fbpx

Il Guercino è la star dei Musei Reali di Torino

da | 25 Mar 2024 | Arte e Cultura, Mostre ed Eventi

Per la prima volta, dopo 400 anni, riunite le tele commissionate da Alessandro Ludovisi, futuro papa Gregorio XV

Ai Musei Reali di Torino è aperta la mostra ‘Guercino. Il mestiere del pittore’, dal 23 marzo al 28 luglio 2024. Oltre 100 opere del Guercino e degli artisti coevi, provenienti da più di 30 musei e collezioni, fra i quali il Prado e il Monastero dell’Escorial. Un’occasione per omaggiare Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, ma anche per raccontare il mestiere del pittore del Seicento. Per la prima volta, dopo 400 anni, la mostra riunifica il ciclo di tele commissionate da Alessandro Ludovisi, futuro papa Gregorio XV.

Una mostra di prestigio
L’esposizione ai Musei Reali di Torino – con Direttore avocante Mario Turetta, Segretario Generale del Ministero della Cultura – è prodotta da CoopCulture con Villaggio Globale International. La mostra è curata da Annamaria Bava – dei Musei Reali – e da Gelsomina Spione dell’Università di Torino, con un comitato scientifico importante, composto da: Daniele Benati, David García Cueto, Barbara Ghelfi, Francesco Gonzales, Fausto Gozzi, Alessandro Morandotti, Raffaella Morselli, Sofia Villano.

Il mestiere del pittore del Seicento raccontato attraverso il Guercino
Focus del percorso espositivo è il mestiere del pittore nel Seicento, raccontato attraverso la figura del Guercino. Attraverso una interessante narrazione visiva dei temi e della vita dell’artista, la mostra racconta la professione di un pittore del Seicento: i sistemi di produzione, l’organizzazione della bottega, le dinamiche del mercato sono solo alcune delle tematiche affrontate.

Oltre cento opere
Oltre cento opere del Guercino e di artisti coevi – come i Carracci, Guido Reni e Domenichino – sono protagoniste alla mostra. Le opere provengono da più di 30 importanti musei e collezioni, inclusi il Museo del Prado di Madrid e il Monastero di San Lorenzo a El Escorial. Inoltre, dopo 400 anni sono riuniti i dipinti commissionati a Bologna da Alessandro Ludovisi, futuro papa Gregorio XV. L’esposizione segue un percorso articolato in dieci sezioni.

La formazione
La prima sezione apre la presentazione del Guercino. L’artista appare con gli strumenti del mestiere nel magnifico ‘Autoritratto’, della Schoeppler Collection di Londra. La fase della formazione racconta lo studio dei grandi maestri e l’incontro con personalità significative. Per il Guercino punti di riferimento sono stati Ludovico Carracci, lo Scarsellino e Carlo Bononi. In mostra sono opere giovanili, come ‘Il matrimonio mistico di Santa Caterina’, in prestito dalla Collezione d’arte Credem e la pala della chiesa parrocchiale di Renazzo, con ‘Un miracolo di san Carlo Borromeo’.

Dal quotidiano all’Accademia del Nudo
La seconda sezione è dedicata all’incontro con la realtà e con il quotidiano, mentre la terza parte del percorso espositivo è focalizzata sull’istituzione nel 1616 dell’Accademia del Nudo, a Cento. Il successo della scuola è immediato. Il Guercino traduce in stampa anche alcuni suoi disegni, in un manuale dedicato ai giovani artisti, ‘I principi del disegno’.

Dopo 400 anni, riunite le tele commissionate da Gregorio XV
Rilevanti anche le committenze. Centrale è la figura di Alessandro Ludovisi, arcivescovo di Bologna e dal 1621 papa Gregorio XV. Per Ludovisi, il Guercino realizza tra il 1617 e il 1618 quattro tele, riunite alla mostra dopo 400 anni: ‘Lot e le figlie’, proveniente da San Lorenzo de El Escorial; ‘Susanna e i vecchioni’, prestata dal Museo del Prado; la ‘Resurrezione di Tabita’, proveniente dalle Gallerie degli Uffizi-Palazzo Pitti e il ‘Ritorno del figliol prodigo’.

La bottega e il processo creativo
I visitatori possono anche conoscere la bottega diretta dal Guercino, dove ognuno aveva una specializzazione ben precisa. Per esempio, il fratello dell’artista, Paolo Antonio Barbieri, era specializzato nella natura morta. Spesso il Guercino aggiungeva, infatti, in dipinti già predisposti le figure. Una parte del percorso è anche dedicata al processo creativo dell’artista. Solo per citare un esempio, la ‘Vestizione di San Guglielmo’, raccontato da tre degli oltre venti disegni preparatori.

Le logiche del mercato
In mostra sono esposte anche le logiche del mercato. Il Libro dei conti del Guercino, ora custodito a Bologna presso la Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio, registra il nome dei committenti, i soggetti dei dipinti e la spesa. I prezzi variavano in base alla tipologia delle figure, ai pigmenti utilizzati e alle dimensioni della tela.

Tra novità scientifiche ed eroine del mito
Le ultime sezioni della mostra sono dedicate alle novità scientifiche in contrasto con le credenze popolari, ancora diffuse. Una sezione è riservata alla pittura barocca e alla sua teatralità, caratterizzata dalla gestualità accesa e da una visione coinvolgente degli eventi. Infine, una carrellata di grandi eroine della storia e del mito, tra cui le ‘Sibille’.

