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Al Museo d’Arte della Città di Ravenna la mostra “BurriRavennaOro”

da | 16 Lug 2023 | Arte e Cultura, Mostre ed Eventi

Il MAR – Museo d’Arte della Città di Ravenna in collaborazione con la Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri dal 14 ottobre 2023 al 14 gennaio 2024, nell’ambito dell’VIII Biennale di Mosaico Contemporaneo, presenta “BurriRavennaOro”, l’importante mostra del Maestro di Città di Castello, a cura di Bruno Corà, nella città in cui Burri, negli anni Ottanta, aveva avviato una intensa azione pittorica con diversi cicli di opere ispirate alla storia e alla cultura artistica di Ravenna. La mostra è realizzata grazie al prezioso sostegno del Progetto del Ministero del Turismo per la valorizzazione di Ravenna Città del Mosaico, della Regione Emilia-Romagna, della Fondazione Gardini, della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e di Romagna Acque Società delle fonti.
Circa cento opere in mostra negli ambienti dei due piani del MAR in un insieme mai prima d’ora così vistosamente esibito; tra queste, figureranno anche esemplari che hanno consentito a Burri il Premio Nazionale dei Lincei per l’opera Grafica (1973). Nell’esposizione è disponibile anche un’area multimediale inerente alla biografia di Burri, i progetti e i bozzetti concepiti per la committenza Gardini ed alcuni filmati che documentano l’artista al lavoro.

Alberto Burri (1915-1995) nato in Umbria a Città di Castello, dopo la laurea in medicina, conseguita a Perugia nel 1940, a seguito degli eventi bellici, fatto prigioniero in Africa dalle truppe inglesi e consegnato agli alleati statunitensi, trascorre tre anni in un campo di prigionia in Texas, durante i quali decide l’abbandono della professione medica e di dedicarsi totalmente alla pittura.
Dal 1946 nella capitale, esordisce con una pittura di figurazione di cui si fanno garanti critici i poeti Leonardo Sinisgalli e Libero De Libero che lo presentano nella galleria La Margherita, coinvolta in quella temperie di stimolanti proposte artistiche all’indomani del secondo conflitto mondiale.
Nel 1948, in un viaggio a Parigi, Burri mette a punto un proprio linguaggio rivolgendo un interesse particolare ai materiali ritenuti extra-pittorici come il catrame, la pietra pomice, le colle ed altri. L’introduzione di tali materiali nella sua pittura consente all’artista un radicale azzeramento linguistico e una straordinaria libertà operativa, spingendolo a concepire una differente dimensione del colore, recuperato nelle valenze cromatiche già esistenti nella realtà di quei materiali; il nero del catrame, il grigio della pietra pomice, l’ocra delle colle e dei primi tessuti come la juta e i sacchi riciclati, rammendati e consunti da un ‘vissuto’ che, nella creazione del dipinto, ne aumenta in modo esponenziale la pregnanza e la ‘presenza’ fisica reale.
Negli anni Novanta a Ravenna Burri avvia una collaborazione con il Gruppo Ferruzzi che lo porta alla realizzazione di alcuni cicli pittorici significativi che egli elabora e denomina in differenti modi e in stretta relazione con la storia artistica della città. Con il ciclo S. Vitale realizza grandi cellotex dipinti ad acrilico di color nero. A quella serie di grandi opere affianca la produzione di opere grafiche di pari intensità e forza cromatica. La mancata realizzazione della committenza Gardini non gli impedisce di appassionarsi ad una pittura rievocativa della grande stagione pittorica dell’arte bizantina. Nascono i cicli dei dipinti Nero e Oro (1993) che si ispirano alla cultura musiva di alta decorazione fiorita a Bisanzio e sviluppatasi nella città di Ravenna.

Info: “BurriRavennaOro”
MAR Museo d’Arte della città di Ravenna
14 ottobre 2023 – 14 gennaio 2024

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