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L’Autoritratto di Leonardo torna in mostra ai Musei Reali di Torino

da | 20 Feb 2024 | Appuntamenti, Arte e Cultura

Dal 28 marzo al 30 giugno 2024, nell’ambito dell’iniziativa A tu per tu con Leonardo, la Biblioteca Reale di Torino accoglie l’autoritratto di Leonardo da Vinci e alcuni dei suoi capolavori conservati nei Musei Reali.

“A tu per tu con Leonardo” è un’esposizione che vuole rendere omaggio, in chiave assolutamente inedita, al più grande artista italiano di tutti i tempi. La mostra è curata da Paola Salvi, docente all’Accademia di Belle Arti di Brera, e si propone di inquadrare storicamente l’Autoritratto di Leonardo da Vinci a partire dagli anni della sua realizzazione, prima del suo arrivo alla Biblioteca Reale di Torino, fino alla successiva consacrazione e divulgazione. L’esposizione è collocata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e presenta oltre 60 opere, delle quali 15 originali di Leonardo, tra cui spiccano 6 fogli del Codice Atlantico realizzati in Francia, nel periodo in cui disegnava il suo celebre Autoritratto. Sono presenti, inoltre, numerosi prestiti, accordati da prestigiose istituzioni italiane e da collezioni private, e una corposa selezione di dipinti, disegni, incisioni, matrici calcografiche e fotolitografie che documentano la fortuna del celebre disegno di Torino e del volto di Leonardo dal Cinquecento al Novecento. A impreziosire questo racconto per immagini, la Galleria Sabauda dedica per la prima volta una sala a venti opere eseguite da pittori leonardeschi, come allievi, seguaci e imitatori del Da Vinci, nelle quali si evidenzia l’impronta della sua lezione. Non da ultimo, è presente anche una selezionata rassegna di 15 sculture di Giuliano Vangi (Barberino del Mugello, Firenze, 1931).

Com’è organizzata l’esposizione

L’esposizione “L’Autoritratto di Leonardo. Storia e contemporaneità di un capolavoro” è allestita nelle due sale-caveau della Biblioteca Reale, realizzate nel 1998 e nel 2014 con il sostegno della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino. Nel primo caveau, per la prima volta accanto all’Autoritratto di Leonardo, è esposto il prezioso manoscritto proveniente dalla Biblioteca Nazionale di Napoli contenente il Diario dell’Itinerario del Cardinale Luigi d’Aragona scritto da Antonio de Beatis, che accompagnava il cardinale nel suo viaggio attraverso l’Italia settentrionale, la Germania, la Francia e i Paesi Bassi e che con lui visitò Leonardo nel Castello di Clos Lucé il 10 ottobre del 1517; da questo resoconto ricaviamo una preziosa testimonianza di prima mano dell’aspetto di Leonardo in quella data. La contestualizzazione al periodo francese è resa possibile dall’eccezionale prestito di sei fogli del Codice Atlantico provenienti dalla Veneranda Pinacoteca e Biblioteca Ambrosiana di Milano, realizzati tra il 1517 e il 1518: si tratta di un nucleo di disegni, per la prima volta esposti insieme all’Autoritratto, dai quali ricaviamo una inestimabile prova della sua capacità di disegnare e scrivere in modo fermo e preciso, dei progetti e delle ricerche che l’artista continuava incessantemente a perseguire negli ultimi tempi della sua vita. Nel secondo caveau l’esposizione prosegue con opere che attestano la fortuna di Leonardo a partire dal secondo Cinquecento: a testimoniare la conoscenza dell’Autoritratto prima dell’acquisto da parte del re Carlo Alberto di Savoia Carignano nel 1839, sono esposti due fogli conservati nel Gabinetto dei Disegni e Stampe delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, parte della collezione di Giuseppe Bossi, poliedrico artista neoclassico e segretario dell’Accademia di Brera: Studio per Eraclito, attribuito a Giovan Ambrogio Figino (1570 circa), e la copia dall’Autoritratto realizzata da Raffaele Albertolli (1808-1809 circa), come attestato dallo stesso Bossi. Questa sezione dedicata alla fortuna dell’Autoritratto prosegue con disegni, dipinti, incisioni, libri e un’erma in marmo di Pompeo Marchesi (1808), in prestito dall’Accademia di Belle Arti di Brera.

Il passato dell’Autoritratto

La datazione dell’opera finora accettata è il 1512. L’Autoritratto sembra esser stato realizzato negli ultimi anni di vita di Leonardo, poco prima della sua partenza in Francia presso la corte di Francesco I. Tuttavia abbiamo poche notizie storiche sull’opera, le quali però ci attestano che, nel corso degli anni, il disegno dell’autoritratto, nonostante le precarie e delicate condizioni di “salute” ha avuto diverse esposizioni. Leonardo morì in Francia, nel comune di Amboise, nel 1519, ma prima della sua morte decise di lasciare tutti i suoi disegni e manoscritti all’allievo Francesco Melzi. Tuttavia, alla morte di quest’ultimo, si disperse l’intera eredità del Da Vinci, al punto che, per molto tempo, non si ebbero più notizie dell’autoritratto fino alla sua ricomparsa agli inizi dell’XIX secolo a Milano, quando venne copiato e riprodotto in un’incisione per la famosa opera di Giuseppe Bossi “Il Cenacolo di Leonardo da Vinci. Libri quattro”, 1810, per poi scomparire nuovamente. Addirittura ci sono attestazioni che affermano che il ritratto per un periodo era stato esposto ad una parete degli uffici della Soprintendenza ai Beni Culturali. In ogni caso, solo nel 1839 il dipinto ritornerà definitivamente alla luce, quando il collezionista Giovanni Volpato lo vendette a Re Carlo Alberto di Savoia, così l’opera, entrò a far parte del patrimonio artistico di Casa Savoia e della Città di Torino. Dove oggi, dopo un periodo in cui fu conservato presso le Gallerie dell’Accademia di Venezia, è tornata in pianta stabile.

Per chiunque voglia godere di questa preziosa esposizione, la prenotazione è vivamente consigliata:
E-mail: info.torino@coopculture.it
Telefono: +39 011 19560449
Sito per acquisto biglietti: https://www.coopculture.it/it/

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