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A Bacoli emersi i resti di una monumentale villa romana che potrebbe essere di Plinio il Vecchio

da | 15 Gen 2024 | Arte e Cultura

I resti di una monumentale villa romana di epoca imperiale sono emersi in questi giorni durante i lavori per la realizzazione del nuovo parco comunale nei pressi di Punta Sarparella, a Bacoli, vicino a Napoli. Una meraviglia del I sec d.C. che era stata “sepolta” dall’ex Lido Piranha con colate di cemento in spiaggia ed in mare. I resti della villa romana, realizzata in opera reticolata di cubilia di tufo, sono emersi proprio durante le operazioni di sistemazione del piano di campagna.

Una monumentale villa romana di epoca imperiale

La struttura, databile intorno al I secolo d.C., si estende senza soluzione di continuità fino alla spiaggia e ai fondali antistanti. Attualmente sono stati individuati una decina di ambienti di grandi dimensioni con i resti di una delle terrazze probabilmente della residenza del Prefetto della Flotta romana del Tirreno, la Classis Misenensis. Un’ipotesi che si basa sulla circostanza che il promontorio di Punta Sarparella offriva la massima visibilità dell’intero bacino portuale ed un’ampia veduta sul Golfo intero. E qualcuno parla anche della famosa villa di Plinio il Vecchio da cui partì per accorrere a Pompei dilaniata dall’eruzione del Vesuvio. Una struttura maestosa che si trovava in una zona prospiciente all’antico porto romano, vicina all’ingresso del teatro di Misenum, al Collegio degli Augustali e all’area del foro cittadino.

L’ipotesi di Plinio il Vecchio

“L’ipotesi che questa villa romana databile intorno al I secolo dopo Cristo possa essere quella di Plinio il Vecchio è una suggestiva supposizione, che andrà ovviamente confermata da altre evidenze archeologiche e studi approfonditi, ma l’eccezionalità di questo ritrovamento sta nell’ampiezza della struttura. Ora l’impegno sarà reperire fondi per il completo scavo dell’imponente villa” dichiara il soprintendente ai Beni culturali per l’area metropolitana di Napoli, Mariano Nuzzo. In attesa di valutare le fasi successive di scavo della villa e della contestuale valorizzazione, il perimetro degli ambienti che sono stati riportati alla luce è stato ben individuato e recintato.

Un’area tutta da scoprire

La scoperta – fatta nel corso delle opere di rigenerazione urbana di un’area dove tra l’altro fino a qualche anno fa sorgeva un ‘ecomostro’ che è stato demolito – è ancora più eccezionale, dicono alla Soprintendenza, se si considera che sono ignoti ancora l’articolazione e lo sfruttamento degli spazi all’interno e intorno al porto romano per l’assenza quasi completa di dati che chiariscano le dinamiche organizzative della base logistica, le vie di comunicazione tra il porto e il resto della cittadina e l’ubicazione stessa del centro della Colonia di Misenum.

Il progetto di scavo

“Intanto stiamo già ragionando su un progetto di scavo più estensivo della villa, che possa comprendere anche le strutture sommerse e semisommerse lungo la linea di costa – aggiunge il soprintendente Nuzzo –. In parallelo bisogna lavorare ad un accordo di valorizzazione che metta insieme il Demanio, la soprintendenza e il comune di Bacoli per la contestuale valorizzazione dei resti archeologici già messi in luce e già perimetrati. Nel medio periodo, poi, vanno finanziate nuove campagne di scavo per portare alla luce tutti gli ambienti di questa enorme struttura. In questo modo amplieremo l’offerta archeologica pubblica di quest’area, tra le più ricche di reperti di epoca imperiale dell’intera zona flegrea”.

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