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Luca De Fusco nuovo direttore del Teatro di Roma e il Campidoglio contesta la nomina

da | 23 Gen 2024 | Arte e Cultura

Da pochi giorni il regista napoletano Luca De Fusco, è stato nominato direttore del Teatro di Roma, la fondazione che amministra quattro importanti teatri della città: l’Argentina, il Torlonia, l’India e, una volta finito il restauro al momento in corso, il Valle. La sua nomina sta facendo particolarmente discutere perché è avvenuta in circostanze molto insolite, durante un consiglio d’amministrazione in cui erano assenti Francesco Siciliano, presidente della fondazione e Natalia Di Iorio, rappresentante del Comune di Roma, amministrato dal centrosinistra, che presumibilmente si sarebbero opposti alla nomina di De Fusco.

Le polemiche

Il sindaco della capitale Roberto Gualtieri si è detto “sconcertato”. Oltre venti artisti e artiste, hanno firmato una lettera di protesta contro la nomina: tra loro Fabrizio Arcuri, Matteo Garrone, Lino Guanciale, Elio Germano, Maddalena Parise e Vinicio Marchioni. Da parte sua, De Fusco si è augurato di svelenire il clima e ha rivendicato: “Fare Goldoni o Pina Bausch non è di destra né di sinistra. Esiste il teatro di qualità e il teatro non di qualità. In questi anni ho fatto lavorare tante persone e non ho mai chiesto cosa votassero, non mi sono mai posto questo problema e credo che nessuno se lo debba porre. Visti i miei precedenti risultati, credo che io possa dare affidabilità”. Anche il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, ha controbattuto: “De Fusco non è un uomo della destra per la sua nomina abbiamo fatto una scelta meritoria”.

La nomina

Per la direzione del Teatro di Roma era in corsa una terna selezionata da una commissione su 42 domande pervenute: i nomi di cui si parlava, messo apparentemente da parte quello di Marco Giorgetti (attuale direttore del Teatro della Toscana e La Pergola di Firenze), erano due e cioè Luca De Fusco (regista e attuale direttore dello Stabile di Catania) e Onofrio (Ninni) Cutaia (ex direttore generale spettacolo dal vivo del ministero e attuale commissario straordinario al Maggio Fiorentino). De Fusco è stato nominato sabato mattina dal Consiglio della Fondazione. “Una riunione invalida”, ha subito protestato Siciliano, spiegando di averla formalmente sconvocata. L’opposizione ha bollato la nomina come “ennesimo episodio di occupazione, da parte della destra, dei luoghi della cultura”.

L’ira del Campidoglio

A insorgere è stato anche il Campidoglio: “Nel giorno in cui il presidente della Repubblica lancia un monito contro il pensiero unico nella cultura, dalla destra arriva un inquietante segnale che deve suonare da allarme per quelli che hanno a cuore il pluralismo e il senso delle istituzioni”, ha detto il sindaco Roberto Gualtieri. “Sono sconcertato. È un grande atto di arroganza. Una prepotenza politica che conferma il loro deficit istituzionale. Per governare una Fondazione come quella di Roma serve un manager e non un regista come De Fusco. Avevo concordato con il ministro Sangiuliano un percorso condiviso, nel metodo e nel merito. Invece poi un deputato ha fatto riunire i consiglieri della destra in una saletta in assenza del presidente e del delegato del Comune di Roma”, ha aggiunto. E ha annunciato che il Campidoglio impugnerà la delibera.

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