fbpx

Emanuela Daffra confermata alla direzione dell’Opificio delle Pietre Dure

da | 4 Ago 2023 | Flash News

Emanuela Daffra, dirigente della Direzione Regionale Musei Lombardia, è stata confermata per un ulteriore anno come Soprintendente ad interim all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, conosciuto come OPD, tra i più antichi e certo più prestigiosi centri di competenza per il restauro e la conservazione di opere d’arte.
Fondato nel 1588 da Ferdinando I de’ Medici come manifattura di corte specializzata nella produzione di arredi e oggetti artistici in pietre dure. Progressivamente diretto la propria azione al restauro di mosaici e materiali lapidei, allargando le proprie competenze al restauro di numerose tipologie di opere d’arte a seguito della fusione in un’unica entità con il Gabinetto Restauri della Soprintendenza.
I suoi undici settori di restauro hanno attualmente “in cura” 1237 pezzi, nei più diversi materiali. A portare avanti le numerose attività dell’OPD sono poco più di 90 specialisti.
Tra i capolavori attualmente affidati all’Istituto sono il Fonte battesimale del Duomo di Siena; le porte bronzee di Donatello, dei Martiri e degli Apostoli dalla Basilica di San Lorenzo a Firenze; la Sacra conversazione e Santi del Perugino, dalla Chiesa di Santa Maria Nuova a Fano (PU); la Deposizione dalla Croce di Rosso Fiorentino, dalla Chiesa di San Lorenzo a San Sepolcro (AR); lo straordinario Pallio di san Lorenzo del XIII sec. ed il celebre monumento a Margherita di Brabante di Giovanni Pisano, entrambi dal Museo di Sant’Agostino a Genova.
Al centro dell’attività si pone la Scuola di Alta Formazione e Studio dell’OPD, con un corso universitario quinquennale a ciclo unico che rilascia un titolo equiparato al diploma di laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali. Si tratta di un percorso selezionatissimo, cui accede ogni anno un numero limitato di allievi scelti attraverso un bando pubblico internazionale, che vengono formati, all’interno dei laboratori dell’Istituto, dai migliori specialisti del settore.

Insomma, nelle parole di Emanuela Daffra, “una macchina complessa ma organica, nella quale le competenze si travasano. Una macchina nella quale da decenni, grazie a chi mi ha preceduto (e voglio citare almeno Marco Ciatti), l’interdisciplinarietà è stata non solo bandiera ma soprattutto vera pratica quotidiana. Sono grata, perciò  per la possibilità di continuare a imparare, e onorata, per l’opportunità di essere alla guida di un istituto simile.”

Clicca sul banner per leggere Territori della Cultura