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“Ritratte” donne di arte e di scienza . I volti di 40 protagoniste inquadrati dall’obiettivo di Gerald Bruneau

da | 22 Lug 2023 | Arte e Cultura, Mostre ed Eventi

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    Tiziana Maffei
Fa un certo effetto, a chi è abituato a vederla in carne ed ossa, mentre illustra l’ultima sua fatica, quella mostra importante e tanto attesa, scoprirla ora in un grande classico ritratto a colori che ci scruta inflessibile dalla parete di fronte. Accanto al ritratto un pannello ampio e articolato racconta nei particolari vita e opere della prescelta e qua e là totem circolari riportano tra virgolette le parole delle protagoniste chiamate a rispondere a domande inespresse, ma molto concrete.
Quali sono le carte vincenti che non devono mancare per aver successo? “Curiosità, Empatia, Tenacia”, risponde Tiziana Maffei direttrice del Museo Reggia di Caserta. “Scegliere la propria strada libere dai condizionamenti”, afferma Simonetta Di Pippo, professoressa di economia dello spazio e direttrice dello Space Economy Evolution Lab (See Lab) presso la School of Management dell’Università Bocconi di Milano.
Sono quaranta le protagoniste del mondo della scienza e dell’arte che sfilano in mostra. Accanto al ritratto un pannello riporta il loro curriculum vitae in poche righe. E poi le risposte a tre domande molto precise: “Cosa l’ha spinta a fare questo lavoro?”, “Essere donna nel mondo dei beni culturali in Italia: tre carte vincenti che non devono mancare? “, Il patrimonio culturale in Italia è ?”. Domande simili anche per le donne che hanno messo la scienza al centro del loro mondo professionale.
“Ritratte” è un’esposizione piuttosto singolare, mai vista prima, promossa dall’Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai beni Culturali, con i servizi museali di Zetema. Tutto secondo prassi, come si fa sempre per le grandi mostre ai Musei Capitolini, a Palazzo Braschi…E’ una galleria fotografica di donne italiane, donne di arte e di scienza, donne di potere, che grazie alle loro capacità, al loro impegno, alla loro determinazione hanno saputo raggiungere posizioni di vertice nei settori artistici e scientifici. Sono 40 i volti inquadrati dall’obiettivo di Gerald Bruneau che ci fissano dalle bianche pareti del Museo Carlo Bilotti di Villa Borghese. Un luogo poco conosciuto, che racconta una storia d’altri tempi. Detto il ”Casino dei giochi d’acqua” conobbe i fasti dei Borghese che ne fecero il perno del nuovo assetto dell’area, caratterizzato dalla presenza dello spettacolare Giardino del Lago. Un periodo fastoso interrotto dai cannoneggiamenti del 1849 che portarono alla Caduta della Repubblica Roman. Ridotto in ruderi, liberamente ricostruito, senza più tracce delle decorazioni antiche, venne trasformato in Aranciera, ricovero invernale dei vasi di agrumi e infine in Museo.
Un’esposizione come tante ma con qualcosa che la differenzia dalle altre. Motore dell’operazione è stata Diana Bracco, presidente dell’omonima Fondazione Bracco impegnata a “creare e diffondere espressioni della cultura, dell’arte e della scienza quali mezzi per migliorare la qualità della vita e la coesione sociale, con una specifica attenzione all’universo femminile e al mondo giovanile. “Lo spettatore può osservare le vaste competenze, il merito, le qualità intrinseche o acquisite che hanno portato queste donne a rivestire ruoli di primo piano nell’arte e nella scienza”, dice Diana Bracco. “Nel percorso le protagoniste che di norma vivono spazi di lavoro appartati, che siano musei o laboratori – prosegue – sono finalmente oggetto di attenzione collettiva, sono riconosciute nel loro ruolo”. Ed è questo il messaggio “riconoscere le competenze, renderle visibili”. Che nel settore artistico la presenza femminile fosse notevole si sapeva, ma in quello della scienza? E’ in marcia? Sembrerebbe di sì dalle foto che presentono donne che ce l’hanno fatta emergendo anche in ambienti insoliti.
Tra gli obiettivi della Fondazione Bracco la valorizzazione del patrimonio culturale storico e artistico a livello nazionale e internazionale, la promozione della cultura scientifica, la tutela della salute con particolare attenzione alla prevenzione. E fra le attività da segnalare quelle indirizzate al connubio fra arte e scienza. La mostra è affidata agli scatti di un maestro internazionale della fotografia Gerard Bruneau che dopo aver collaborato alla Factory di Andy Warhol, ha realizzato reportage in tutto il mondo, negli ambiti più disparati e ritratto personaggi politici, dello spettacolo, dello sport, della cultura, pubblicati dai maggiori giornali: “Time”, ”Washington Post”, ”Le Monde”, “Vanity Fair”, “Corriere della Sera” … Ora Gerard Bruneau ha avuto l’incarico di ritrarre donne che hanno raggiunto posizioni di vertice grazie alla loro forza e determinazione e alle loro competenze
Eccole dunque al centro del loro mondo. Che sia la Borghese, la Galleria più bella che si conosca, con Francesca Cappelletti che sfoglia libri dando le spalle alla “Danae” di Correggio, il Colosseo dove Alfonsina Russo tranquillamente sposta una cassetta di reperti, mentre Ersilia Vaudo Scarpetta, laureata in astrofisica, dal ’91 all’Agenzia Spaziale Europea a Parigi, con ruoli in settori strategici, ESA, NASA, membro dell’International Women’s Forum, preferisce mostrarsi in trasparenza dietro le formule. Non nasconde le provette Luisa Torsi pioniera negli studi sui sensori chimici, che con il progetto FlexSmell ha dato il via alla ”Macchina degli odori” in grado di realizzare biosensori capaci di codificare e decodificare gli odori con una precisione simile a quella del naso umano. Sono ritratti di donne colte nel loro ambiente di lavoro, tra cornici, dipinti, alambicchi, formule, consapevoli del proprio ruolo nella società in cui vivono.
Il ritratto? ma non è qualcosa di vecchio, di superato ? Quello a cui le famiglie bene affidavano la memoria della loro storia. Famiglie potenti, che potevano permettersi di pagare un artista in grado di trasmettere ai posteri l’immagine dei propri membri o magari inviare a un pretendente il ritratto della figlia per combinare un buon matrimonio. Il ritratto è stato questo, ma ora è anche uno specchio dei tempi.
Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese -Viale Fiorello La Guardia, 6 Roma – Fino al 10 settembre.
Orario apertura: martedì – venerdì ore 13.00 – 19.00; sabato e domenica ore 16.00 – 19.00; lunedì chiuso.
Ingresso gratuito.

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