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Firenze, multa da 20mila euro per alcuni attivisti di Ultima Generazione

da | 19 Feb 2024 | Arte e Cultura, Conservazione e Tutela

Dopo il blitz agli Uffizi, la prima applicazione della legge contro gli eco-vandali

Firenze, dopo il blitz degli attivisti ambientalisti di Ultima Generazione alle Gallerie degli Uffizi, due militanti del gruppo che hanno partecipato all’azione hanno ricevuto una multa di 20 mila euro ciascuno per aver coperto con delle immagini dell’alluvione di Campi Bisenzio il noto dipinto ‘La nascita di Venere’ del Botticelli, riprendendo la scena con un telefono. È la prima applicazione della legge contro gli eco-vandali, la numero 6 del 22 gennaio 2024.

Il blitz agli Uffizi
Siamo al 13 febbraio 2024. Ore 14: 45. Gli attivisti di Ultima Generazione fanno irruzione alle Gallerie degli Uffizi e attaccano con del nastro adesivo di carta 8 fogli A4 raffiguranti immagini delle zone alluvionate nel Comune di Campi Bisenzio sul vetro che ripara il prezioso quadro ‘La nascita di Venere’ del Botticelli. Inoltre, attaccano un foglio (della dimensione di 58cm x 41cm, si legge sul verbale) con la scritta ‘Fondo riparazione’, realizzato unendo quattro fogli A4.  Il motivo del gesto è chiedere al Governo un fondo riparazione di 20 miliardi di euro sempre a disposizione per riparare i danni delle catastrofi climatiche. Sono due gli attivisti, mentre un terzo riprende la scena con un telefono. C’è anche uno striscione. Pochi minuti e subito l’intervento. I visitatori sono fatti uscire dalla sala e intanto arrivano i Carabinieri.

Un attivista aveva imbrattato Palazzo Vecchio con della vernice arancione
Fra gli attivisti, c’è anche Giordano Cavini Casalini, che aveva imbrattato Palazzo Vecchio con della vernice lavabile arancione nel marzo 2023. A intervenire era stato lo stesso sindaco di Firenze, Dario Nardella. Il primo cittadino, che si trovava per caso sul posto, si era accorto del gesto e si era lanciato immediatamente insieme a degli agenti della Polizia locale per interrompere gli attivisti. Giordano per compiere l’azione agli Uffizi ha anche violato l’obbligo di dimora nel comune di residenza che gli era stato in posto a seguito di un processo per direttissima dopo un blocco stradale lo scorso dicembre, rischiando gli arresti domiciliari se non il carcere.

Multa da 20mila euro
A Giordano e all’attivista Tommaso, che ha ripreso l’azione con un telefono, è arrivata una multa di 20mila euro ciascuno. Ad annunciare il fatto è stato lo stesso gruppo di Ultima Generazione in un post sui canali social e pubblicando anche una foto con parte del verbale.

I motivi
Sul verbale della multa compaiono i motivi. Gli attivisti “di fatto coprivano in parte la bellezza del quadro del Botticelli, rendendolo non visibile nella sua interezza, impedendo che il bene non fosse più tale da garantire il ‘godimento’ estetico e culturale”. Inoltre è specificato che con la loro azione gli attivisti hanno reso “non fruibile il bene culturale” ai visitatori provenienti da diverse parti d’’Italia e dal mondo per ammirare il capolavoro del Botticelli.

La posizione di Ultima Generazione
Gli attivisti di Ultima Generazione hanno pubblicato un lungo post su Facebook, accompagnato da immagini di vario tipo raffiguranti alcune immagini di calamità naturali. Scrivono: “Giordano ha deciso di fare questo gesto (violando inoltre le proprie misure cautelari) per ricordare a tutti noi che decine di migliaia di persone hanno perso la casa e tutto quello che avevano a causa delle catastrofi climatiche. Giordano ha violato le misure cautelari per ricordare al Ministro della Cultura Sangiuliano che già oggi una parte del nostro patrimonio artistico e culturale non è fruibile a causa del collasso climatico. Giordano ha violato le misure cautelari e sta rischiando il carcere perché per lui è più importante che le persone e le famiglie che vivono in Italia siano messe in sicurezza di fronte al collasso climatico”. Una forte presa di posizione, che però va a toccare – sebbene in modo pacifico – il patrimonio artistico italiano.

