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Uffizi, un giardino potrebbe sostituire il progetto della Loggia Isozaki

da | 4 Set 2023 | Arte e Cultura

È ancora in sospeso il destino della loggia disegnata da Arata Isozaki

È ancora in sospeso il destino della loggia disegnata da Arata Isozaki, come nuova uscita degli Uffizi a Firenze, ma l’addio definitivo sembra essere alle porte. Ieri infatti si è svolta una riunione a Palazzo Vecchio a cui erano presenti il sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi, il sindaco Dario Nardella, la soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio per la Città metropolitana di Firenze Antonella Ranaldi e un delegato del direttore degli Uffizi Eike Schmidt. La tettoia, che prevedrebbe una spesa di circa 12 milioni di euro, nel 1999 vinse un concorso internazionale, ma non è mai stata realizzata per le tante polemiche nate intorno all’idea presentata da Isozaki e il collega italiano Andrea Maffei.

Ormai sono tutti più o meno d’accordo. Dopo più di 20 anni dall’approvazione del progetto dell’architetto giapponese, recentemente scomparso, il contenzioso legato alla Loggia potrebbe risolversi. Non è mistero che al sottosegretario Sgarbi non sia mai piaciuta la soluzione di Isozaki, motivo per cui ha ben pensato di presentare un piano alternativo. L’idea sarebbe quella di sostituire la così soprannominata “pensilina”, con un’area verde: un giardino dove abbiano spazio piante e aromi locali e dotato di una parete verticale, quella della Biblioteca degli Uffizi.

Se la soprintendente Antonella Ranaldi per il momento non si esprime, chi non lesina un parere è il sindaco. Dice infatti Nardella: “È stato un incontro molto utile e approfondito. Ringrazio Sgarbi per essere venuto a Palazzo Vecchio. Anche se io ho sempre preferito il progetto di Isozaki, prendo atto della volontà del Ministero della Cultura e confermo che ci impegniamo a collaborare per trovare una soluzione rapida e all’altezza dell’importanza di quel luogo e di quella piazza, in modo da completare i lavori di un cantiere che è lì da due decenni, con due ingombranti gru”.

La dibattutissima tettoia ideata sembra destinata al declino: dopo decenni di tira e molla, adesso l’obiettivo è arrivare a un masterplan semplificato per concludere in tempi brevi la riqualificazione della zona alle spalle del museo. Come spiega Sgarbi: “Siamo in dirittura d’arrivo anche se per poter dare il via libera al nuovo progetto si attende il parere del Consiglio Superiore dei Beni Culturali che arriverà in settembre. Certamente dalla riunione di Firenze è emersa una consonanza di intenti tra i vari attori della questione che in passato non c’era. E questo è un punto già molto importante”.

Sgarbi ha anche una strategia in mente per evitare ricorsi e problemi. “Come abbiamo fatto nel caso della Scala quando c’era da cambiare il progetto della macchina scenica, non si darà il progetto a un nuovo professionista. Paolo Genta, che è l’architetto a cui ho chiesto di fornirmi un’idea per ripensare all’uscita del museo e che mi ha proposto la soluzione del giardino, sarà coinvolto in qualità di consulente e non di progettista. La stazione appaltante sarà quella degli Uffizi che dovrà bandire la gara per la realizzazione dell’uscita, sentito ovviamente il parere della Soprintendenza”.

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