo i 5 anni che la videro protagonista della vita mondana, per il suo matrimonio con Orsino Orsini, la sua relazione amorosa con papa Alessandro VI Borgia, il suo viaggio avventuroso a Pesaro nel 1494 insieme a Lucrezia Borgia, il suo rapimento da parte di soldati francesi ed il successivo riscatto: ne parlavano i cronisti, gli ambasciatori che da Roma o da Pesaro scrivevano alle rispettive Capitali, il popolo.
Dopo la sua morte, marzo 1524, non se ne è più parlato, salvo che negli anni più recenti, ma sempre per raccontare i suoi primi 25 anni di vita e sempre sprovvisti di un suo ritratto e di notizie sulla sua sepoltura. Ciò nonostante, a Giulia viene unanimemente riconosciuto, da parte degli storici, un ruolo fondamentale nella realizzazione del percorso di affermazione dinastica e di potere familiare che trasformò i FARNESE da famiglia della piccola nobiltà di provincia a protagonista indiscussa della vita politica, sociale, culturale, militare e religiosa, per almeno due secoli, non solo nello Stato Pontificio e nella Penisola italiana, ma nell’intera Europa, e soprattutto in Spagna, Francia, Austria, Olanda, con un enorme lascito culturale, monumentale, artistico e letterario, sufficientemente noto ai più.
Anche se, degli altri 25 anni della vita di Giulia Farnese, che iniziano con la presa di possesso nel 1497 della signoria di Carbognano fino alla sua morte, non c’è altro che quanto possiamo ricavare dall’arido linguaggio dei pur preziosi atti notarili dell’epoca.

 

Il territorio culla identitaria della famiglia Farnese

Carbognano è un paesino di 2000 abitanti della Tuscia viterbese nei pressi del lago di Vico sui Cimini. E’ sempre stato considerato luogo ideale per lunghi o brevi soggiorni in un ambiente naturale pressoché intatto; l’economia è basata essenzialmente sulla produzione e commercializzazione di castagne e nocciole di alta qualità; il contesto sociale è contrassegnato dalla forte presenza di radici culturali antiche, delle quali sono espressione vivida ed immutata alcune testimonianze del passato etrusco e romano oltre a significativi beni monumentali ed artistici quali il Castello ed alcune chiese; ne emerge l’immagine di una glocal community a denominazione farnesiana, attiva fin dal giugno 1497, quando Orsino Orsini donò Carbognano a sua moglie Giulia Farnese, che in quel castello visse fino al marzo 1524, quando a causa di un’epidemia dovette rientrare a Roma dove morì.
Siamo, in questo territorio, nella culla identitaria della famiglia Farnese, la quale grazie alla spinta propulsiva datale dall’attivismo protofemminista di Giulia la Bella, seppe utilizzare l’intreccio delle alleanze familiari, delle carriere ecclesiastiche, dei viaggi anche avventurosi, delle interconnessioni militari ed artistiche con numerosi territori della Penisola e dell’Europa, per lasciare un’impronta culturale indelebile con monumenti di insuperabile bellezza tra i quali i Palazzi Farnese di Caprarola, di Roma e di Parma.
Tutto ciò segnò anche la vita del popolo, soprattutto nel ‘500 a Carbognano dove Giulia Farnese, abbandonata la vita mondana dei palazzi papali e delle corti, sempre con occhio attento alla affermazione della propria famiglia, si trasformò in lungimirante imprenditrice di frutticultura ed allevamenti suini ed equini, lasciando la propria impronta non solo con il Castello ed il suo ciclo pittorico ruotante attorno al giglio ed all’unicorno farnesiani, ma anche con chiese le cui pareti affrescate solo ora vengono riscoperte dopo secoli di oblio, ed oggetti civili quali le fontane, i lavatoi, l’acquedotto, le strade, i vicoli, le stalle, i forni e le piazze, che invece hanno continuato ad essere protagonisti della vita comune anche oggi.
Questo Borgo vuol trovare nel lascito monumentale ed artistico dei Farnese, nella natura pressoché intatta ed incontaminata, nell’offerta di prodotti agroalimentari di grande qualità, le motivazioni per una rinascita collettiva e motivata, culturalmente e tecnologicamente attrezzata, rispettosa dell’ambiente, onde offrire ai propri abitanti validi motivi per restare e poter accogliere studiosi, artisti, turisti consapevoli, sui percorsi di Giulia Farnese dove c’è ancora la bellezza.
Certamente influenzato dall’essere io nato a Carbognano e dal condividerne le sue profonde ed antiche radici culturali, peraltro caratterizzanti almeno altri 27 Borghi Farnesiani della Tuscia nonché la citta di Viterbo e numerose località del Reatino e della provincia di Roma, come pure le città di Parma e Ferrara ed altre ancora, ho iniziato fin dal settembre 2020 a promuovere la necessità culturale e l’utilità economico-sociale di un Programma di iniziative per celebrare il V° Centenario della morte di Giulia Farnese.

