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Torino, il Guercino protagonista ai Musei Reali

da | 12 Feb 2024 | Appuntamenti, Arte e Cultura, Mostre ed Eventi

Dopo 400 anni, ricongiungimento dei dipinti commissionati da Alessandro Ludovisi, papa Gregorio XV

 

I Musei Reali di Torino aprono le porte a Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino (Cento 1591 – Bologna 1666). La mostra ‘Guercino il mestiere del pittore’ raccoglie oltre cento opere del Guercino e di artisti coevi provenienti da oltre 30 musei, fra i quali il Museo del Prado di Madrid e il Monastero di San Lorenzo a El Escorial, in Spagna. Per la prima volta, dopo 400 anni, l’esposizione riunifica il ciclo di dipinti commissionati a Bologna da Alessandro Ludovisi, futuro papa Gregorio XV.

Via alla mostra dal 23 marzo

La mostra è ospitata nelle Sale Chiablese dei Musei Reali di Torino, con direttore avocante Mario Turetta, Segretario Generale del Ministero della Cultura. Prodotta da CoopCulture con Villaggio Globale International, l’esposizione è aperta al pubblico dal 23 marzo al 28 luglio 2024.

Esperti per il Guercino

Il percorso espositivo è curato da Annamaria Bava dei Musei Reali e da Gelsomina Spione dell’Università di Torino. Al comitato scientifico partecipano personalità di prestigio: Daniele Benati, David García Cueto, Barbara Ghelfi, Francesco Gonzales, Fausto Gozzi, Alessandro Morandotti, Raffaella Morselli e Sofia Villano.

Professione pittore

Il focus dell’esposizione è il mestiere del pittore nel Seicento, esemplificato attraverso la figura del Guercino. Il Guercino, grazie a una bottega strutturata, alla fitta rete di intermediari e mentori, ai rapporti con molteplici committenti, diventa l’esempio perfetto della professione del pittore. Attraverso le opere del Maestro, la mostra racconta le sfide del mestiere del pittore, l’organizzazione della bottega, le dinamiche del mercato e i soggetti più richiesti.

Riunite le tele commissionate da Gregorio XV dopo 400 anni

Sono oltre cento le opere in mostra del Guercino e di artisti coevi – come i Carracci, Guido Reni e Domenichino – provenienti dalle collezioni della Galleria Sabauda e della Biblioteca Reale, ma anche da più di 30 musei e collezioni, inclusi il Museo del Prado di Madrid e il Monastero di San Lorenzo a El Escorial. Nel percorso sono anche presenti due dipinti inediti di collezioni private e le tele che permettono il ricongiungimento dopo ben 400 anni del ciclo di dipinti commissionati a Bologna da Alessandro Ludovisi, futuro papa Gregorio XV.

La conoscenza tra Ludovisi e il Guercino

Alessandro Ludovisi, arcivescovo di Bologna e papa Gregorio XV dal 1621, conosce Guercino grazie alla mediazione di padre Mirandola – promotore dell’artista – e all’apprezzamento di Ludovico Carracci, rimasto incantato dalla pittura del giovane artista.

Il ciclo dei dipinti per Alessandro Ludovisi, papa Gregorio XV

Tra il 1617 e il 1618 il Guercino realizza così per Alessandro Ludovisi e il nipote Ludovico, quattro grandi tele: Lot e le figlie, proveniente dal Monastero di San Lorenzo a El Escorial; Susanna e i vecchioni, prestata dal Museo del Prado; la Resurrezione di Tabita, proveniente dalle Gallerie degli Uffizi. Palazzo Pitti di Firenze; il Ritorno del figliol prodigo, dei Musei Reali di Torino. Il ciclo di tele Ludovisi segna una svolta per il Guercino. Infatti, quando Alessandro Ludovisi diventa papa con il nome di Gregorio XV, l’artista si trasferisce a Roma per alcuni anni, ricevendo importantissimi incarichi.

La Pinacoteca di Cento riaperta dopo il terremoto del 2012

C’è anche un altro motivo per il quale è importante parlare della mostra ‘Guercino il mestiere del pittore’. Infatti, l’esposizione è organizzata dopo pochi mesi dalla riapertura della Pinacoteca civica di Cento, paese di nascita del Guercino. La Pinacoteca il Guercino di Cento ha riaperto le porte lo scorso novembre 2023, dopo 11 anni dal sisma che ha colpito il territorio dell’Emilia Romagna nel 2012. Con 120 opere tra pitture e sculture, 46 disegni e 20 affreschi, ospita la maggior concentrazione al mondo dei capolavori di Giovanni Francesco Barbieri.