Le sanzioni previste dalla legge: multe fino a 60mila euro
La multa è la prima applicazione della legge contro gli eco-vandali, la numero 6 del 22 gennaio 2024, ‘Disposizioni sanzionatorie in materia  di  distruzione,  dispersione, deterioramento, deturpamento, imbrattamento e uso illecito di  beni culturali o paesaggistici’. La legge prevede che “chiunque  distrugge, disperde, deteriora o rende in tutto o in parte  inservibili  o,  ove previsto, non fruibili beni culturali o paesaggistici propri o altrui è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di  una  somma da euro 20.000 a euro 60.000”.

Altre sanzioni previste dalla nuova norma
Inoltre, “chiunque, fuori  dei  casi di cui al comma 1, deturpa o imbratta beni culturali o  paesaggistici propri  o  altrui,  ovvero  destina  i  beni  culturali  a  un   uso pregiudizievole per la loro conservazione o integrità ovvero  a  un uso incompatibile con il  loro  carattere  storico  o  artistico,  è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una  somma  da euro 10.000 a euro 40.000”.

I proventi delle multe per il ripristino dei beni
I proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie sono versati in un apposito capitolo del bilancio dello Stato per essere poi riassegnati dal Ministero della Cultura affinché siano impegnati per il ripristino dei beni.

Possibilità del pagamento in misura ridotta
Entro trenta giorni dalla notifica del verbale di accertamento, il trasgressore è “ammesso al pagamento della sanzione in misura ridotta”, ma solo se non si è avvalso della stessa facoltà nei cinque anni precedenti al fatto.

Modifiche al Codice penale
La nuova legge prevede anche delle modifiche all’articolo 639 del Codice penale, in merito al deturpamento e imbrattamento di cose altrui. Fra le modifiche. La nuova legge aggiunge un periodo in cui si prevede anche la possibilità della pena della reclusione da uno a sei mesi o della multa da 300 a 1.000 euro se il fatto è commesso su teche, custodie o altre strutture adibite all’esposizione, protezione e conservazione di beni culturali esposti in musei, pinacoteche,  gallerie  e  altri  luoghi  espositivi  dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali e di ogni altro ente e istituto pubblico.

Il commento alla legge di Sangiuliano
In commento alla legge, il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano aveva dichiarato: “Chi si renderà responsabile di atti vandalici nei confronti dell’arte e dei monumenti nazionali, patrimonio della nostra identità e dell’umanità, deve sapere che ne risponderà direttamente in prima persona dal punto di vista patrimoniale. Si tratta, infatti, di sanzioni amministrative immediatamente irrogabili dal prefetto del luogo dove il fatto è commesso, sulla base delle denunce dei pubblici ufficiali”.

Sangiuliano: “Colpire l’arte significa danneggiare anche la natura”
Inoltre Sangiuliano aveva detto: “È bene poi ricordare, ancora una volta, che colpire l’arte significa danneggiare anche la natura, perché in virtù dell’antropizzazione del paesaggio alcuni luoghi o monumenti sono diventati parte integrante delle nostre città. Compito dello Stato, come sancisce l’articolo 9 della Costituzione, è quello di preservare questa risorsa unica e preziosa che abbiamo il dovere di proteggere e custodire per le future generazioni”. Vedremo gli altri casi nei quali sarà applicata la nuova normativa. Di certo gli attivisti di Ultima Generazione non sono nuovi a queste tipologie di proteste.

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