Le iniziative avviate

Il programma che ho sempre immaginato, che interessa tutti i Territori Farnesiani, con il coinvolgimento delle Istituzioni, delle Università, degli studiosi, delle Imprese, e particolarmente gli operatori del settore turistico ed ai giovani (1). Ben conoscendo il carattere e le abitudini dei miei concittadini della Tuscia viterbese non abituati a “fare squadra e sistema”, in un territorio con caratteristiche fortemente identitarie, ma finora ignorato dai grandi flussi turistici, per diverse cause: reti di trasporto carenti o vecchie, vicinanza egemonizzante di Roma, scarsità di strutture alberghiere di buon livello, mancanza di interventi territoriali e di sistema. Ho sempre pensato fosse necessario prevedere tempi medio-lunghi per un Progetto finalizzato a far uscire la figura di Giulia Farnese dalla centenaria damnatio memoriae, assumendo la data del V° Centenario della morte di Giulia non nella accezione tradizionale di ricorrenza commemorativa, ma quale inizio di un percorso di restitutio memoriae, senza limiti temporali prefissati.
Siamo così arrivati ad inizio maggio 2024 e possiamo registrare un proliferare di iniziative farnesiane a macchia di leopardo, ma senza un filo conduttore comune, senza obiettivi condivisi, senza un’immagine unitaria e forte, senza strumenti pensati per captare nuovi flussi turistici.
Volenterosamente ha iniziato Carbognano, catturando anche l’attenzione di RAI Offerta per l’Estero, nell’ottobre 2023 con la presentazione di un importante volume di Simonetta Valtieri e Daniela Gallavotti Cavallero: Il Castello di Carbognano residenza di Giulia Farnese- GBE Editoria, nel quale per la prima volta in maniera completa e scientifica viene tracciata la storia di quel monumento, delle sue trasformazioni architettoniche, del ciclo pittorico in esso contenuto e voluto da Giulia Farnese (2). Sulla stessa linea di rigore scientifico si stanno sviluppando i lavori, coordinati dall’Università della Tuscia, che porteranno alla pubblicazione della Enciclopedia Farnesiana- Un filo d’Arianna per i Farnese signori e committenti, una grande “Collana Biblioteca Farnesiana” realizzata con la collaborazione di molte Università e dei maggiori Studiosi della materia.
Ma non ha preso forma, l’auspicato Programma di iniziative condiviso dalle località contrassegnate dalle radici culturali, storiche, artistiche e monumentali, eredità della presenza dei Farnese. Ha prevalso la atavica abitudine al municipalismo, trascurando ancora una volta un principio che dovrebbe essere generalmente accettato: solo le proposte con caratteristiche di rete territoriale, soprattutto se provenienti da territori contrassegnati da omogeneità storico-culturale-sociale, possono incentivare e motivare flussi di turismo consapevole e benefico per le località coinvolte, garantendo peraltro un più razionale ed efficace utilizzo di mezzi economici.
Veniamo così a conoscenza di molte iniziative, anche pregevoli, promosse da Comuni, Pro Loco, Associazioni, andando da Farnese a Capodimonte, da Gradoli a Canino, da Ronciglione a Caprarola, da Nepi a Viterbo, con presentazione di nuove pubblicazioni a soggetto Farnesiano, spettacoli, esposizioni, attività di sensibilizzazione delle scolaresche, tutte interessanti ed ampiamente partecipate dalla popolazione e generosamente supportate dall’imprenditoria locale, ma tutte fatalmente confinate nella cronache locali.

