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L’universo creato da Tolkien nella mostra che apre alla Galleria Nazionale

da | 13 Nov 2023 | Arte e Cultura, Mostre ed Eventi

Lo scrittore entra nelle sale di uno dei Musei più importanti d’Italia e la stampa inglese attacca: ‘Usato per piegare la cultura a fini nazionalistici’

A cinquant’anni dalla scomparsa, il ministero della Cultura presenta ‘Tolkien. Uomo, professore, autore’, la prima grande mostra che il Paese dedica al padre del Signore degli anelli.
Dal 16 novembre all’11 febbraio sarà la Galleria Nazionale D’Arte Moderna a ospitare la rassegna dedicata al creatore della celebre epopea della Terra di Mezzo che ha plasmato una nuova mitologia per il mondo contemporaneo.
Studiato nelle accademie ma spesso ridotto a fenomeno commerciale, lo scrittore entra così nelle sale di uno dei Musei più importanti d’Italia che diviene “luogo della narrazione, traduzione di un biopic su un grande autore e personaggio intrecciato con il suo capolavoro non solo del genere fantasy ma della letteratura del Novecento” ha dichiarato Cristiana Collu, Direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, nel giorno della presentazione dell’evento.
Grazie al MiC, che ne ha promosso e sostenuto la progettazione con la collaborazione dell’Università di Oxford e con la curatela di Oronzo Cilli e la co-curatela e l’organizzazione di Alessandro Nicosia, sarà possibile visitare la mostra senza alcun costo aggiuntivo, semplicemente esibendo il biglietto d’ingresso alla GNAM.

Il racconto dell’uomo, professore e autore

Rispetto alle grandi mostre allestite a Oxford (2018), Parigi (2020) e Milwaukee (2022), che hanno esaltato particolari aspetti delle opere letterarie, quella di Roma pone Tolkien al centro di tutto. Per la prima volta viene raccontato l’uomo, padre e amico; accademico, autore di studi e pubblicazioni; narratore e sub-creatore della Terra di Mezzo.
“L’idea, sin dal principio, è stata quella di mostrare come sia impossibile scindere il Tolkien uomo dal Tolkien professore e dal Tolkien autore; descrivere, in altri termini, come in Tolkien convissero in armonia il ruolo di figlio, studente, padre e amico con quello di formatore e collega e, infine, di sub-creatore di una grande storia come quella della Terra di Mezzo, che appare il prolungamento dei suoi studi accademici” ha precisato Oronzo Cilli, curatore della mostra.
“Si è cercato, perciò, di costruire un percorso che inizia con la vita privata e familiare, gli anni dell’infanzia, la perdita dei genitori, il fratello, l’amore ostacolato che poi diventerà caposaldo della sua esistenza, i suoi figli, gli affetti più cari, fino all’esperienza tragica della Grande Guerra che tanto lo segnerà. Si prosegue con la descrizione del mondo oxoniense, con i riti dei College e le menti più brillanti che li abitano, di cui Tolkien è tra i massimi rappresentanti; e poi la sua produzione accademica, la passione per la letteratura medievale e norrena e i suoi amici, colleghi e studenti, con i quali condivise lo studio e i momenti di pura convivialità. Si giunge quindi a quella che è la punta dell’iceberg di Tolkien, la produzione letteraria”.

L’influenza di Tolkein sul mondo contemporaneo

L’immersione nell’universo creato da Tolkien si realizza mediante un articolato percorso espositivo tra manoscritti autografi, lettere, memorabilia, fotografie e opere d’arte ispirate alle visioni letterarie di un autore unico e poliedrico. Uomo del suo tempo, romanziere, linguista e filologo, il Professore di Oxford viene dunque, raccontato nella sua complessità artistica e umana.
Le ultime sezioni raccontano, infine,  la grande influenza che Tolkien ha sull’arte, sul cinema, sul mondo dei fumetti, dei giochi e della musica, a dimostrazione di quanto il suo universo narrativo sia profondamente interconnesso con la nostra realtà: “Insieme l’Uomo, il Professore e l’Autore hanno seminato ispirazioni feconde in campi che spaziano dalla cinematografia alle arti visive, dall’industria dell’intrattenimento alla saggistica, dalla riflessione filosofica al fiorente mercato degli accessori commerciali” ha sottolineato il Ministro della Cultura, che ha voluto riservare a Tolkein un appuntamento celebrativo di questo livello.

