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Rubata 45 anni torna a Villa Torlonia Albani la testa femminile in marmo della Idrofora

da | 6 Giu 2023 | Arte e Cultura, Conservazione e Tutela

Era stata rubata nella notte del 20 novembre del 1978, da Villa Albani Torlonia insieme ad altre quattro opere, la testa femminile in marmo della splendida Idrofora che ora ha di nuovo il suo capo. Solo nel 2015 arriva una segnalazione di uno studioso tedesco alla Fondazione Torlonia sulla presenza una testa che faceva parte di una collezione privata di Zurigo e che poteva corrispondere a quella rubata da Villa Albani. I Torlonia si rivolgono ai Carabinieri tutela patrimonio culturale, che fanno scattare le indagini. “Un risultato straordinario che si materializza dopo 40 anni e ridona bellezza a questa statua meravigliosa- ha detto il generale di brigata Vincenzo Molinese, che ha ufficialmente restituito la testa ai proprietari. Le ricerche dei Carabinieri hanno permesso di dimostrare che l’opera era stata ereditata in buona fede dalla moglie del collezionista, nel frattempo deceduto. Così, la donna nel 2022 ha riconsegnato la testa alle autorità italiane.
La sua veridicità è stata invece appurata dalla Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, guidata da Daniela Porro. L’identificazione della testa con quella sottratta nel 1978- ha spiegato Porro- è dovuta all’esame tecnico e poi dal vivo”. Restaurata, la statua dell’Idrofora torna nel suo luogo originario, davanti a una edicola monumentale che adorna il parco di Villa Albani, acquistata nel 1866 dalla famiglia Torlonia. “È la fine di un lunghissimo viaggio- ha detto Alessandro Poma Murialdo, presidente della Fondazione Torlonia- È con soddisfazione e riconoscenza che la Fondazione saluta questo importante ritrovamento da parte dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale”.
La Fondazione Torlonia, nata per volere del Principe Alessandro Torlonia, porta avanti attività di tutela, restauro e promozione che ha portato non solo all’apertura dei Laboratori Torlonia per lo studio e il restauro degli oltre 600 marmi della sua collezione, ma anche allo sviluppo di un innovativo programma di conservazione della Villa, un vero laboratorio a cielo aperto che promuove la fruibilità di questo patrimonio e la collaborazione con Università e importanti istituzioni attraverso studi, ricerche e borse di studio, nel solco di una tradizione innovativa caratteristica della vita della Villa sin dalla sua fondazione.

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