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“Picasso metamorfico” alla GNAM nel cinquantesimo anniversario della morte e “Panorama XIX”

da | 10 Lug 2023 | Arte e Cultura, Mostre ed Eventi

“Picasso metamorfico” s’intitola la grande mostra aperta alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea nel cinquantesimo anniversario della morte dell’artista e a settant’anni dalla rassegna che si tenne da maggio a giugno’53, realizzata con la regia di Palma Bucarelli. Una mostra storica che ebbe una risonanza europea, che secondo molti rappresenta un punto di svolta nella storia dell’arte contemporanea in Italia. Fra gli organizzatori oltre la Bucarelli, c’erano Lionello Venturi, Giulio Carlo Argan, Gino Bacchetti, Cesare Brandi, Raffaele Carrieri, Renato Guttuso, Emilio Lavagnino, Giancarlo Menichetti , Eugenio Reale. In una serie di bacheche il manifesto, i comunicati stampa, l’invito a Jean Cocteau che tenne una conferenza su Picasso e i suoi amici al Teatro Eliseo. E poi i ritagli di giornali, le foto degli ospiti illustri a partire dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi. Sulla copertina di “Noi Donne” a colori una raggiante Palma Bucarelli accanto all’Arlecchino di Picasso.
“La metafora della metamorfosi è un concetto articolato, ampio, profondo e molto potente per descrivere e rappresentare i processi di trasformazione, cambiamento e crescita – scrive la direttrice di Valle Giulia Cristiana Collu – Letteralmente il termine si riferisce a una trasformazione fisica, visibile, tangibile di un processo circolare di continua rinascita e reinvenzione. Lo stesso avviene con i processi creativi di cui Picasso è un caso emblematico. Spirito inquieto e curioso, con il suo sguardo onnivoro e inclusivo, non ha solo inventato e reinventato linguaggi, ma anche se stesso in questa dinamica e in modo così esemplare da rimanere identico, comunque riconoscibile nelle sperimentazioni e interpretazioni del suo stesso stile”.

In esposizione 300 opere
Sono esposte 300 opere fra disegni ed incisioni provenienti dal Museo Casa Natal Picasso di Malaga. Un prestito eccezionale, un’occasione unica per ammirare il grande pittore a Roma. L’opera grafica di Picasso riveste una grandissima importanza all’interno della sua produzione artistica per la quantità ma soprattutto per qualità e varietà. “Picasso è stato senza dubbio uno dei più brillanti artisti di grafica della storia dell’arte – precisa Fernando Castro Flores che ha curato la rassegna – La sua impressionante carriera artistica comprendeva una serie di incisioni in cui catturava le sue ossessioni: i ritratti di donne, l’incontro appassionato fra il pittore e la modella e la storia della pittura stessa”. Questa mostra – prosegue – realizzata con magnifiche opere della collezione Museo Casa Natal Picasso di Malaga, offre allo spettatore l’opportunità di riscoprire un artista metamorfico che ha tracciato, con straordinaria energia, una linea sinuosa che compone un inesauribile autoritratto”.
Le opere esposte, realizzate in diversi periodi della sua attività, in un lasso di tempo molto lungo, dal 1905 al 1972, offrono l’opportunità di ripercorrere tutta la sua produzione. Si va da Salomé o La danza barbara” a punta secca del 1905 alle 29 acqueforti per le Metamorfosi di Ovidio, alle illustrazioni per il Capolavoro sconosciuto di Balzac, a Sueno y mentira de Franco sulla guerra civile spagnola. Le litografie accolgono il colore nella serie di illustrazioni per le poesie di Paul Reverdy. Picasso affida spesso all’incisione la raffigurazione di donne. Come Francoise Gilot, Jaqueline Roque. 34 incisioni a bulino sono legate alla novella Carmen di Prosper Mérimée.
Appassionato e continuativo il suo rapporto con l’incisione, una tecnica che approfondì e sperimentò come pochi altri. Acquaforte, puntasecca, rare xilografie. Nel 1909, due anni dopo Le Demoiselles d’Avignon, nel 1909 Picasso realizza la sua prima incisione cubista, ma è negli anni venti che lavora maggiormente sull’incisione. A questo periodo risalgono le illustrazioni delle opere di Balzac e di Ovidio. E’ degli anni trenta Suite Vollard, un centinaio di incisioni commissionate dal mercante e mecenate Ambroise Vollard che hanno come tema principale il lavoro dello scultore, la sua bottega e il suo modello. Di quegli anni è anche il mito del Minotauro. Una delle opere più famose di Picasso è la litografia La Paloma de la paz (La colomba della pace) che ornava il manifesto del Congresso mondiale della pace del 1949 a Parigi.

In contemporanea: Panorama XIX. L’Ottocento nelle collezioni della Galleria Nazionale
Nello stesso giorno, 28 giugno, si è inaugurata a Valle Giulia, la mostra Panorama XIX. L’Ottocento nelle collezioni della Galleria Nazionale, un progetto di Cristiana Collu con la collaborazione di Chiara Stefani che propone oltre 200 opere fra dipinti e sculture esposti nel salone centrale, superato l’ingresso. Sulle quattro pareti in alto, i quadri, di diverso formato sono esposti in 4-5-6 file secondo le dimensioni. Grandi, piccoli medi in un continuum piacevole a vedere tanto più se a distanza si riconoscono gli autori. Che sono artisti di tutto rispetto: Fattori, Abbati, Cabianca, Palizzi, D’Azeglio, Lega, De Nittis, Costa, De Chirico, Coleman, Sartorio …Sopra un grande tavolo bianco, di forma sinuosa, sono poggiate in bella mostra sculture di diverse dimensioni, altre sono sul pavimento. Una messa in scena spettacolare, di grande impatto emotivo. Ovviamente quadri e sculture sono privi di ogni riferimento scritto perché ciò che conta a Valle Giulia sembra essere solo l’emozione. Ma c’è un rimedio, per sapere di più basta inquadrare un codice ed escono i dati. Sul telefonino compare una pianta con i quadri identificati da un numero 1-2…. Un esempio? n. 9 Giacomo Balla Nello specchio 1902 . Stesso discorso per le sculture: n. 2 Ettore Ximenes Il duca d’Aosta 1917. Informazioni scarne. Non bastano? Forse occorrono i libri.

Info: Viale delle Belle Arti, 131 Roma. Orario apertura : da martedì a domenica 9.00 – 19.00. Ultimo ingresso 45 minuti prima della chiusura. Picasso fino al 5 novembre 2023 . Informazioni : tel. 06-32298221 – lagallerianazionale.com

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