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I papiri di Ercolano rivelano il luogo di sepoltura di Platone

da | 24 Apr 2024 | Arte e Cultura

Grazie all’incrocio di moderne tecnologie e scienza filologica, i ricercatori del progetto Greek Schools hanno estratto nuove informazioni dai papiri di Ercolano. Nelle oltre mille parole lette (circa il 30% del testo), il rotolo contenente la Storia dell’Accademia di Filodemo di Gadara (110-dopo il 40 a.C.), ha svelato il luogo esatto della sepoltura di Platone.

Dove fu seppellito Platone

Tecnologie come raggi X, tomografia, imaging all’infrarosso e microscopia digitale ad alta risoluzione hanno reso possibile la lettura di una parte della biblioteca ritrovata carbonizzata dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. nella Villa dei Papiri a Ercolano. “Le nuove scoperte attingono spesso a fatti sull’Accademia di Platone, sulla letteratura ellenistica, Filodemo di Garada e la storia antica in generale” spiega l’équipe guidata da Graziano Ranocchia. Le ultime letture in particolare svelano che “Il luogo di sepoltura di Platone è esattamente nel giardino che porta il suo nome, un’area privata destinata alla scuola platonica, dell’Accademia di Atene, vicino al cosiddetto Museion o sacello sacro alle Muse”.

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Uno dei papiri di Ercolano


Le altre scoperte rivelate dai papiri

Ma non è tutto, è emerso anche che Platone f venduto come schiavo sull’isola di Egina già nel 404 a.C., quando gli Spartani conquistarono l’isola o, nel 399 a.C., subito dopo la morte di Socrate. Fino ad ora tale evento si collocava nel 387 a.C. durante il soggiorno di Platone in Sicilia alla corte di Dionisio I di Siracusa. Anche l’episodio dell’ultima notte del filosofo e della visita del caldeo ha assunto un nuovo significato: “Adesso è chiaro chi parla, chi fa commenti e in che momento – spiegano gli studiosi. – Una donna originaria della Tracia, suonava un flauto per rendere più lievi le ultime ore di vita di Platone, ma il celebre filosofo greco non gradì affatto: sebbene in punto di morte, criticò la musicista per il suo scarso senso del ritmo, davanti agli occhi di un ospite caldeo proveniente dalla Mesopotamia”.

Il progetto

Un tesoro che a causa dell’unicità e della fragilità, non può essere presentato al grande pubblico. Per questo è nata l’Officina dei Papiri della Biblioteca Nazionale di Napoli che consente la lettura e la riproduzione dei testi: l’obiettivo è quello di analizzare centinaia di papiri di Ercolano e di archiviare le immagini ottenute in un archivio online ad accesso aperto. Il progetto Greek Schools, finanziato dall’Unione europea, è nato nel 2021 (fino al 2026) da una collaborazione tra l’università di Pisa, l’istituto di Scienze del patrimonio culturale, l’istituto di linguistica computazionale Antonio Zampolli del Consiglio nazionale delle ricerche e la biblioteca nazionale di Napoli, dove sono conservati i papiri di Ercolano.

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