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Marmi del Partenone, la proposta della Grecia al British Museum

da | 4 Gen 2024 | Archeologia, Arte e Cultura, Istituzioni

La ministra della Cultura propone prestiti a rotazione in cambio della restituzione dei marmi

Marmi del Partenone, quale destino? Continua l’annosa vicenda che riguarda la riunione dei marmi tra il British Museum e la Grecia. Sembra però esserci una svolta. Infatti, la ministra della Cultura greca, Lina Mendoni, in un’intervista al ‘The Guardian’ del 27 dicembre 2023, si è dichiarata pronta a prestare importanti reperti archeologici a rotazione in cambio della restituzione dei noti capolavori.

Marmi del Partenone, la proposta della Grecia
Lina Mendoni al ‘The Guardian’ ha dichiarato di essere disponibile alla concessione di prestiti di importanti reperti a rotazione per “riempire il vuoto” che potrebbe essere lasciato al British Museum, qualora l’istituzione scegliesse di restituire i marmi del Partenone, in modo da riunire i preziosi capolavori ad Atene. Alla nota testata la Mendoni ha anche aggiunto che le opere prestate, anche se ancora non sono stati definiti reperti specifici, “riempirebbero il vuoto, manterrebbero e rinnoverebbero costantemente l’interesse dei visitatori internazionali per le gallerie greche del British Museum”, mostrando ampia disponibilità, in accordo però con le normative greche sul patrimonio culturale.

Ipotesi sui possibili prestiti
Come detto, ancora non sono stati specificati i reperti che sarebbero disponibili al prestito. Si vocifera di tesori come la Maschera di Agamennone, una maschera funeraria in lamina d’oro, ma ancora non ci sarebbero certezze.

La disponibilità a un accordo del British Museum
Anche da parte del British Museum sembra esserci la volontà di provare a risolvere la questione. Il presidente, George Osborne, sembra essere disponibile a un accordo. Il ‘The Guardian’ riferisce che Osborne ha comunicato ai parlamentari della commissione cultura lo scorso ottobre di voler “creare una vera partnership”.

La strada della diplomazia culturale
La Grecia, in ogni caso, non vedrebbe di buon occhio un possibile prestito a lungo termine da parte del British Museum, che significherebbe in sostanze riconoscere all’istituzione inglese la proprietà dei marmi del Partenone, che invece la Grecia reclama per sé. La certezza della Mendoni è comunque che “Il Partenone, un monumento patrimonio dell’Umanità, richiede la sua integrità”, ad Atene, nel luogo dove è stato realizzato. La direzione resta, almeno per il momento, quella della diplomazia culturale, focalizzando la diatriba sul dialogo e l’accordo.

La collezione proveniente dal Partenone del British Museum
Le sculture del Partenone sono costituite da varie decorazioni architettoniche in marmo, realizzate tra il 447 a.C. e il 432 a.C. Riuniscono un fregio che raffigura il corteo della festa panatenaica (la commemorazione in onore della dea Atena), una serie di metope – pannelli scolpiti in rilievo – raffiguranti la battaglia tra Centauri e Lapiti durante la festa nuziale di Peirithoos; e figure di dei ed eroi leggendari dai frontoni del tempio. Il British Museum ospita 15 metope, 17 figure frontonali e 75 metri del fregio originale, quasi la metà.

La vicenda, tra storia e nodi da sciogliere
La questione va avanti da anni ed entrambe le parti rivendicano la proprietà dei marmi del Partenone. All’inizio dell’800, l’Impero Ottomano era l’autorità governativa ad Atene. Thomas Bruce, meglio noto come Lord Elgin, era l’ambasciatore britannico presso l’impero Ottomano. A quel tempo, chiese alle autorità di poter misurare e rimuovere sculture. Qui sta il primo nodo della controversia. Da una parte il British Museum sostiene che lord Elgin tra il 1801 e il 1805 ottenne un permesso firmato dal Sultano per rimuovere alcune sculture del Partenone, dall’altra la Grecia sostiene che non ci sarebbero testimonianze concrete di quell’accordo e che comunque il Partenone dovrebbe essere riunito. Fatto sta che la collezione fu trasportata in Gran Bretagna. Nel 1816 le azioni di Lord Elgin furono ritenute legali e in seguito sono entrate nella collezione del British Museum con un atto del Parlamento.

Anni di discussioni per la restituzione dei marmi
Dopo l’indipendenza dall’Impero Ottomano nel 1832, il Partenone è divenuto un vero e proprio simbolo della Grecia. Il British Museum dedica sulle sue pagine online un approfondimento sul tema, specificando la sua posizione. Sul sito dell’istituzione, si legge che una richiesta formale per la restituzione dei marmi del Partenone è stata presentata per la prima volta nel 1983. Da allora si sono susseguiti incontri e discussioni.

Le posizioni
Il governo greco chiede la restituzione dei marmi, rivendicandone la proprietà, mentre il British Museum nel corso degli anni ha ammorbidito la sua posizione, rimanendo disponibile a un prestito di lunga durata. Il prestito però comporterebbe il riconoscimento di proprietà dei marmi al British Museum, cosa che la Grecia non sembrerebbe disposta a fare. A complicare la situazione sono anche le leggi inglesi, che attualmente impediscono la rimozione – e di conseguenza la restituzione – dei pezzi dell’importante museo.

Intervento anche dell’UNESCO
Sulla questione è intervenuto anche l’UNESCO. Nel 2021 la Commissione Intergovernativa dell’UNESCO per la Promozione della Restituzione dei Beni Culturali ai Paesi d’Origine suggerisce ai due Stati a fare uso delle procedure di Conciliazione dell’UNESCO e richiama il Regno Unito a riconsiderare le sue posizioni e ad avviare un dialogo per un accordo. Sull’intervento dell’UNESCO il British Museum non sembra essere favorevole. Pur sostenendone il lavoro, l’istituzione britannica ribadisce che gli amministratori hanno la responsabilità legale sulle collezioni. Dunque sì al dialogo diretto tra le istituzioni e alle iniziative di collaborazione ma non sulla base dei governi.

L’incidente diplomatico dello scorso novembre
Un’altra nota dolente è accaduta lo scorso novembre, quando il Regno Unito ha annullato un incontro previsto tra il primo ministro britannico Rishi Sunak e il primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis. Il primo ministro greco ha ribadito ai vari media le relazioni positive tra Grecia e Regno Unito, ma anche la posizione della Grecia sulla restituzione, in modo da poter riunire gli elementi del Partenone. Insomma, Mitsotakis sperava di poter parlare anche della questione marmi durante quell’incontro ma senza successo. Tuttavia, Osborne ha rassicurato sul fatto che nonostante l’incidente diplomatico, i colloqui per un possibile accordo continueranno.

La contesa si risolverà in un accordo?
Riassumendo, se il direttore del Museo dell’Acropoli, Nikos Stampolidis, ribadisce la richiesta al British Museum facendo leva sulla riunificazione dell’importante monumento, simbolo di cultura ma anche della democrazia, il British Museum si focalizza sull’importanza di avere i marmi del Partenone fra le sue collezioni, orientate a mostrare le interconnessioni tra le culture del mondo. Tuttavia, il buon rapporto professionale con il Museo dell’Acropoli lascia spazio alla possibilità che si possa giungere a un accordo. La contesa arriverà alla parola fine?

 

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