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“Urbs, dalla città alla campagna romana”, 100 ml per 4 siti del Museo Nazionale Romano. Intervista al direttore Stéphane Verger

da | 14 Mar 2024 | Archeologia, Arte e Cultura, Istituzioni

Il 30 dicembre ’22, usciva il comunicato stampa del progetto “Urbs, dalla città alla campagna romana”, finanziato dal Programma Nazionale per gli investimenti complementari del PNRR che avrebbe permesso la realizzazione nei prossimi anni di un articolato programma di lavori nelle quattro sedi del Museo Nazionale Romano: Terme di Diocleziano, Palazzo Massimo, Palazzo Altemps e Cripta Balbi; rispondendo alle esigenze legate all’invecchiamento degli impianti e per riaprire nuovi monumentali spazi espositivi.

Il MNR, insieme al Parco Archeologico dell’Appia Antica, è inserito tra i 14 “grandi attrattori culturali”, scelti dal Ministero della Cultura, che beneficeranno di interventi strategici per il rilancio della cultura e del turismo in Italia. per questo il Museo ha ottenuto uno stanziamento di 71 milioni di euro che si aggiungono ad altri finanziamenti pregressi per un totale di 100 milioni complessivi. tutto da realizzarsi, secondo il programma in quattro anni.
Quale è lo stato di attuazione del progetto e nel dettaglio quali gli interventi più significati e quando vedremo i primi lavori completati? Lo abbiamo chiesto al direttore Stéphane Verger che ringraziamo per averci dato la sua cortese disponibilità.

Le Terme di Diocleziano
D. L’edificio delle Terme di Diocleziano rappresenta una grande opportunità e una grande sfida. A che punto sono i lavori per la riapertura al pubblico delle sette Grandi Aule attorno alla basilica di Santa Maria degli Angeli che ospitarono nel 1911 la grande mostra archeologica per il cinquantenario dell’Unità d’Italia?

R. Lei giustamente ricorda la grande mostra archeologica per il cinquantenario dell’Unità d’Italia; ecco, possiamo ben pensare che il progetto URBS ci permetterà di raccontare, in modo semplice la complessità storica della storia di Roma, come la grande mostra archeologica del 1911. Alle Terme di Diocleziano la storia dai primi villaggi alla megalopoli mediterranea. A Palazzo Massimo il potere e splendore dell’Impero; a Palazzo Altemps la Grecia a Roma e la sua eredità; in Crypta Balbi la città sovrapposta, da Roma a Roma. Alle Terme di Diocleziano abbiamo aggiudicato i lavori, che partiranno a breve, per la riapertura delle Grandi Aule e per la valorizzazione dei depositi; la copertura dell’Aula VIII per un indispensabile deposito visitabile; il passaggio tra il Chiostro grande e la palestra occidentale; la grande esedra e il deposito delle urne. A fine lavori avremo realizzato una visita del complesso monumentale delle Terme di Diocleziano in 4 percorsi di visita: il percorso breve, le Terme; il percorso medio la Certosa e il Museo; il percorso lungo, i depositi del Museo visitabili e il Museo dell’Arte Salvata. Un viaggio nella storia dunque, in un’atmosfera immersiva nella Roma antica; nella Megalopoli imperiale e nella storia del popolo di Roma, nella città dei morti e, a Roma e nel Lazio dalle origini alla fine della Repubblica; per poi passare alla Certosa di Roma e al dietro le quinte.

D. Sarebbe interessante sapere anche quale esito hanno avuto gli accordi con la Soprintendenza Speciale di Roma e il Parco Archeologico dell’Appia Antica circa l’utilizzo dei piani superiori delle quattro ali del Chiostro di Michelangelo e quelle del chiostro piccolo della Certosa. E conoscere a che punto sono gli interventi per l’allestimento degli spazi?