Il rapporto con l’Italia

Per dare un’identità all’esposizione di Roma si è partiti da due importanti cinquantenari che ricadono nel 2023. Il primo coinvolge gli appassionati di tutto il mondo ed è la ricorrenza della scomparsa di Tolkien, avvenuta il 2 settembre 1973; il secondo ha invece una valenza prettamente nazionale ed è la pubblicazione della prima edizione italiana de Lo Hobbit edito da Adelphi.
Infatti, oltre alle sezioni che descrivono le diverse sfaccettature del “professore che amava i draghi”– secondo una felice definizione di qualche decennio fa, si è voluto raccontare il rapporto di Tolkien e della sua famiglia con l’Italia, a partire dal suo viaggio a Venezia e Assisi nel 1955; e il legame che il nostro Paese ha, fin da subito, allacciato con il professore di Oxford. “Sono innamorato dell’italiano, e mi sento alquanto sperduto senza la possibilità di provare a parlarlo”, si legge in una sua lettera, e nella rassegna non mancano le testimonianze dei tanti contatti, diretti e indiretti, con studiosi e intellettuali italiani.

L’itineranza nazionale

La Capitale sarà solo la prima tappa di un percorso che proseguirà nel 2024 in altre città italiane.
L’itineranza nazionale proseguirà, infatti, a Napoli, nella prestigiosa sede di Palazzo Reale. “La Direzione del Palazzo accoglie con grande entusiasmo questa straordinaria intrapresa dedicata allo scrittore. L’inaugurazione è prevista per il 15 marzo 2024 per rimanere aperta fino al 30 giugno 2024. – Ha annunciato il direttore, Mario Epifani – In questa occasione, verranno aperti dei nuovi importanti spazi espositivi, da poco rinnovati, le Sale Belvedere, andando ad arricchire il panorama dell’offerta culturale di Napoli e di Palazzo Reale. Sarà un’occasione straordinaria per celebrare il genio letterario di Tolkien in uno scenario affascinante e prestigioso”.

Le accuse della stampa inglese

Non sono mancate le polemiche legate alla decisione di portare a Roma, nella sontuosa cornice della Galleria D’Arte Moderna, la mostra dedicata a John Ronald Reuel Tolkien.
La stampa inglese ha, infatti, acceso il dibattito ponendo l’attenzione sulla passione della leader di Fdi per l’autore che più di tutti ha animato il genere fantasy.
Nel giorno della presentazione dell’evento, voluto dal ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, le principali testate britanniche, con accenti diversi, hanno sottolineato come le saghe della Terra di Mezzo si adattino perfettamente alla logica del populismo di destra contemporaneo che piega il racconto a scopi nazionalistici.
E così il Guardian, in un articolo di Jamie Mackay pone un quesito al lettore “Cosa sta cercando di ottenere il governo imprimendo il segno in modo così aggressivo su una delle saghe fantasy più amate al mondo? Mi sento da tempo deluso – afferma  Mackay- da questa bizzarra ossessione di Meloni per il Signore degli Anelli, che la premier definisce un testo sacro”.
Altrettanto pungente l’articolo che sul Times ha la firma di James Imam che cita le critiche del centrosinistra per l’occupazione delle istituzioni culturali da parte del governo e scrive: “Adesso il centrodestra è accusato di tentare il controllo della cultura attraverso l’organizzazione della mostra”.

La replica di Sangiuliano

La replica di Sangiuliano non si è fatta attendere e dopo aver ribadito l’assoluta estraneità della Meloni all’iniziativa da lui promossa e fortemente voluta, ha aggiunto: “quando la cultura è così alta non ci sono parti politiche, non c’è destra e sinistra. Tolkien era un conservatore, un fervente antifascista, ma anche un fervente anticomunista”, ha ricordato il ministro, sottolineando dell’autore fantasy “i valori della solidarietà, dell’amicizia e della centralità della persona”.
Insomma, Tolkien deve essere considerato “un classico”, e come tale “non appartiene a nessuno, perché è di tutti”. Ed è così che lo racconterà la mostra.

 

 

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