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Parco archeologico di Pompei. Divieto di dimora per 2 dipendenti per assenteismo

da | 12 Feb 2024 | Arte e Cultura, Conservazione e Tutela

Si sarebbero assentati dal posto di lavoro senza giusto motivo una quarantina di volte, tra il maggio del 2022 e l’agosto del 2023, e per questo motivo è scattato per loro il divieto di dimora nel Comune di Pompei.
Ad essere raggiunti dall’ordinanza, emessa dal gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della locale procura della Repubblica, due dipendenti del ministero della Cultura, con mansioni di addetti Afav (Assistenza alla fruizione, assistenza e vigilanza) in servizio presso la sala regia del Parco Archeologico di Pompei. Ad eseguire la misura i carabinieri del Nor sezione operativa della Compagnia di Torre Annunziata e del Posto fisso carabinieri Scavi.
Ai due dipendenti sono contestati i reati di truffa aggravata continuata ai danni dello Stato, interruzione di un pubblico servizio e false attestazioni sulla propria presenza sul luogo di lavoro. Il provvedimento coercitivo, spiega una nota della Procura, “è stato emesso all’esito di certosine indagini condotte dai militari del Posto Fisso Carabinieri Scavi, anche attraverso un’approfondita analisi delle immagini delle videocamere di sorveglianza, e coordinate da questa Procura della Repubblica, avviate in seguito all’intrusione di una persona estranea e non autorizzata all’interno del Parco Archeologico di Pompei”.
L’attività di indagine ha permesso di accertare numerosi episodi di assenteismo in occasione dei quali “i due indagati, addetti alla sala regia del Parco Archeologico con funzioni prevalentemente di vigilanza, dopo aver regolarmente marcato l’apposito badge magnetico per far risultare la loro presenza in servizio, si sarebbero allontanati arbitrariamente dal luogo di lavoro per finalità estranee al pubblico servizio, venendo meno ai preposti compiti di vigilanza”.
In particolare, si è accertato che in numerose occasioni, “nottetempo, i due addetti alla vigilanza si sarebbero allontanati ingiustificatamente dalla sala regia sita all’interno del sito archeologico, recandosi, con una brandina, in un locale attiguo a quello della sala regia, non comunicante con la stessa ed avente un ingresso separato e indipendente rispetto a quello di quest’ultima nonché privo degli schermi per poter eseguire l’attività di vigilanza”. (Dire)

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