C’è stato qualche piccolo segnale di novità: un programma concordato per le Iniziative a Carbognano e Capodimonte, onde evitare sovrapposizioni, una Mostra-Premio delle Arti “Giulia Farnese, fascino e mistero” programmata da TUSCIA in FIORE in più località farnesiane. Sono apparsi numerosi nuovi siti web e diverse pagine Facebook, ma sempre di stampo locale e con lettori fatalmente locali. Peccato, perché molte delle iniziative realizzate o annunciate meriterebbero maggiore notorietà e partecipazione di pubblico; ciò vale anche come auspicio per le iniziative programmate per il futuro, quali la pièce musicale-teatraleOmaggio a Giulia Farnese” annunciata dalla Delegazione viterbese del Touring Club Italiano, in collaborazione con l’Associazione Culturale Le Triolé ed il Dipartimento Studi linguistico-letterari-storico-filosofici dell’Università della Tuscia, da rappresentare a Roma Palazzo Farnese-Ambasciata di Francia ed a Caprarola Palazzo Farnese, o la Rievocazione Storica del Matrimonio tra Giulia Farnese ed il nobile napoletano Giovanni Capece detto il Bozzuto, matrimonio avvenuto in Carbognano il 20 febbraio 1509, del quale le cronache del tempo raccontano la straordinaria affluenza, nel piccolo borgo, di cardinali, artisti, nobili e cantori.
Per iniziativa della Pro Loco, Carbognano rivivrà sabato 25 maggio quell’evento, con una scenografia caratterizzata da costumi e musiche dell’epoca, e con il conio di una moneta di foggia rinascimentale, concluso da un banchetto pubblico con i sapori, i colori, la musica e l’allegria che contrassegnarono quel lontano giorno del secondo matrimonio di Giulia. E sicuramente, nonostante non abbia finora preso forma la necessaria aggregazione territoriale dei Borghi Farnesiani della Tuscia, qualcosa di positivo ed innovativo nascerà dal grande fermento partecipativo generato nei singoli Borghi.
D’altra parte, chi poteva immaginare che un amante odierno della bellezza di Giulia, potesse realizzarne grazie alle proprie competenze tecniche ed all’Intelligenza Artificiale, un ritratto credibile che qui pubblichiamo? (3)
Ed un segnale positivo arriva da un settore apparentemente lontano dai temi storico-artistico-culturali ma certamente di rilevante interesse sociale ed ambientale. Infatti, l’Associazione La Storia in Bici, che ha al suo attivo una decennale esperienza di Viaggi cicloamatoriali nella Storia, ha programmato per i giorni 26 maggio-1 giugno 2024 un “Tour ciclistico sulle tracce di Giulia Farnese”, che prevede per sabato 25 maggio l’arrivo a Roma dei partecipanti ed una cena per loro organizzata nella sede (a 200 metri dalla abitazione romana di Giulia Farnese) della Associazione Culturale RINASCIMENTIAMO, cena accompagnata dagli interventi di carattere storico ed artistico di illustri studiosi coordinati dalla prof. Simonetta Valtieri.
Domenica 26 maggio i ciclisti partiranno da Villa Farnesina sul Lungotevere di Roma per il primo tratto che toccherà Caprarola e si concluderà la sera stessa a Carbognano. Le tappe successive attraverseranno Vignanello, Viterbo, Capodimonte, Gradoli, Bolsena, Montefiascone, Bomarzo, Amelia, Narni, San Gemini, Spoleto, Foligno, Fabriano, Frasassi, Sassoferrato, Cagli, Gola del Furlo, Fano, per concludersi il 31 maggio a PESARO, Capitale Italiana della Cultura per l’anno 2024. Un segnale di grande significato si può intravvedere in questo evento sportivo dilettantistico, all’insegna della cultura e della natura, che attraversa tutto il territorio dei Borghi Farnesiani della Tuscia, partendo da un insigne luogo farnesiano di Roma per concludersi a Pesaro, lungo l’itinerario a suo tempo percorso da Giulia Farnese e Lucrezia Borgia.

Note:
1) Art. da QA Turismo Cultura & Arte dell’8.9.2020 Quando il Ducato di Parma era a 60 km da Roma, di Umberto Laurenti
2) Art. da Territori della Cultura n.51/2023 pp.38-49: Giulia Farnese e il Castello di Carbognano
3) Immagine di Giulia Farnese la Bella, prodotta attraverso l’AI da Stefano Pastori per la trasmissione TV “Due ruote un cuore-La Storia in bici” con Image Creator AI (DALL-E)

 

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