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FIDIA. Il più grande scultore dell’età classica in mostra ai Musei Capitolini

da | 5 Dic 2023 | Arte e Cultura, Mostre ed Eventi

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La mostra Fidia, aperta fino al 5 maggio ’24, negli spazi di Villa Caffarelli dei Musei Capitolini, è la prima esposizione monografica dedicata all’artista. Promossa da Roma Capitale, con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura, sponsor Bulgari, è curata con la consueta serietà e perizia da Claudio Parisi Presicce .“Abbiamo deciso di inaugurare il ciclo con Fidia considerato già nell’antichità il più grande scultore di tutti i tempi – dice – A lui erano riconosciute le qualità della majestas e del pondus, bellezza e maestosità , la capacità di rendere in modo appropriato persino la divina natura degli Dei”. Alle sue indubbie doti artistiche si aggiungevano qualità organizzative non comuni tanto che Pericle decise di affidargli i complessi lavori di ristrutturazione dell’Acropoli. E’ la prima di una serie di cinque esposizioni dedicate a “I grandi maestri della Grecia Antica” al fine di far conoscere al grande pubblico i principali protagonisti della scultura classica da cui discende gran parte della nostra cultura e della nostra storia.

Le opere in mostra
Oltre 150 le opere in mostra, provenienti dai maggiori musei italiani e dai più importanti musei del mondo. Da Atene e Olimpia prima di tutto, ma anche da Vienna , New York, Berlino, Parigi, Copenhagen, Vienna. Con prestiti straordinari di esemplari mai usciti prima d’ora dalle loro sedi. Come i due frammenti originali del fregio del Partenone: un frammento del fregio Nord con oplita, un soldato greco, e un frammento dal fregio sud con un giovane e un bovino, concessi eccezionalmente dal Museo dell’Acropoli di Atene. Da aggiungere, originali anch’essi, altri due frammenti con cavalieri e uomini con barba provenienti dal Kunsthistorishes Museum di Vienna.
“No, mai nessun artista potrà superare Fidia”, scriveva Auguste Rodin ne “L’art” uscito per Grassset nel 1911. E con un’opera di Rodin, una testa di donna sormontata da un tempietto stilizzato che simula il Partenone “Pallas au Parthénon” in marmo e gesso del 1896 proveniente dall’omonimo museo parigino, si apre la rassegna dedicata al più grande scultore greco dell’età classica, protagonista dell’Atene di Pericle, la cui fama si lega alla realizzazione di opere come il Partenone e le sue decorazioni scultoree e i mitici colossi crisoelefantini dell’Athena Parthenos e dello Zeus di Olimpia. Una figura leggendaria, circondata quasi da un alone di mistero, di cui ben poco si conosce se non attraverso le sue opere che si basano prevalentemente su repliche e su fonti letterarie. Nella stessa sezione anche “Ritratto di Fidia?”, una testa in marmo bianco del I sec. d. C. proveniente da Frascati e conservata a Copenaghen. Proviene dal Museo di Olimpia una misteriosa brocchetta di argilla che serviva per bere. Porta incisa la scritta: “Io appartengo a Fidia”. Un reperto prezioso, trovato dagli archeologi a Olimpia nell’officina di Fidia. L’unica cosa che si possieda di lui. Nella stessa sala, dal Metropolitan di New York e dal Museo di Ioanìnina in Grecia due statuette in bronzo che rappresentano la figura dell’artigiano (I-II sec. a. c.).
“Con questa mostra – si legge in un pannello – abbiamo messo in campo tutte le nostre energie per dar corpo a quel fantasma, attraverso una selezione di sculture, monete, disegni, quadri e manufatti archeologici. La sede è Roma e non è un caso. Qui in età romana giunsero dalla Grecia alcuni capolavori del maestro, qui le botteghe dei copisti replicarono e diffusero le sue creazioni. E’ proprio a Roma, infine, che in età rinascimentale risorse il suo mito per non tramontare mai più. Una considerazione condivisa ovviamente dal Sindaco di Roma Roberto Gualtieri. “Fidia, non solo è il più grande scultore dell’età classica, ma anche colui che ha definito ì canoni dell’arte classica e inciso profondamente sull’estetica moderna e contemporanea, influenzando gli artisti di tutte le epoche successive”.