La formazione del Guercino

Il percorso espositivo è suddiviso in dieci sezioni tematiche. La prima sezione è dedicata alla formazione dell’artista. Si parte con l’Autoritratto proveniente dalla Schoeppler Collection di Londra: il Guercino si rappresenta come un uomo sui 40 anni, con gli strumenti del mestiere. Appare così come un uomo fiero, umile e gran lavoratore. Guercino si circonda fin dall’inizio di importanti punti di riferimento. Primo fra tutti, Ludovico Carracci, di cui è esposto l’olio su rame l’Annunciazione, in prestito dai Musei di Strada Nuova di Genova. Rilevanti sono anche lo Scarsellino e Carlo Bononi. Tra le opere del Guercino spiccano in questa sezione la tavola con il Matrimonio mistico di Santa Caterina e la pala della chiesa parrocchiale di Renazzo con un Miracolo di san Carlo Borromeo. Durante il viaggio a Venezia nel 1618, il Guercino si confronta con le opere di Tiziano, Tintoretto e Veronese.

Il rapporto con la realtà

Fondamentale è anche il rapporto del Guercino con la realtà. Osservatore attento della quotidianità, non si può evitare di citare le pitture Murali di Casa Pannini, raffiguranti episodi di vita locale. I vari disegni di vedute dei dintorni della città testimoniano anche l’interesse dell’artista per la produzione grafica paesaggistica. L’esposizione rende nota la vicinanza del Guercino con le proposte di Annibale Carracci, Domenichino e Agostino Tassi.

L’Accademia del Nudo

Nel 1616, il Guercino apre a Cento – in due stanze messe a disposizione dall’amico Bartolomeo Fabbri – l’Accademia del Nudo, punto di riferimento per i giovani artisti per lo studio del corpo umano. Il successo dell’Accademia spinge il Guercino a tradurre in stampa i suoi disegni, raccogliendoli in un manuale antologico, I principi del disegno, destinato ai giovani artisti. Il manuale è illustrato dalle incisioni del piacentino Oliviero Gatti ed edito nel 1619 con dedica al duca di Mantova, Ferdinando Gonzaga. I visitatori potranno ammirare il nucleo di 22 incisioni di Olivero Gatti, tratte appunto dai disegni del Guercino e restaurate per l’esposizione. Inoltre, è suggestivo il dialogo tra i disegni di nudo e il San Sebastiano curato da Irene, proveniente dalla Pinacoteca di Bologna.

La rete delle committenze

La rete delle committenze è fondamentale per un pittore. Cento è un centro culturalmente vivace e Guercino mantiene un rapporto saldo con le persone più abbienti del luogo, fra i quali padre Antonio Mirandola, che ne diviene promotore e agente. Oltre alle già citate tele realizzate per Alessandro Ludovisi, il Guercino riesce ad avere numerosi incarichi, sia locali sia dalle corti più prestigiose. Basti ricordare la tela con Venere, Marte e Amore delle Gallerie Estensi, realizzata per Francesco I d’Este o Apollo scortica Marsia, opera eseguita nel 1618 per il granduca di Toscana. A richiedere le opere al Guercino sono anche la regina di Francia, Maria de’ Medici, Carlo I d’Inghilterra, i Gonzaga, I Medici, i Savoia e molti altri signori europei.

L’organizzazione della bottega

La bottega di un pittore dell’epoca doveva necessariamente coprire vari generi per rispondere alle richieste del mercato ed essere quindi ben organizzata. La bottega del Guercino era molto organizzata e con ruoli ben definiti. Il fratello, Paolo Antonio Barbieri, era specializzato nella natura morta, mentre il Guercino era specializzato nelle figure. I due spesso lavoravano insieme. Per esempio, mentre l’uno predisponeva gli elementi naturali, l’altro aggiungeva le figure. Un esempio ne è l’Ortolana, opera terminata nel 1655, sei anni dopo la morte del fratello, autore degli ortaggi e dei cesti di frutta.

Il processo creativo, tra dipinti e prove grafiche

Un’altra sezione della mostra è dedicata al processo creativo. Il Guercino è solito effettuare molte prove grafiche prima di elaborare un dipinto. Un esempio è la pala con la Vestizione di san Guglielmo eseguita nel 1620, ora presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna, per la quale realizza ben 23 disegni. Inoltre, il Guercino spesso aggiungeva varianti alle sue opere o ne produceva copie, prestando però attenzione a non farle circolare prima dell’uscita dell’originale.

