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Milano, dopo 555 anni, riunito il Polittico di Piero della Francesca

da | 22 Mar 2024 | Arte e Cultura, Mostre ed Eventi

Al Museo Poldi Pezzoli, una mostra unica grazie alla collaborazione di musei internazionali

Milano, al Museo Poldi Pezzoli è riunito, dopo 555 anni, il ‘Polittico agostiniano’ di Piero della Francesca. Dal 20 marzo al 24 giugno 2024 nella mostra ‘Piero della Francesca. Il polittico agostiniano riunito’ i visitatori potranno ammirare le otto tavole del polittico del 1469 provenienti da New York, Lisbona, Londra e Washington.

La storia in pillole
È il 1469 quando Piero della Francesca termina il polittico per l’altare maggiore della chiesa degli agostiniani a Borgo San Sepolcro (Arezzo), iniziato nel 1454. La pala però nel tempo viene smembrata e dispersa. Oggi restano otto pannelli conservati in importanti musei internazionali, oltre che al Museo Poldi Pezzoli, proprietario del pannello raffigurante San Nicola da Tolentino, uno dei quattro santi che appartenevano alla parte centrale del polittico.

I tentativi di riunire il polittico
Alcuni musei in passato provano a riunire il polittico: il Museo Poldi Pezzoli nel 1996, la Frick Collection nel 2013 e il Museo dell’Hermitage nel 2018. Tuttavia, poiché non hanno ottenuto tutti i prestiti, ne hanno proposto solo una ricostruzione virtuale.

Il polittico riunito grazie a importanti musei internazionali
Oggi, grazie alla collaborazione con i grandi musei proprietari dei pannelli superstiti, la Frick Collection di New York (San Giovanni Evangelista, la Crocifissione, Santa Monica e San Leonardo), il Museu Nacional de Arte Antiga di Lisbona (Sant’Agostino), la National Gallery di Londra (San Michele Arcangelo) e la National Gallery of Art di Washington (Sant’Apollonia) sarà possibile ammirare riuniti tutti i frammenti del famoso polittico. La mostra è sostenuta da Fondazione Bracco – main partner – e Intesa Sanpaolo, partner istituzionale con Gallerie d’Italia.

Una rete per una mostra straordinaria
La mostra è ideata da Alessandra Quarto, direttrice del Museo Poldi Pezzoli, con Lavinia Galli e Federica Manoli. L’esposizione è a cura di Machtelt Brüggen Israëls (del museo Rijksmuseum e Università di Amsterdam) e Nathaniel Silver (di Isabella Stewart Gardner Museum, Boston), studiosi di livello internazionale e gli ultimi a proporre la ricostruzione del polittico nel 2013 presso la Frick Collection di New York sulla base delle indagini finora condotte. L’organizzazione della mostra è a cura di Lavinia Galli, conservatrice, e Federica Manoli, collection manager, del Museo Poldi Pezzoli, con il coordinamento di Arianna Pace, dell’ufficio mostre.

L’allestimento
L’allestimento della mostra è a cura dell’architetto Italo Rota e dello studio internazionale di design CRA-Carlo Ratti Associati. I pannelli sono accostati tra loro con le cornici che li hanno scortati in questi anni. In un suggestivo ambiente, i visitatori possono anche assistere a una proiezione video che riunisce tutte le tavole e spiega la genesi del progetto e i risultati emersi con la campagna di analisi condotta grazie a Fondazione Bracco.

La diagnostica per immagini
La diagnostica per immagini sul ‘San Nicola da Tolentino’ del Poldi Pezzoli è stata voluta da Fondazione Bracco e realizzata in situ dal team di ricercatori dell’Università di Milano, dello spinoff IUSS Pavia DeepTrace Technologies con la collaborazione del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, coordinato dalla professoressa Isabella Castiglioni. L’indagine ha permesso di ripercorrere le tecniche di lavoro e i materiali utilizzati da Piero della Francesca, oltre al percorso di smembramento e ricomposizione del polittico.

Il segreto di Piero della Francesca
Le indagini sono state condotte attraverso immagini ad alta risoluzione nell’ultravioletto, vicino infrarosso, radiazione X e analisi di microscopia e spettroscopia puntuale. In questo modo gli esperti sono riusciti a scendere fino agli strati più profondi, portando alla luce segreti, come il fatto che Piero della Francesca non ha avuto a disposizione delle tavole apposite, ma ha dovuto dipingere su una carpenteria medievale.

Tecniche diverse
Gli esperti Marco Gargano, Matteo Interlenghi, Federica Pozzi, Alice Pertica, Anna Piccirillo, Chiara Ricci, Christian Salvatore, Gianmarco Borghi e Isabella Castiglioni sottolineano: “Le diagnostica per immagini ha permesso di rilevare il disegno presente sotto gli strati pittorici, realizzato con strumenti e tecniche diverse, il che è indicativo della specifica pratica pierfrancescana, dove cartoni preparatori venivano trasferiti sui pannelli preparati. I tipici punti di spolvero di questa procedura sono infatti ben visibili in alcune porzioni del dipinto e si può supporre fossero presenti anche in altre parti degli elementi architettonici o della figura e che Piero della Francesca possa averli cancellati mentre tracciava il disegno, con un pennello e un inchiostro nero carbonioso”.

