fbpx

Crociata contro il direttore del museo egizio di Torino, Sangiuliano e Sgarbi si schierano con Greco

da | 25 Set 2023 | Arte e Cultura

Continua lo scontro tra il partito della Lega e il direttore del Museo Egizio di Torino Christian Greco. Durante la sua conduzione le presenze sono aumentate del 65% e sfiorano il milione l’anno. Eppure la sua poltrona è sotto attacco, e non per la prima volta. A riaccendere il dibattito l’assessore della Regione Piemonte Maurizio Marrone (Fratelli  d’Italia) che in un’intervista al Corriere ha dichiarato: “Non confermerei Greco. Ha doti manageriali non comuni, ma ritengo esistano figure potenzialmente più qualificate”. Critiche a cui si è aggiunto il il vicesegretario della Lega Andrea Crippa, che avrebbe detto ad Affari Italiani: “Faremo di tutto per cacciarlo”.

Ne è nato così un acceso dibattito politico, con l’opposizione che ha accusato la destra al governo di fare ingerenze nella cultura per ragioni ideologiche. In breve tempo però anche diversi politici di destra hanno preso posizione in difesa di Greco, che dirige il museo dal 2014 con risultati considerati eccellenti. Tra questi il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano che dopo giorni di di silenzio, prova a chiudere la polemica: “Non conosco personalmente Christian Greco. Ma gode di ottima fama e in molti ritengono che abbia lavorato bene. Di questo non posso che essere felice. Chi ha l’onere e l’onore di amministrare i numerosi enti culturali della nostra nazione deve farlo secondo criteri ispirati alla competenza, alla professionalità e alle conoscenze scientifiche. Chi lavora seguendo questi criteri con rigore e professionalità avrà sempre il mio rispetto e potrà contare sulla massima collaborazione da parte del ministero”.

Dopo le parole di Crippa anche i membri leghisti della giunta piemontese sono stati costretti a prendere posizione, schierandosi però con Greco. In una nota firmata dal vicepresidente regionale Fabio Carosso, dall’assessore alle Partecipate Fabrizio Ricca e dall’assessora alla Cultura Vittoria Poggio hanno dichiarato: “Le polemiche di questi giorni non scalfiscono la fiducia e la stima della Regione nei confronti dell’uomo e del professionista che ha dimostrato in questi anni di lavorare bene nell’interesse del museo”. Della stessa opinione il sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi che ha affermato: “Il direttore Greco va benissimo. È bravo ed è indiscutibile. Così come la dichiarazione dell’assessore è legittima: chiunque può dire c’è uno più bravo dell’altro Al ministero della Cultura tocca la presidente del museo Egizio, non del direttore”.

Non è la prima volta che Greco viene contestato. Nel 2018 finì nel mirino del partito di destra per un’iniziativa che offriva l’ingresso gratuito ai visitatori di lingua araba, una promozione di tre mesi. A contrastare la campagna arrivò sotto la Mole Antonelliana Giorgia Meloni in persona, che ebbe un’accesa discussione con il direttore. In quell’occasione, Fratelli d’Italia lo aveva accusato di “razzismo al contrario“. Ma il Museo Egizio è governato da una Fondazione ed è il Cda che nomina il direttore, “Motivo per cui – scherza Sgarbi – adesso che l’hanno fatto passare per un martire, Greco non lo sposta più nessuno. Guai a toccarlo. Così rimarrà lì per 20 mandati, ormai si è guadagnato l’immortalità e chiamandosi pure Christian, ecco che l’hanno fatto santo”.

Clicca sul banner per leggere Territori della Cultura