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Firenze, un’inedita ‘Pietà’ alle Gallerie degli Uffizi

da | 13 Gen 2024 | Arte e Cultura, Conservazione e Tutela, Mostre ed Eventi

Un dipinto di Baccio Bandinelli inedito in una mostra organizzata in collaborazione con i Musei Vaticani

 

I Musei Vaticani e le Gallerie degli Uffizi a Firenze presentano congiuntamente l’inedita ‘Pietà’, di Baccio Bandinelli (1493-1560), scultore e disegnatore fiorentino al servizio di Cosimo I de’ Medici. L’opera è protagonista nel capoluogo fiorentino dal 19 dicembre 2023 fino al 25 febbraio 2024 nell’ambito della mostra monografica ‘Baccio Bandinelli pittore’. In primavera l’esposizione sarà presentata anche ai Musei Vaticani, negli spazi della Pinacoteca.

La Pietà nelle ‘Vite’ di Giorgio Vasari

La ‘Pietà con la Vergine, un angelo e Nicodemo’ di Baccio Bandinelli è stata per lungo tempo considerata perduta. Raro esempio dell’attività di Bandinelli pittore, l’opera è stata descritta anche nelle ‘Vite’ di Giorgio Vasari.

La scoperta

La ‘Pietà’ è stata riscoperta solo tre anni fa nei depositi dei Musei del Papa dal Curatore del Reparto per l’Arte dei secoli XV-XVI, Fabrizio Biferali. Oggi, l’opera costituisce il secondo dipinto documentato di Bandinelli. Racconta Biferali durante la conferenza stampa di presentazione dell’opera: “Era l’estate del 2020 quando dopo alcuni mesi di ricerca nei depositi, mi imbattei in un dipinto per certi versi strano e che mi fece subito l’effetto di un dipinto realizzato da uno scultore”.

Il dipinto senza nome

L’opera era inizialmente senza un nome, come spiega Biferali: “Iniziai il mio lavoro di ricerca su questa opera, che era effettivamente molto sporca e ingiallita. Aveva subito un restauro piuttosto pesante alla metà del Settecento, quando dalla Floreria Apostolica del Vaticano fu trasferita al Palazzo Apostolico a Castel Gandolfo e dopo una serie di vicissitudini l’opera entrò a inizi Novecento nei magazzini dei Musei Vaticani, con un’attribuzione generica alla scuola fiorentina XVI secolo. L’impressione che ebbi immediatamente è che questa opera non era di generica scuola fiorentina ma che ci fosse una mano importante dietro, un artista importante”.

L’attribuzione

Biferali riesce però ad attribuire il dipinto a Baccio Bandinelli, grazie a un intenso lavoro di studio: “Mi misi alla ricerca, convinto che l’opera fosse sicuramente della prima metà del Cinquecento, realizzata a Firenze ma non da un pittore bensì da uno scultore”. Molte le affinità stilistiche e formali con altre opere scultoree dell’artista. Non solo. L’opera viene citata dal Vasari e in altri documenti e inoltre ci sono anche i disegni preparatori. Nessun dubbio, dunque.

La curiosa vicenda della ‘Pietà’ e le critiche di Michelangelo

Baccio Bandinelli avrebbe eseguito la ‘Pietà’, spiega Biferali, “senza committenza alle spalle ma semplicemente per mostrare ai suoi colleghi che egli era anche un pittore.  Effettivamente lui si forma sia con uno scultore, Giovan Francesco Rustici, ma si forma anche con un grande pittore, Andrea del Sarto. Ha la possibilità di frequentare nella bottega del Sarto maestri di primissimo livello come Rosso Fiorentino, Pontormo e Bronzino. Quindi travasa questo vocabolario stilistico fatto anche di colori metallici e di panneggi molto taglienti, spigolosi, tipici del Rosso Fiorentino, in questa opera. La espone a Firenze, al Mercato Nuovo attirandosi immediatamente le critiche di Michelangelo, che viene chiamato per guardare questo dipinto” e che in modo molto diplomatico avrebbe sostenuto che Bandinelli fosse un bravissimo disegnatore ma che non sapesse dipingere.

Le figure ‘scolpite’ nel dipinto

Al di là delle opinioni e delle curiosità dell’epoca, è evidente come Bandinelli trasponga nella sua pittura tutta la sua formazione di scultore. Come spiega Biferali, “Queste figure sono quasi scolpite più che dipinte”. Si nota nella figura della Vergine, “con questo panneggio duro, tagliente”, ma anche “ la figura del Cristo, dell’angelo e di Nicodemo che sorregge il Cristo sono spinte in avanti come se si trattasse di una sorta di grande bassorilievo colorato. Questo effetto è ulteriormente enfatizzato da uno sfondo piatto, con questa formazione rocciosa all’altezza della testa della Vergine e dell’angelo  e questo straordinario drappo viola  che cresce sopra il Nicodemo e il Cristo morto. Quindi c’è anche un tentativo di conferire una certa teatralità a questa immagine, tipica delle opere di Bandinelli scultore”.

In esposizione anche un disegno preparatorio

Esposto in mostra c’è anche un disegno preparatorio, conservato nel gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi, che raffigura la mano sinistra dell’angelo che tiene la corona di spine e i chiodi e un particolare della gamba destra, con il panneggio all’altezza del ginocchio.

Il restauro

L’opera, dopo il ritrovamento, è stata sottoposta a indagini diagnostiche e restaurata presso il Laboratorio di restauro Dipinti e Materiali lignei dei Musei Vaticani, che ha appena compiuto cento anni. La ‘Pietà’ è stata così restaurata dai Maestri restauratori Angela Cerreta per quanto riguarda la superficie pittorica, Massimo Alesi e Marco de Pillis per il supporto, con il coordinamento di Francesca Persegati.

La mostra ‘Baccio Bandinelli pittore’

La mostra ‘Baccio Bandinelli pittore’ è stata curata da Eike Schmidt – direttore fino a dicembre 2023 delle Gallerie degli Uffizi –  e da Fabrizio Biferali. Tra le opere esposte sono presenti anche la ‘Creazione di Eva’ e la ‘Cacciata dal Paradiso’ del pittore fiorentino Andrea del Minga, eseguiti su disegno del Bandinelli e donati a Eleonora  di Toledo. I due dipinti fanno parte oggi della galleria Palatina di Palazzo Pitti.  L’esposizione è la seconda in breve tempo che ha preso vita grazie alla collaborazione tra le Gallerie degli Uffizi e i Musei Vaticani. La prima era focalizzata sui Santi Pietro e Paolo di Raffaello e Fra Bartolomeo ed era stata allestita alla Pinacoteca vaticana tra settembre 2021 e gennaio 2022.

Barbara Jatta: “Celebriamo la ricerca del bello”

Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani , esprime la sua soddisfazione durante la conferenza stampa di presentazione: “Quello che celebriamo è non solo una bella collaborazione con le Gallerie degli Uffizi ma è anche la ricerca del bello, la ricerca che implica restauri”. E nella presentazione alla mostra scrive: “È una gioia e un onore  poter celebrare degnamente un artista che fu fiorentino di nascita, ma romano e ‘vaticano’ di adozione, un maestro che seppe lungo l’arco della sua produzione fondere con disinvoltura citazioni dal moderno e dall’antico, diventando egli stesso, come altri giganti della sua epoca, un classico e un modello da imitare”.

Info. Orari di apertura: dal martedì alla domenica dalle ore 8:15 alle 18:30

 

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