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La cultura vista dai giovani, tra social, festival e connessione con gli altri

da | 23 Gen 2024 | Arte e Cultura

Una ricerca di BVA Doxa traccia nuovi significati e modi di fruizione degli eventi culturali

 

I giovani sono sensibili alla cultura, sognano festival culturali inclusivi e innovativi e la fruizione di notizie relative alla cultura passa attraverso i social. Il quadro che emerge dalla ricerca BVA Doxa ‘Fruizione culturale: i giovani tra festival e social media’ per Intesa Sanpaolo è netto: i giovani desiderano un nuovo modo di fare cultura.

Le tecniche d’indagine
Per lo studio sono state impiegate differenti tecniche, in particolare: due focus groups nel Nord Italia e due nel Centro / Sud Italia, che hanno visto coinvolti 36 giovani tra i 24 e i 35 anni con buona esposizione ai contenuti culturali; un sondaggio per analizzare la fruizione dei festival culturali in Italia, caratterizzato da un campione di mille intervistati, 50% uomini e 50% donne, così distribuiti: il 14% è rappresentato da giovani tra i 18 e i 27 anni (Generazione Z); il 24% tra i 28 e i 42 anni (Millennials); il 32% tra i 43 e i 57 anni e il 30% tra i 58 e i 74 anni. Infine, è stata utilizzata la tecnica del web listening per approfondire contenuti e Social di riferimento per i giovani, analizzando oltre 160 account Social menzionati durante i focus groups su note piattaforme, tra le quali Instagram, YouTube, Facebook e TikTok.

La cultura passa dai social
Dai focus groups emerge come i Social e le piattaforme sul web siano apprezzate dai giovani perché è possibile selezionare i contenuti, inclusi quelli culturali, in modo rapido e sulla base delle preferenze personali. Inoltre, la fruizione è aggiornata quasi in tempo reale, con contenuti brevi e immediati. Senza dimenticare che i Social permettono anche l’interazione e la creazione di una community online.  YouTube e Google restano strumenti consolidati per ricerche più approfondite, ma sono apprezzati anche Instagram e TikTok.

Il festival culturale come incontro e condivisione
Nei focus groups molti festival legati alla cultura sono citati spontaneamente dai giovani. Le parole che emergono maggiormente risultano essere: scambio aggregazione, incontro, condivisione, confronto, esperienza. Tutte parole che riflettono come i giovani di oggi intendano la partecipazione a un festival. Partecipare a un festival significa arricchirsi, condividere un’esperienza e incontrare persone con interessi comuni. Inoltre, è anche possibile ascoltare o poter parlare con ospiti di spicco.

Parola ai giovani
Le affermazioni che emergono, riportate in parte dalla ricerca, non lasciano spazio ai dubbi: “Noi avevamo un incontro con un autore di cui avevamo letto il libro e abbiamo potuto fargli domande, è stato interessante”, “Lì ho incontrato persone che conoscevo, blogger, ho fatto amicizia con altri amanti dei libri, ho sentito un senso di comunione delle passioni”. Ancora: “Un festival è qualcosa che arricchisce!”, “Un festival è ascolto, ma anche dialogo e workshop”, “Non è una coltivazione individuale dell’interesse ma sei lì con persone che lo condividono”.

Festival culturali, i temi preferiti
Dal sondaggio, emerge che negli ultimi tre, cinque anni il 43% dei giovani (Generazione Z e Millennials) ha partecipato ad almeno un festival culturale, rispetto al solo 29% delle persone più adulte. Le tematiche preferite? Ambientali, tecnologiche o scientifiche, narrative e legate all’attualità.

Ecco come i giovani sognano il festival culturale del futuro
I giovani sognano il festival culturale del futuro innovativo, itinerante e inclusivo. Il festival del domani dovrebbe ospitare personaggi di spicco legati alla tematica culturale presentata, dovrebbe essere costituito da tanti interventi brevi e coinvolgere in modo attivo, magari attraverso workshop, frequentabile anche da chi è distante. Lo studio riporta alcune affermazioni dei giovani: “Seguirei il modello americano dei TED talks: pochi minuti per ciascuno, con l’obbligo di risultare efficaci e coinvolgenti”; “Lo immagino su YouTube con le stanze, che puoi aprire e seguire in diretta, così cambiare le varie stanze ed entrare dove si vuole”. I giovani vogliono essere coinvolti e potersi confrontare e avere un festival gratuito o a un costo simbolico, in modo da garantire la piena partecipazione di tutti.

Un nuovo significato attribuito alla cultura
In generale, tra i giovani emerge un nuovo significato attribuito alla cultura. Tra le parole più utilizzate nei focus groups in riferimento alle associazioni alla cultura si trovano curiosità, conoscenza, integrazione, sapere, confronto, tradizione, libertà e Italia. La cultura è per i giovani crescita personale, condivisione, intrattenimento ma anche strumento per interpretare il presente e la società.

La cultura per “imparare a stare al mondo”
Tra le varie affermazioni che definiscono la cultura, la ricerca ne riporta alcune significative: “Elemento essenziale che ci arricchisce come individui e ci consente di capire il mondo che ci circonda”; “La competenza principale che permette all’uomo di interfacciarsi con ogni circostanza e confrontarsi con ogni individuo”; “Tutto ciò che arricchisce il vissuto di una persona”.
Ancora i giovani affermano: “Tutte le piccole cose che ci hanno portati a essere gli esseri umani che siamo oggi”; “Per me è sapere, la sete di conoscere qualsiasi cosa”. Cultura è anche “imparare a stare al mondo”; “la cultura è uno strumento per costruirsi un’opinione, un modo per vedere la realtà”; “Tutto quello che può arricchire il mio sapere riguardante sia conoscenze mie personali utili alla mia figura personale e mestiere sia per essere aggiornato su quelli che accade nel mondo”. Per i giovani cultura significa anche connessione “La cultura ti permette anche di essere in connessione con gli altri: è un dare e ricevere continuo”. La cultura diventa allora uno strumento essenziale per comprendere l’attualità e vivere in una società migliore.

Giovani e cultura, “Siamo competenti e colti!”
Infine, i giovani percepiscono di essere competenti nella fruizione della cultura, poiché hanno molteplici canali di informazione che permettono una rappresentazione più sfaccettata e completa della realtà: “I miei genitori sono abituati alla tv, noi siamo i più informati, ci informiamo con tutto, anche con i social”; “A noi arriva una informazione più completa da altre parti del mondo”; “Mia mamma si informava con tv e riviste, la nostra generazione diversifica anche con l’informazione online; noi abbiamo canali più dinamici”. Infine, un’opinione netta: “Le generazioni più adulte pensano che il nostro modo di apprendere e acculturarci sia superficiale; in realtà siamo molto più competenti e colti di quanto immaginano!”.

 

 

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