R. L’intenzione è di musealizzare gli spazi per un nuovo museo della Protostoria. Un’ala conterrà reperti unici come la più antica iscrizione del mondo occidentale che proviene dall’Osteria dell’Osa. Un’altra ala sarà dedicata (consideri che queste gallerie sono lunghe più di 80 metri), all’epoca orientalizzante, con le grandi necropoli di Castel di Decima; ci sarà bisogno di restaurare gli ambienti oltre che gli oggetti, la maggior parte sono stati conservati in pani di terra, come la fanciulla nata con Roma che abbiamo presentato lo scorso anno. Con un accordo con la Direzione Regionale dei Musei del Lazio abbiamo cominciato a restaurare gli oggetti, grazie ad un intervento finanziario della Federazione elvetica; erano veramente in condizione terribili; li potremo esporre insieme a tutti gli oggetti rinvenuti durante gli scavi della Soprintendenza archeologica Roma, reperti coevi a quelli che abbiamo presentato nel Museo dell’Arte Salvata. Poi ci sarà una sezione dedicata all’epoca della Medio Repubblica, così come aveva pensato il professor Zevi. Potremo presentare inoltre i contesti completi, per esempio del Santuario di Ariccia; nel caveau di Palazzo Massimo ci sono tutti gli oggetti che costituiscono tutta la ritualità del contesto del Santuario di Ariccia e anche la ceramica votiva; stessa cosa per Preneste, tutti gli oggetti nei depositi sono stati studiati e recuperati.

D. Da tempo si parla del “sottopasso di Via Cernaia” che unirebbe il Planetario alle Terme (quotidianoarte.com ha pubblicato un articolo a firma Gianni Bulian) per il quale vi è stato un finanziamento rilevante di dieci milioni di €. Il progetto è stato avviato? Se si, quali interventi prevede il progetto e qual è il tempo previsto per il completamento dei lavori?

R. Tutti gli interventi del PNC (Urbs – MNR), quelli del PNRR (Caput Mundi SSABAP) e Giubileo 2025 (Roma Capitale) sono mirati a realizzare una vera e propria isola della cultura, ricomponendo tutto il complesso delle Terme di Diocleziano, con il Museo dell’Arte Salvata nell’Aula Ottagona, e la riqualificazione del piazzale antistante e delle aree adiacenti Piazza dei Cinquecento e Piazza della Repubblica e la ripavimentazione delle strade intorno al complesso delle Terme.

Palazzo Massimo
D. Il progetto principale per Palazzo Massimo è la copertura del cortile interno in modo da ampliare il percorso espositivo creando un ambiente immersivo dove evocare l’impero romano attraverso la ricostituzione di un luogo iconico come un santuario. Un progetto ambizioso anche questo ci può spiegare meglio gli interventi previsti?

R. Si, esattamente. Questi interventi che prevedono la copertura del cortile interno ci permetteranno di usufruire di uno spazio utile per ricostruire contesti archeologici in un’atmosfera immersiva più innovativa anche grazie all’utilizzo del videomapping.

D. cosa intende quando immagina il Museo Nazionale Romano come un “Museo Iconico”?

R.Un Museo iconico cioè speriamo di realizzare un museo in cui il contenuto, le opere esposte, i contesti archeologici rappresentati siano caratterizzati da un rapporto di somiglianza o da cui risultano qualità comuni, analogie o parallelismi con gli spazi che li contengono. La sfida è questa e non è semplice.

D. Quando la riapertura del “Medagliere”, il più grande e antico che si conservi, chiuso per l’emergenza Covid? È previsto l’ampliamento delle monete esposte che dovrebbero essere inserite in tutti i percorsi tematici del museo. A che punto sono i lavori?

R. Si, per la consistenza e la rilevanza delle sue collezioni, oggi il Medagliere del Museo Nazionale Romano può essere considerato tra le più importanti e prestigiose strutture di settore a livello nazionale e internazionale. Al Medagliere del Museo Nazionale Romano afferiscono anche una Biblioteca specialistica e la Redazione del Bollettino di Numismatica.

Palazzo Altemps
D. Grande attenzione progettuale anche per Palazzo Altemps, a due passi da Piazza Navona. Qui i lavori di restauro interessano il recupero del secondo cortile, la sala del Gioiello e il suo portico realizzato agli inizi del Cinquecento uno spazio straordinario coperto da un lucernario agli inizi del Novecento. Inoltre, il restauro dell’altana, la più antica di Roma, il ripristino del teatro, l’unico conservato in un palazzo privato romano e la possibilità di utilizzare la Chiesa, dove Gabriele D’annunzio sposò Maria Hardouin di Gallese, per concerto ed eventi culturali. Tutto questo verrà realizzato e quando?