Turetta: “Mostra tra i progetti più ambiziosi che i Musei Reali hanno programmato per la stagione primaverile”
Commenta Mario Turetta: “La mostra ‘Guercino. Il mestiere del pittore’ è tra i progetti più ambiziosi che i Musei Reali hanno programmato per la stagione primaverile 2024. Il patrimonio dei Musei Reali conta un ricchissimo nucleo di pittura e grafica emiliana del Seicento, ora conservato in Galleria Sabauda e nella Biblioteca Reale, che attraversa la committenza della dinastia dei Savoia nel corso di tre secoli e si concentra in particolar modo proprio sulla figura di Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino, con opere che si scalano in tutta la sua produzione artistica. In mostra saranno esposti dodici disegni della Biblioteca Reale proposti in un inedito accostamento con quattordici opere provenienti dalla Galleria Sabauda, che tra le collezioni permanenti offre inoltre un significativo affondo sulla pittura classicista bolognese”.

Rete di collaborazioni
Prosegue Turetta: “L’esposizione mette a frutto una vasta rete di collaborazioni e scambi istituzionali che i Musei Reali hanno attivato con musei stranieri e nazionali per valorizzare le proprie collezioni e, allo stesso tempo, per sottolineare le forti interconnessioni esistenti. Tra le grandi tele del pittore che arrivano a più riprese nella capitale sabauda, di particolare importanza è il dipinto con il ‘Ritorno del figliol prodigo’, che per la prima volta dopo quattrocento anni viene riunito in mostra con le altre tre opere eseguite dell’artista per la stessa committenza, in prestito dal Museo del Prado, dal Monastero dell’Escorial e dalle Gallerie degli Uffizi”.

Prestiti da musei e collezioni private
Continua Turetta: “Prestiti di notevole importanza arrivano da altri grandi musei nazionali come la Pinacoteca di Bologna, le Gallerie Estensi, la Galleria Borghese, la Villa Medicea di Cerreto Guidi, da musei civici quali la Pinacoteca di Cento, i Musei Capitolini di Roma, la Pinacoteca di Ancona, il Museo Bardini di Firenze, i Musei di Strada Nuova di Genova, da chiese del territorio emiliano e piemontese, dal Fondo Edifici di Culto, da fondazioni, istituzioni e collezioni private”.

L’obiettivo della mostra
Infine, Turetta sottolinea che “la mostra si pone l’obiettivo di illustrare a un pubblico ampio e variegato la professione del pittore nel Seicento attraverso una chiave di lettura più che mai moderna con uno sguardo attento verso la società, le dinamiche economiche e le reti di relazioni del tempo, per raccontare il mestiere di uno dei più grandi protagonisti italiani della scena artistica del Seicento”.

Sangiuliano: “Desiderio di conoscere meglio questo protagonista del XVII secolo”
Commenta il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano: “Quando, nel 2012, la città di Cento fu colpita, insieme con l’intera Emilia, dal tremendo sisma, il pensiero degli appassionati d’arte andò subito al centese più illustre, Giovanni Francesco Barbieri, noto come il Guercino. E infatti la Pinacoteca cittadina, dove abitano moltissime sue opere, fu costretta a chiudere per lesioni e danneggiamenti profondi e ha potuto riaprire i battenti solo verso la fine del 2023. L’apprensione vastissima per le opere di questo maestro dell’arte italiana del Seicento, unita a una sorta di ‘digiuno forzato’ dalla visione delle stesse, ha dilatato in questi ultimi anni un desiderio acuto di vedere e conoscere meglio questo protagonista del XVII secolo”.

Leggere le opere con occhi nuovi
detengono un cospicuo numero di lavori guerciniani, divisi tra disegni e quadri. Mi piace molto l’approccio peculiare di questa mostra, che punta l’obiettivo sulla realtà produttiva del maestro centese e della sua bottega, ricostruendo così non solo un pezzo di storia estetica, stilistica e del gusto di un’epoca in cui l’Italia era ancora il perno mondiale del fenomeno artistico, ma anche e soprattutto i suoi risvolti materiali, economici e dunque sociali. E in una ermeneutica globale in cui genialità individuale, progressi tecnici, assetti politici, novità culturali concorrono a ricreare un contesto che è di grande aiuto nel leggere con occhi nuovi le opere in mostra”.

Sangiuliano: “Iniziativa che dà lustro alla Nazione intera”
Il ministro continua con un discorso più globale: “Mi confermo ancora una volta nella convinzione che la storia dell’arte, così rilevante nel nostro Paese e per il nostro Paese, è un’autentica autobiografia della nazione, che va posta nell’istituzione scolastica, ai suoi diversi gradi, in connessione organica con la storia politica e civile italiana. Ne trarrebbero vantaggio la consapevolezza delle nostre radici identitarie, il doveroso senso di gratitudine e rispetto per passato e tradizione – cioè per tutto quel che abbiamo ricevuto da chi ci ha preceduto – l’apertura verso il mondo globale, che così tanto ci ha ammirato e ci ammira per questi tesori. Auguro perciò ogni successo a questa iniziativa culturale, che dà lustro non solo a Torino, non solo all’emiliano Guercino, bensì alla Nazione intera”.

 

Info. Dal martedì alla domenica dalle ore 10:00 alle ore 19:00.

Immagine in evidenza:  Guercino, Autoritratto, 1630-1632, Olio su tela, 70,5 x 65 cm, Londra, Schoeppler Collection, ph. Luca Gavagna – le Immagini.

Clicca sul banner per leggere Territori della Cultura