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Uffizi: Loggia Isozaki, l’addio definitivo del progetto

da | 16 Ott 2023 | Arte e Cultura

La loggia di Isozaki non si farà più. L’ultraventennale diatriba sulla realizzazione dell’uscita degli Uffizi, pensata dall’architetto giapponese Arata Isozaki, è infatti giunta a conclusione. A deciderlo il Consiglio superiore dei beni culturali, che dopo essersi riunito ha espresso parere negativo. “È stato un voto unanime quello del Consiglio — dice Vittorio Sgarbi, sottosegretario alla Cultura con delega ai musei — le motivazioni da noi addotte per bloccare il progetto sono state accolte tutte: si tratta di un lavoro fuori scala, ancora di più visto che siamo in pieno centro storico a Firenze”.

Una nuova soluzione

A questo punto, la soluzione è già pronta. “Il Consiglio” aggiunge infatti Sgarbi, “ha approvato l’ipotesi dell’uscita con area verde, da me proposta, e a cui siamo arrivati grazie alla consulenza di Paolo Genta, architetto e garden designer torinese.” Si tratta di un’idea progettuale che punta tutto sul giardino all’italiana, con la realizzazione di tanti spazi naturali orizzontali e verticali. L’obiettivo è quello di realizzare il primo esempio di isola verde all’interno del centro Unesco, capace di dare il via a una serie di progetti in grado di offrire ossigeno e refrigerio, oltre che generare una più corretta e sostenibile fruizione del museo a cielo aperto che è Firenze.

Un destino già segnato

La contrarietà di Sgarbi al progetto, che allo stato attuale sarebbe costato 12 milioni di euro, d’altronde è sempre stata chiara. Anche in occasione del suo nuovo incarico nel governo attuale, il critico d’arte era stato diretto: “La Loggia Isozaki non si farà, io non la voglio, il ministro non la vuole. Piuttosto si pensi a un’altra soluzione”. Poi a inizio settembre le prime voci su un addio definitivo al progetto di Isozaki. Infatti durante una riunione a cui avevano partecipato Sgarbi, il sindaco Dario Nardella, la soprintendente di Archeologia, belle arti e paesaggio per la Città metropolitana di Firenze, Antonella Ranaldi e un delegato del direttore degli Uffizi Eike Schmidt la sentenza era già stata pronunciata. “Prendo atto della volontà del ministero della Cultura e confermo che ci impegniamo a collaborare per trovare una soluzione rapida e all’altezza dell’importanza di quel luogo e di quella piazza” aveva dichiarato Nardella.

L’addio definitivo dopo 25 anni di polemiche

Ora la chiusura definitiva di una vicenda che si protrae dal 1999, quando l’architetto giapponese vinse la consultazione internazionale di idee per la nuova uscita degli Uffizi, bandita il 2 aprile 1998 dal ministero per i beni e le attività culturali e dal Comune di Firenze. Il progetto, una grande loggia in acciaio e pietra serena sostenuta da quattro statue, fu giudicato il migliore da una commissione internazionale che lo preferì agli altri elaborati firmati da Norman Foster, Gae Aulenti, Vittorio Gregotti, Mario Botta, Hans Hollein, star dell’architettura mondiale. La convenzione per l’avvio dei lavori fu firmata il 21 febbraio 2001, ma già in settembre Vittorio Sgarbi, nella sua prima visita ufficiale a Firenze, espresse perplessità sul progetto e annunciò che avrebbe incontrato Isozaki per discutere assieme eventuali modifiche. Da allora, di dubbio in dubbio, di discussione in discussione, la costruzione della Loggia non è mai partita.

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