R. Sono cominciati i lavori dell’altana di Palazzo Altemps. Il progetto prevede il restauro dei dipinti, degli stucchi, degli intonaci e dell’arredo in pietra della più antica altana di Roma, una torre belvedere, realizzata da Martino Longhi il Vecchio e da Onorio Longhi, alla fine del Cinquecento. Grazie a questo intervento saranno restaurate le superfici esterne, a stucco e intonaco con la balaustra in travertino, ma anche quelle interne, restituendo all’altana il suo aspetto originale: un cielo azzurro punteggiato da uccelli, in un dialogo tra interno ed esterno, secondo la concezione naturalistica-illusionistica dell’epoca. Al momento un ponteggio protegge e cela le attività di restauro della terrazza altana di Palazzo Altemps: il cantiere procede parallelamente per riportare all’antico splendore le superfici esterne della straordinaria torre-belvedere del palazzo, la prima di tutta Roma. Grazie a questi interventi, sarà possibile riscoprire l’aspetto originario dell’altana, in particolare della ricca decorazione interna. Qualche dettaglio del cielo azzurro punteggiato di uccelli sta già emergendo e magari in questo spazio ritrovato sarà possibile realizzare anche piacevoli momenti musicali.

Crypta Balbi
D. Il più oneroso, lungo e problematico intervento riguarda la Crypta Balbi conosciuta come il museo in cui si presenta la trasformazione della città fra la tarda antichità e il Medio Evo. Oggi, il 90% della superficie dell’isolato di competenza del Museo Nazionale Romano non è accessibile a causa del degrado degli edifici e dell’impossibilità, per ragioni di sicurezza, di aprire al pubblico il percorso archeologico. Un intervento per 71 milioni di euro. Un progetto complesso. Un grande quartiere culturale nel cuore di Roma. Vedrà mai la luce e se si, quando?

R. Certamente! I lavori sono iniziati il 21 gennaio di quest’anno e come tutti i lavori legati al PNC del PNRR devono terminare entro il 2026. I lavori nella Crypta Balbi sono iniziati dall’area antistante l’esedra e prevedono il restauro e la valorizzazione dell’area archeologica dell’esedra stessa e di tutte le aree interne al sito archeologico, permettendo così il completamento del percorso di visita della Crypta Balbi, completando la connessione tra le aree dell’isolato urbano, tutte interessate da una complessa stratificazione storica che va dall’età romana a quella moderna. Il progetto complessivo per la Crypta Balbi prevede non soltanto l’arricchimento e il rinnovamento del percorso espositivo del Museo e dell’area archeologica esterna, ma la creazione di un vero e proprio quartiere culturale aperto alla cittadinanza, compreso tra via Michelangelo Caetani, via delle Botteghe Oscure, via dei Polacchi e via dei Delfini. Si, è veramente un grande intervento; proprio in questi giorni è stato realizzato un saggio nel pavimento della cantina della parte più antica del Conservatorio delle Vergini Miserande e Pericolanti di S. Caterina, costruito intorno alla metà del XVI secolo. Nello scavo è emerso un piccolo elemento circolare, il pozzetto che si trovava nel pavimento della cantina, e un grande elemento semicircolare di notevole interesse: si tratta infatti della fondazione dell’abside della chiesa medievale di Santa Maria Dominae Rosae, che prese il nome dalla nobildonna che la fondò e che, a metà del Cinquecento, fu nuovamente intitolata a Santa Caterina. L’abside è tagliata da un muro, identificabile con quello che in molti documenti notarili indica il limite degli orti delle famiglie residenti su via dei Delfini, quali i Piermattei e gli Albertoni. A destra dell’abside, si distinguono invece i resti del grande muro che cingeva il cosiddetto “Castrum Aureum”, una residenza fortificata ricavata sulle rovine del teatro di Balbo. Lo scavo ha messo in luce anche una canaletta costruita con corpi di anfore di età tardoantica.

D. E poi alcuni problemi cosiddetti minori (che minori non sono) come il sistema di climatizzazione delle Terme e di Palazzo Massimo che risulterebbe ancora non funzionante. Se è esatto, che tempi si prevedono per la sistemazione e se nel frattempo non sia opportuno sospendere l’accesso al pubblico oltre a misure provvisorie per evitare rischi alla salvaguardia dei beni archeologici di straordinario valore?

Si, il progetto URBS dalla città alla campagna romana prevede anche il riordino e la rifunzionalizzazione degli impianti del Museo che sono ormai impianti vetusti con una tecnologia ormai obsoleta, per cui non è possibile nemmeno sostituire i pezzi che si rompono, saranno quindi rimpiazzati da impianti di nuova tecnologia. Al momento l’unico museo chiuso è la Crypta Balbi e non prevediamo di chiudere altre sedi museali.

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