Il percorso espositivo
Il percorso si snoda lungo le sale alternando statue, busti, codici, dipinti, stampe, disegni, erme , monete , piante, libri, incisioni. Come l’acquerello datato 1801 di Sir William Gell che documenta la rimozione delle sculture frontonali del Partenone su mandato di Elgin (Museo Benaki di Atene).
L’età di Fidia s’intitola la seconda sezione che illustra il contesto storico, politico e artistico di Atene agli inizi del V secolo a. C. Ed ecco le erme ritratto dei protagonisti del periodo durante il quale Fidia operò. Le erme di Temistocle, di Aspasia e dalla Collezione Albani la Statua di Apollo nel tipo Kassel.
Il viaggio prosegue nella terza sezione, La fama di Fidia è legata soprattutto al Partenone che è l’emblema della grecità. Viene approfondito l’intervento di Fidia in particolare sull’Acropoli dove seguì la direzione dei lavori di ristrutturazione della rocca sacra come “episkopos” sovrintendente del cantiere. A lui si deve la progettazione degli apparati decorativi del tempio e la creazione del colosso crisoelefantino, in avorio e oro dell’Atena Parthenos. Una statua alta oltre dodici metri, rivestita da più di mille chili d’oro collocata nella cella del Partenone. Il percorso prende le mosse dai documenti che hanno segnato la riscoperta del Partenone fra cui si segnala, prestito della Biblioteca Nazionale Francese, il cosiddetto taccuino Carrey (1674) visibile per solo 8 settimane. Vi è riprodotta la decorazione del Partenone prima dell’esplosione che lo distrusse nel 1687. In questa sezione sono esposti anche quattro frammenti originali del fregio del Partenone concessi eccezionalmente dal Museo dell’Acropoli e dal Kunsthistorisches Museum di Vienna. Inoltre è stata ricostruita la cella dell’Atena Parthenos.
Con la fine del mondo antico il tempio restò a lungo dimenticato. Il merito della riscoperta spetta a un mercante di Ancona Ciriaco Pizzicolli che alla metà del Quattrocento riuscì a identificare il Partenone trasformato nella Chiesa di Santa Maria. In sala il Codice Hamilton 254 manoscritto quattrocentesco con lo schizzo della facciata occidentale del tempio sormontato da un’annotazione in cui è riconosciuto come il tempio della Pallade (Atena) opera di Fidia. In mostra anche le memorie del viaggio di Jacob Spon e George Wheler che due secoli dopo riuscirono a entrare e vedere le sculture del Partenone che pubblicarono in un volume di viaggio. Di grande interesse le tavole settecentesche. Alcune sale ne sono letteralmente tappezzate.
Fidia fuori di Atene s’intitola la quarta sezione che illustra l’attività di Fidia al di fuori della sua città. Importantissimo il concorso di Efeso per la realizzazione di una statua di Amazzone ferita da dedicare nel santuario extraurbano di Artemide. Vi parteciparono i migliori, fra cui Fidia e Policleto. Gli stessi concorrenti dovevano votare il vincitore. Ciascuno votò per se stesso considerandosi il migliore, al secondo posto tutti indicarono Policleto che vinse. Straordinario il successo del gruppo delle Amazzoni , la cui immagine si può ricostruire dalle copie romane del tipo Capitolino, Sciarra e Mattei. Gli esemplari in sala provengono dalla Villa dell’imperatore Adriano a Tivoli. Sopra un podio ideale al centro della sala la “vincitrice” l’Amazzone della Collezione dei Musei Capitolini attribuita a Policleto.
E dedicata all’ Eredità di Fidia la quinta sezione che affronta il tema dell’impatto dell’arte fidiaca e delle sue tecniche sulle generazioni di artisti che seguiranno. Ed ecco la “Testa acrolitica di una dea” in marmo pario dai Musei Vaticani e la “Statua acrolitica di Apollo” in marmo greco, proveniente dal Tempio di Apollo a Cirò Marina del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. L’ultima sezione esplora le radici della fama ininterrotta dello scultore in età moderna. Nei “Mirabilia Urbis Romae”medievali, la guida dei pellegrini in visita alla città, si fanno i nomi di Fidia e Prassitele per le statue colossali del Quirinale, ma si deve a Petrarca la riscoperta di Fidia durante il suo soggiorno a Roma nel 1337. In mostra due calchi in gesso (dell’Accademia di Ravenna) delle due teste colossali di Dioscuri di Piazza del Quirinale, fra le poche sculture di epoca romana che sono rimaste sempre nello stesso posto. Infine un omaggio ai grandi scultori “moderni” Canova e Thorvaldsen.

Fidia è una mostra coinvolgente per la qualità delle opere, per l’allestimento che utilizza diversi colorii alternando sculture, dipinti, modelli, sagome, per l’attenzione alla parte informativa, anche se non sono sempre facilmente leggibili i pannelli e le didascalie.

INFO – Orario: tutti i giorni 9.30 – 19.30 Fino al 5 maggio 2024
Per maggiori informazioni 060608: e www.museicapitolini.org

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