Il mercato

Per l’analisi del mercato, i registri tenuti dagli artisti sono fondamentali. Il Libro dei conti del Guercino – ora custodito alla Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio a Bologna – a partire dall’anno 1629 registra il titolo onorifico e il nome dei committenti, la provenienza, i soggetti dei dipinti e la spesa totale convertita. Dal Libro emerge l’ampiezza e l’importanza della produzione dell’atelier e il suo rigido sistema per definire il prezzo delle opere: un costo prestabilito per ogni figura intera, per una mezza figura o per una testa; una lista di prezzi da adattare a seconda dei committenti e intermediari. A incidere sul prezzo era anche la scelta dei colori, alcuni dei quali particolarmente costosi, come le lacche e il lapislazzuli. Fra le costose opere, vi sono il San Francesco riceve le stimmate, concesso dalla diocesi di Novara, le Sante Gertrude e Lucrezia e la Madonna benedicente, presenti nelle collezioni sabaude.

Tra scienza e magia

Il contesto storico del primo Seicento, diviso tra scienza e magia, è ben presente nelle opere del Guercino. Sul versante del pensiero di Galileo, il Guercino dipinge l’Atlante che regge il globo. A testimonianza delle credenze popolari ancora diffuse, notevole è il Mago Brumio. Con ironia e scetticismo, il Guercino rappresenta sortilegi, streghe e maghi.

Il teatro nella pittura

Non può mancare una sezione dedicata al Barocco e alla teatralizzazione della pittura, con caratteristici gesti accentuati. Anche il Guercino mette in scene composizioni influenzate dal melodramma, ma gli abiti e gli oggetti di scena sono rappresentati in modo naturalistico, conferendo un senso di realtà.

Le eroine del mito e della storia

La mostra si conclude con una carrellata di eroine del mito e della storia, che trasmettono intelligenza e coraggio, come le Sibille. I personaggi di grandi eroine diventano tra i temi più fortunati e il Guercino torna più volte con nuove composizioni su questi soggetti che gli permettono di esprimere al tempo stesso pudore e sensualità.

I focus delle visite guidate

In parallelo al percorso espositivo, è ricco il programma di visite guidate e dei laboratori. Tra le visite guidate, oltre alla visita generale  attraverso le varie sezioni della mostra, sono previste anche visite molto particolari, dedicate a un focus specifico. In specifiche occasioni, studenti e studentesse del corso di laurea magistrale di Storia dell’Arte dell’Università di Torino che durante gli studi hanno approfondito la storia della pittura bolognese del Seicento accompagneranno i visitatori in un viaggio attraverso i dettagli storici e artistici.

Approfondimento su tecniche e materiali per le scuole superiori  

Per le scuole secondarie di secondo grado e gli adulti, è previsto un percorso di approfondimento sulle tecniche, i materiali e il processo creativo del Guercino. Adulti e studenti delle secondarie di secondo grado potranno anche intraprendere un percorso sul lavoro del pittore nei suoi aspetti più pratici, dalle scadenze alle committenze ai prezzi delle opere.

Il teatro kamishibai per i bimbi più piccoli

Non mancano i laboratori dedicati ai bambini. Per i bimbi delle scuole dell’infanzia e del primo anno delle scuole primarie, personaggi e miti si animeranno grazie al teatro  kamishibai, un teatro basato su immagini e parole di origine giapponese.

Laboratori per primarie e secondarie di primo grado

Le scuole primarie e secondarie di primo grado saranno guidati nelle fasi di realizzazione di una propria opera, a partire dai paesaggi e dalle nature morte rappresentati nelle opere in mostra. Inoltre bimbi e bimbe potranno sperimentare materiali e tecniche del Guercino, dal disegno a carboncino alla creazione di colori a olio partendo dai pigmenti in polvere.

In programma serate a tema

Le attività esperienziali a carattere artistico saranno condotte in collaborazione con giovani artisti e con la Pinacoteca Albertina di Torino. Sono previsti anche workshops artistici e pratici per il pubblico adulto, visite performative con letture dagli scritti del Guercino e serate a tema con speciali aperture della mostra in orario serale.

 

Info orari di apertura:  dal martedì alla domenica dalle ore 10:00 alle ore 19:00.

Informazioni e prenotazioni: +39 0111 9560449 info.torino@coopculture.it

Gruppi: tour@coopculture.it

Scuole: edu@coopculture.it

www.coopculture.it

Immagine in evidenza: Paolo Antonio Barbieri e Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino, L’ortolana, 1655, olio su tela, 122 x 103 cm, Collezione privata, countesty Cantore Galleria Antiquaria.

 

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