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I Bronzi di San Casciano traslocano dal Quirinale al MANN di Napoli

da | 11 Dic 2023 | Arte e Cultura, Mostre ed Eventi

 

Dalla fine di gennaio la mostra dei bronzi di San Casciano “Gli dei ritornano” si trasferirà dal Quirinale a Napoli e per tre mesi si potrà visitare al Museo archeologico nazionale. Lo ha annunciato il direttore generale dei musei del Mic, Massimo Osanna, nel corso della trasmissione “Unomattina in famiglia”. La mostra permette di ammirare le straordinarie scoperte effettuate nel 2022 nel santuario termale etrusco e romano del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni, in provincia di Siena, con oltre venti tra statue e statuette e diverse monete in bronzo e ex-voto. L’esposizione, curata da Jacopo Tabolli, direttore scientifico degli scavi al “Santuario Ritrovato” del “Bagno Grande” di San Casciano dei Bagni e professore di Etruscologia dell’Università per Stranieri di Siena, e da Massimo Osanna, direttore generale dei Musei del Mic, è stata prorogata al Quirinale fino al 22 dicembre e ha fatto registrare da tempo il “sold-out”. Quando il tour dei bronzi sarà finito, ha anticipato il direttore generale dei Musei, “è doveroso restituirli al luogo da cui sono venuti”. E quindi la loro destinazione finale sarà quella di “San Casciano. Il ministero ha comprato un palazzo nel centro storico (il palazzo cinquecentesco sede dell’arcipretura, ndr) e si è iniziata la progettazione del nuovo allestimento, che sarà multimediale per far capire a tutti i tipi di pubblico con linguaggi adeguati questa scoperta straordinaria”, ha spiegato Osanna. Che poi ha ricordato il senso del ritrovamento: “È un contesto straordinario che per la prima volta ci restituisce un numero esorbitante di bronzi”. Un fatto singolare, visto che “i bronzi, con la fine dell’antichità, sono stati quasi tutti fusi. Questa scoperta ci permette di recuperare immagini di uomini e di Dei, alcune sono rappresentazioni della Dea della fonte stessa a cui veniva richiesta la salvezza dalla malattie, altre sono statue di fedeli che si recano lì con le loro malattie a chiedere salvezza”.(Dire)

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