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Decifrati gli antichi papiri di Ercolano grazie all’Intelligenza Artificiale

da | 9 Feb 2024 | Arte e Cultura

Svelata una parte del testo racchiuso nei papiri di Ercolano grazie un algoritmo di Intelligenza Artificiale. L’eccezionale scoperta è il risultato degli studi di tre ragazzi, vincitori del concorso internazionale Vesuvius Challenge. Gli studenti infatti sono riusciti a leggere 15 colonne della parte interna di uno dei rotoli carbonizzati dall’eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo. Il papiro era conservato insieme ad altri migliaia di rotoli in una biblioteca dedicata e dal 1752 (anno dei ritrovamenti) si studiano soluzioni per decifrarli senza mandarli in frantumi.

La tecnologia utilizzata per leggere i papiri di Ercolano

Poi a ottobre la clamorosa notizia: grazie a un mix di scansioni effettuate tramite i raggi X di un sincrotrone e un software di intelligenza artificiale era finalmente possibile leggere la parte interna dei rotoli carbonizzati senza srotolarli. A riuscire nell’impresa uno studente d’informatica dell’Università del Nebraska: Luke Farritor, partito dai dati messi a disposizione di ricercatori e curiosi di tutto il mondo. Pochi giorni fa, l’annuncio ancora più clamoroso: Farritor, assieme a Youssef Nader, dottorando della Freie Universität di Berlino, e Julian Schilliger, studente dello Swiss Federal Institute of Technology di Zurigo, ha affinato gli algoritmi di elaborazione dei dati fino a fornire immagini distinguibili di 15 colonne di scrittura continua du uno dei papiri.

Il probabile autore e le prime parole interpretate

Un tesoro inestimabile di conoscenza, tutto ancora da interpretare. Le immagini restituite dall’abilità di Farritor, Friedman e Gross hanno infatti raggiunto un team di papirologi, composto da studiosi di ogni parte del mondo. Ai loro sforzi si deve la prima trascrizione interpretata delle immagini e i primi tentativi di identificazione dell’autore corrispondente probabilmente all’epicureo Filodemo di Gadara. Un’anteprima del rotolo data a ottobre si concentrava sull’interpretazione della parola πορϕυρας, cioè “porpora” in greco antico. Ora le colonne decifrate consentono di chiarire, almeno in parte, il contesto in cui la sostanza era menzionata. Siamo alla fine di un discorso filosofico articolato, oscillante tra l’etica e la gnoseologia: si parla dell’udito, del gusto, delle diverse sensazioni.

Il temi trattati dall’autore

Da alcune frasi emerge la preoccupazione di chiarire fino a che punto l’abbondanza o la scarsità di una cosa possa influire sulle sensazioni che essa genera, e si intravedono, più in generale, riflessioni sul problema del piacere (edone). “Come anche nel caso del cibo, non crediamo che i beni meno disponibili siano in assoluto più piacevoli di quelli abbondanti”, si legge in uno dei frammenti. Poi nella parte conclusiva del testo vengono rivolte alcune critiche a non meglio identificati filosofi che “Non hanno nulla da dire sul piacere, né in generale né in particolare, quando si tratta di una questione di definizione”. La pubblicazione integrale delle trascrizioni, viene continuamente aggiornata dal team di papirologi ma il lavoro è appena all’inizio.

Una nuovo futuro per i papiri di Ercolano

Le colonne lette fino ad adesso corrispondono a circa un metro di lunghezza, ma il rotolo originario ne comprendeva più di dieci. Secondo una stima gli studiosi hanno letto solo il 5% del testo del trattato: una situazione probabilmente destinata ad essere ribaltata se si considerano i progressi fatti in pochi mesi. E non è escluso che a breve si possa giungere a visualizzare il titolo dell’opera. Nei papiri infatti, il titolo con il nome dell’autore (e talvolta indicazioni sulla lunghezza complessiva) era inserito proprio alla fine, in caratteri più grandi, così da risaltare, dopo uno spazio bianco al di sotto dell’ultima colonna di scrittura. Dunque una nuova sfida per la Vesuvius Challenge: il nuovo obiettivo è arrivare a decifrare l’85 per cento di uno dei rotoli entro la fine del 2024 e scoprirne lo scrittore.

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