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Raffaello, Tiziano, Rubens. Capolavori dalla Galleria Borghese a Palazzo Barberini

da | 8 Apr 2024 | Arte e Cultura, Conservazione e Tutela

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    Tiziano, Amor Sacro Amor Profano
E’ tutta colpa, o merito, secondo le opinioni, del PNNR, questa misteriosa sigla che ci accompagna da un po’ di tempo distribuendo finanziamenti per tutti gli usi. Questa volta si tratta di lavori importantissimi che interessano la Galleria Borghese. Interventi di efficientamento energetico, per la realizzazione di nuovi infissi, di nuove tappezzerie, di nuovi apparati didascalici e così via che riguardano il secondo piano della Galleria e risistemare i depositi. Il pianterreno dove si conservano le sculture e le tele di Caravaggio continuerà a funzionare regolarmente.

Dunque per lavorare tranquillamente era necessario chiudere le sale e magari impacchettare e mettere in deposito le opere che vi erano esposte. Una cosa lunga e costosa e che avrebbe impedito la visione per mesi.
L’ideale era spostarle altrove per renderle comunque visibili. Naturalmente non sono state spostate opere considerate inamovibili come quelle delicatissime su tavola, tipo la Pala Baglioni di Raffaello.
Ma dove si potevano spostare? La soluzione, che al momento appariva impossibile, si è trovata grazie alla disponibilità di Palazzo Barberini, un museo che ha tante cose in comune con la Borghese, le stesse origini, la prima metà del Seicento, una storia simile di collezionismo con Scipione Borghese il primo, Maffeo Barberini il secondo. Ed entrambi musei del barocco romano. E spazi sufficienti per ospitare i dipinti (che dovevano essere trenta e sono diventati cinquanta) della Borghese. Allestiti ora nel piano nobile di Palazzo Barberini, svuotato delle opere normalmente esposte (che saranno sottoposte a restauro e una campagna fotografica), fino al 30 giugno quando si presume che i lavori siano terminati e quindi possano tornare a casa. Non lesina i ringraziamenti al neodirettore della Barberini Thomas Clement Salomon e a tutto il personale che ha lavorato molto di più e in emergenza Francesca Cappelletti consapevole dell’impegno che la cosa ha richiesto.

Cinquanta opere sono un numero ragguardevole. E che opere? Capolavori assoluti che da soli fanno un museo e che consentono raffronti inusitati. E’ il caso del dipinto della Danae di Correggio e della scultura di Paolina Borghese di Canova, voluti fortemente da Camillo Borghese. Straordinaria la possibilità di ammirare una accanto all’altra due tele di Raffaello, da un lato “Dama con Liocorno” della Borghese, dall’altro la celeberrima “Fornarina” vanto di Palazzo Barberini. E ancora di Bernini “Autoritratto in età giovanile”, di Antonello da Messina “Ritratto d’uomo”, di Leonardo “Leda”, di Rubens “Susanna e i vecchioni”, di Tiziano “Amor sacro e amor profano” e “Venere che benda Amore” .
E tornando alla Borghese in questo periodo nella sala del Sileno che ospita i dipinti di Caravaggio si può godere di uno straordinario incontro con Velázquez .“Donna in cucina con Cena di Emmaus”, capolavoro del grande pittore spagnolo del Barocco è un prestito eccezionale della National Gallery of Ireland.

Info: Gallerie Nazionali di Arte Antica – Palazzo Barberini Via delle Quattro Fontane 13
Orario : da martedì a domenica dalle 10 alle 19. Fino al 30 giugno
Informazioni: www.galleriaborghese.beniculturali.it
www.barberinicorsini.org

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