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Sequestrato a Vittorio Sgarbi il dipinto del Manetti

da | 15 Gen 2024 | Arte e Cultura, Conservazione e Tutela

Il sottosegretario alla Cultura: “Ho consegnato spontaneamente l’opera. Non ho nulla da temere”

 

I Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale hanno effettuato il sequestro probatorio per i riscontri scientifici, del dipinto di  Rutilio Manetti al sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi, “nell’ambito dell’indagine della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata relativa all’ipotesi del reato di riciclaggio”, si legge nella nota stampa dei Carabinieri. Sgarbi ribadisce la sua estraneità ai fatti ipotizzati: “Ho consegnato spontaneamente l’opera. Non ho nulla da temere”. Intanto la questione del quadro è stata oggetto anche della stampa internazionale.

La vicenda del quadro

L’oggetto dell’indagine riguarda, si legge nella nota dei Carabinieri, “un quadro del 1600 di grosse dimensioni raffigurante un giudice che condanna un uomo dal viso venerando dal profilo di San Pietro”. Qui sta il nodo dell’ormai nota questione. Come sottolineato dai servizi della trasmissione ‘Report’ e della testata ‘Il fatto quotidiano’, l’opera sarebbe molto simile a un dipinto che era stato trafugato anni fa dal castello di Buriasco (Torino) di proprietà della signora Margherita Buzio, che aveva presentato denuncia il 14 febbraio 2013 ai Carabinieri di Vigone (Torino). La tela rubata all’epoca era stata ritagliata con un taglierino, arrotolata e sostituita con una foto. Un frammento presumibilmente della tela originale però è rimasto incastrato nella cornice.

L’ipotesi della Procura sulla candela del quadro

Il dipinto consegnato ai Carabinieri dal noto critico d’arte e di cui Sgarbi rivendica la proprietà, sottolineando che sarebbe un quadro differente da quello trafugato anni fa, proverrebbe da Villa Maidalchina, residenza nobiliare vicino a Viterbo di proprietà del critico d’arte. A differenziare le due tele, è una candela che compare in alto a sinistra nell’opera rivendicata da Sgarbi, che invece non compare nel dipinto trafugato al castello. Nel comunicato dei Carabinieri, si legge che “in concorso con persone allo stato ignote”, l’opera sarebbe stata oggetto di “operazioni finalizzate a ostacolarne la provenienza delittuosa, facendovi inserire in alto a sinistra della tela una torcia, attribuendo l’opera al pittore senese Rutilio Manetti dal titolo La cattura di San Pietro”.

Le parole di Sgarbi

In un servizio della trasmissione ‘L’aria che tira’ del 12 gennaio 2024, visibile sul sito della trasmissione, Vittorio Sgarbi dichiara: “Non c’è alcuna inchiesta, è una violazione del segreto istruttorio eventualmente. Nella denuncia si dice che l’opera rubata è una riproduzione dell’originale che si trova in Vaticano raffigurante un giudice che condanna un uomo” dal profilo di san Pietro.
Ancora Sgarbi specifica: “Il quadro l’avevo visto tanti anni fa, quella è una copia che non ha niente a che fare col mio quadro in cui manca l’elemento fondamentale che è una fonte luminosa propria di Caravaggio e propria di Rutilio Manetti, che introduce delle fiaccole che danno spirito ai luoghi. Voglio far fare delle indagini sul dipinto che posso fare io e che possono fare i Carabinieri per cui risulta l’epoca precisa di ogni parte”.

Perquisite le abitazioni

Come riportano le principali testate e anche il comunicato dei Carabinieri, “l’A.G. ha delegato al Comando Carabinieri Patrimonio Culturale di Roma l’esecuzione di perquisizioni domiciliari tese al sequestro del dipinto per i successivi riscontri scientifici”. Le operazioni – alle quali hanno partecipato anche le parti in causa –  hanno riguardato le abitazioni riconducibili a Sgarbi, a San Severino Marche e a Roma oltre ai magazzini in Ro Ferrarese (Ferrara), dove è stato consegnato spontaneamente il dipinto da Sgarbi per le successive analisi.

È anche stata consegnata ai Carabinieri la copia in 3D effettuata da un laboratorio di Correggio (Reggio Emilia). Lo stesso citato da ‘Report’ nel servizio andato in onda il 7 gennaio 2024, con l’intervista ai titolari. Come evidenzia la nota dei Carabinieri, “sono stati altresì sequestrati dispositivi telematici, informatici e documentali “inerenti l’indagine in corso”.

Sgarbi: “Il sequestro è un atto dovuto”

Vittorio Sgarbi, sulla sua pagina Facebook, scrive: “Quadro di Rutilio Manetti: ho consegnato spontaneamente l’opera perché siano fatte tutte le verifiche del caso, a partire dalle misure del dipinto rispetto alla cornice di quello rubato. Sono assolutamente sereno. Il sequestro un atto dovuto. Non ho nulla da temere. Mi difenderò con ogni mezzo con chi specula sulla vicenda e chi se ne rende complice”.

Notizia diffusa sulla stampa straniera

La notizia è apparsa nei giorni scorsi su molte testate internazionali. Sulla versione online del ‘The guardian’ del 10 gennaio 2024 si ricostruisce la vicenda così come riportata da ‘Report’ in un lungo articolo. Ne parlano anche altre testate. Per citare qualche esempio: ‘Süddeutsche Zeitung’, in un articolo pubblicato l’11 gennaio 2024, ‘La nacion’ in data 9 gennaio 2024, ‘El observador’ in un pezzo pubblicato online il 9 gennaio 2024, ‘Le figaro’, in un articolo del 10 gennaio 2024. Insomma, la questione del dipinto è diventato un caso giornalistico anche fuori dall’Italia.

Il Pd chiede l’intervento della Meloni

Intanto, i politici d’opposizione ritornano sulla questione su vari canali, chiedendo la revoca dell’incarico a Sgarbi. Sandro Ruotolo, responsabile Cultura del Partito Democratico, commenta in una nota apparsa sul sito ufficiale del partito: “La presidente Meloni, a questo punto, non può far finta di nulla. Il governo informi il parlamento e ne tragga le conseguenze”.

La questione politica sollevata da Conte

Solo pochi giorni fa, Giuseppe Conte (Movimento 5 Stelle) aveva pubblicato un video sulla pagina Facebook in cui dichiarava: “Ovviamente Sgarbi potrà difendersi, esporre le sue ragioni ma qui la vicenda non è giudiziaria. È politica. È compatibile con l’immagine dell’Italia, del governo italiano, che un sottosegretario alla cultura sia indagato per una vicenda di un quadro rubato?”.  Sgarbi ha però già dichiarato di non volersi dimettere. Ci saranno altri risvolti sulla vicenda.

La nota ironica pubblicata da Vittorio Sgarbi

Nel frattempo, Vittorio Sgarbi, nei giorni scorsi ha anche pubblicato una sua foto scalzo, con le scarpe al fianco di una sedia. Si legge nel messaggio correlato all’immagine: “Report, Il Fatto e i 5 Stelle. Tutti insieme appassionatamente contro di me. Vogliono farmi le scarpe? Eccole!”.

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