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Pompei. Completato il restauro della conceria del Parco Archeologico

da | 30 Giu 2023 | Arte e Cultura, Conservazione e Tutela

Completato il restauro dell’antica conceria di Pompei, il più grande impianto artigianale per la lavorazione delle pelli rinvenuto nella città antica. Il complesso dell’antica conceria viene quindi riaperto al pubblico, al temine di un’ampia operazione di restauro frutto della collaborazione tra il Parco archeologico di Pompei e il gruppo UNIC-Concerie Italiane Lineapelle, che ha sostenuto le spese dell’intervento. Ieri, giovedì 29 giugno, alle 16,00 la presentazione ufficiale del restauro.
La visita alla conceria sarà supportata da un allestimento didattico-espositivo che illustra come si svolgeva in antico il processo di lavorazione delle pelli e dall’esposizione di strumenti originali per la concia, secondo il modello del “museo diffuso”, già sperimentato con successo a Pompei, oltre a un modellino tattile in 3d per ipovedenti con legenda in braille.
Tra le riproduzioni in copia, invece, il celebre mosaico del Memento Mori (originale al Mann) presso la mensa del Triclinio all’Aperto, realizzata dal Laboratorio di Restauro del Mosaico della Fondazione RavennAntica.
L’apertura della conceria si inserisce nella nuova proposta del Parco archeologico di Pompei, di itinerario delle botteghe artigiane che dal 30 giugno fino al 1 agosto, consentirà di visitare alcuni impianti dedicati ad attività di diverso genere.
E dunque oltre alla conceria, la Fullonica (l’antica lavanderia), il Panificio di Popidio Prisco e la Bottega del garum, dove si produceva il prezioso condimento a base di colatura di pesce.
“Viene restituito alla fruizione un altro importante luogo degli scavi, che siamo sicuri sarà apprezzato dai tanti visitatori che in questi ultimi mesi hanno scelto Pompei come meta dei loro viaggi. – dichiara il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel – La proposta di inserirlo in un itinerario di impianti artigianali è finalizzata a raccontare anche gli aspetti di una città produttiva e commerciale, e non solo la Pompei delle Domus con magnifici affreschi”. “La sponsorizzazione del gruppo UNIC-Concerie Italiane Lineapelle – conclude Zuchtriegel – rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione pubblico privato, si inserisce appieno nel percorso intrapreso dal Parco archeologico in tale direzione – e in maniera programmata – attraverso l’attività dell’Ufficio Fundraising. Grazie a queste collaborazioni si innescano nuovi importanti sinergie, che sono in grado di dare vita a nuovi processi culturali”.

Messo in luce a fine ‘800 e situato nella Regio I degli scavi (Insula 5), l’impianto conciario fu identificato come tale sulla base delle testimonianze epigrafiche, degli utensili rinvenuti nel corso dello scavo, oltre che dagli apprestamenti produttivi, molto simili a quelli in uso nelle concerie medioevali e moderne.
L’impianto fu installato intorno alla metà del I sec. d.C. in luogo di un’abitazione più antica, giungendo ad occupare la quasi totalità dell’insula. A seguito dei danni prodotti dal terremoto del 62 d. C. l’impianto artigianale subì importanti modifiche che lo resero più funzionale, conferendogli l’aspetto attuale.
Le diverse operazioni di cui si compone il processo di lavorazione delle pelli venivano espletate in settori funzionalmente distinti dell’edificio. La concia vera e propria con la macerazione delle pelli avveniva, invece, all’interno delle quindici grandi vasche cilindriche conservatesi in uno degli ambienti dell’edificio. Infine, le pelli venivano battute al di sotto dell’area porticata e lavorate nei piccoli ambienti che si susseguono sul lato est del peristilio, divisi tra loro da bassi muretti trasversali. Addossato al muro ovest del peristilio si trova anche un ampio triclinio estivo destinato agli ospiti del coriarius (titolare dell’attività), che all’interno del complesso aveva la sua residenza.

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