I materiali utilizzati da Piero della Francesca
Gli esperti hanno anche analizzato i materiali, evidenziando che “il disegno delle mani sinistra e destra del Santo sembra essere stato realizzato con materiali diversi (un materiale secco per la mano sinistra e uno liquido per la mano destra). Nella mano sinistra vi sono dei piccoli punti sul pollice e sull’indice che definiscono i contorni e le unghie, la linea nera molto sottile e distinta che li unisce sembra essere stata realizzata con un mezzo appuntito e asciutto, probabilmente una matita nera. Sulla punta dell’indice è inoltre visibile un piccolo pentimento, che risulta leggermente ritoccato. Tracce di un materiale secco risultano anche per alcune linee di disegno nell’ombreggiatura degli occhi che sembrano eseguite eventualmente una volta concluso il disegno complessivo. Per definire la bocca della figura con grande sicurezza, l’artista ha invece tracciato una serie di piccole linee sopra, tra e sotto le labbra”.

Il supporto del dipinto
La diagnostica per immagini combinata con la spettroscopia ha permesso di portare alla luce i pigmenti e i coloranti utilizzati da Piero della Francesca, mentre la radiografia ha permesso di scoprire che il supporto del dipinto è costituito da una sola tavola di pioppo.

Tra ricerca internazionale e attività per famiglie
Le indagini hanno spalancato le porte della ricerca da parte di esperti di tutto il mondo, anche grazie all’organizzazione di conferenze e giornate studio. Inoltre, sono anche presenti attività per le famiglie e i bambini. Per esempio, la Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte propone dei laboratori dedicati alla tessitura, in collaborazione con la Fondazione Lisio di Firenze. Il gruppo giovani del Museo organizza appuntamenti rivolti agli under 35 tra cui ‘Piero in Steam’ con visite guidate alla mostra che mettono in evidenza il rapporto tra arte e scienza. I giovani saranno coinvolti con giochi, rebus ed enigmi matematici, in collaborazione con Abbonamento Musei Lombardia.

Piero della Francesca entra in carcere
Non manca l’inclusione per tutti e tutte, con l’impegno del Museo Poldi Pezzoli e della Cassa Depositi e Prestiti. Il percorso espositivo prevede pannelli sia visivi sia tattili, mentre la presenza di QR Code e NFC permette di scaricare una guida audio-video con sottotitoli in italiano e inglese. Previsti anche percorsi per i ragazzi a carico del dipartimento di Giustizia Ripartiva del Comune di Milano, in museo e nel cercare minorile Beccaria.

I numeri
Il polittico è dipinto tra il 1454 e il 1469, ma sono otto le tavole superstiti. Si ipotizza che l’opera sia rimasta integra per circa un secolo, mentre passano quattro secoli prima di avere nuove notizie delle tavole, ormai disperse. Ben cinque i musei internazionali che conservano le tavole rimaste, mentre sono passati 555 anni dall’ultima notizia certa della presenza di queste tavole riunite in un unico luogo, cioè la chiesa allora dedicata a sant’Agostino in Borgo San Sepolcro.

Alessandra Quarto: “Operazione culturale di livello internazionale”
Alessandra Quarto dichiara: “Milano è al centro di questa operazione culturale di livello internazionale che non è solo una mostra, ma è un lavoro di squadra interdisciplinare che come ogni ricerca scientifica richiede competenze diverse – di altissimo livello – e grande affiatamento e dedizione. Nel polittico agostiniano Piero della Francesca ‘ha fatto scendere il cielo in terra’; il Poldi Pezzoli di Milano ripete, per una sola imperdibile volta, questo miracolo”.

La curatrice: “Mostra commovente”
Spiega la curatrice Machtelt Brüggen Israëls: “La mostra sul polittico agostiniano di Piero della Francesca al Museo Poldi Pezzoli è una di quelle davvero giuste e commoventi perché vede riunite, dopo secoli di dispersione, le sue opere nella loro coerenza originale, avvicinandosi a ciò che aveva concepito il grande pittore di luce. Inoltre, l’iniziativa della Fondazione Bracco di fare apposite indagini tecniche sul ‘San Nicola da Tolentino’ ha fornito ai curatori e ai colleghi dei musei di Londra, New York e Washington, lo stimolo per realizzare ulteriori indagini tecniche, che ci hanno consentito di capire il mistero del soggetto del pannello mancante, nonché il modo rivoluzionario con cui Piero ha riutilizzato la struttura lignea preesistente su cui era costretto a dipingere”.

Info. Orari di apertura: dalle ore 10:00 alle 19:30 (ultimo ingresso 18:30). Chiuso: martedì. Aperture straordinarie: Pasqua, Lunedì dell’Angelo, 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno.

Immagine in evidenza: La Crocifissione 1454–69 Olio e oro su tavola 37.2 x 40.3 cm The Frick Collection, New York.

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