È la Venere di Sandro Botticelli la protagonista della nuova campagna internazionale di promozione turistica del Ministero del Turismo ed ENIT “Open to Meraviglia”. La protagonista di uno dei quadri più famosi del mondo infatti rappresenterà l’Italia nelle vesti di una virtual influencer con tanto di minigonna e cellulare. Il progetto, nata da un’idea del Gruppo Armando Testa, sarà portato in itinerari a tappe, sulla base delle visite che la Venere compirà nei Comuni e nelle Regioni che decideranno di aderire. “Italia – Open to meraviglia” vivrà nel profilo Instagram venereitalia23, nel sito Italia.it e nelle altre piattaforme social. Ma toccherà anche i principali hub aeroportuali e ferroviari internazionali d’Europa, USA, Centro e Sudamerica, Cina, India, Sud-Est Asiatico e Australia. La sua prima tappa sarà negli Emirati Arabi, in occasione di Atm Dubai, dall’1 al 4 maggio, dove in oltre 500 metri quadrati verrà esportata l’eccellenza dell’italianità.
Le critiche
Ritratta in abiti moderni, tra i luoghi più belli del Paese come il Colosseo, Piazza San Marco, Polignano a Mare, la versione attualizzata della Venere botticelliana fa parte di un investimento costato 9 milioni di euro. Tra i detrattori dell’iniziativa: Vittorio Sgarbi, che ha commentato: “Giacché la Venere è nuda sarebbe stato meglio vederla così, senza bisogno di traverstirla in quel modo, è una roba da Ferragni”. Ma la campagna non piace nemmeno al sindaco di Firenze, Dario Nardella: “Non è il massimo, non mi è piaciuta molto. Voto dell’operazione? Cinque meno meno. Ho chiesto alla ministra, pubblicamente, di incontrarci: secondo me si può promuovere Firenze e l’Italia in modo meno scontato, banale e macchiettistico”.
“Lo spot che promuove le bellezze italiane è girato in Slovenia”
Tra le tante critiche, qualcuno ha fatto notare che una delle scene raffigurate nello spot sarebbe stata in realtà girata in Slovenia, suscitando nuove perplessità. Infatti nella clip in cui un gruppo di amici brinda all’Italia, sul tavolo c’è una bottiglia di vino Cotar, cantina tutt’altro che nazionale. A far scoppiare il nuovo “caso” è un post pubblicato su Facebook dal regista Massimiliano Milic, della Terroir Films. ”Sapete come il Ministero del Turismo italiano ha deciso di rilanciare il Made in Italy? Con un bel video di riprese stock spacciate per immagini dell’Italia. E sapete quanto costa un abbonamento annuale dall’archivio stock (Artgrid), che è prevalente in questo video promozionale, da cui è stata presa questa immagine? 600 dollari. E sapete quant’è costata questa campagna promozionale? 9 milioni di euro”.
La replica
Il post ha fatto il giro del web con commenti e risposte tra l’indignato e l’ironico. “La campagna promossa dal ministero del Turismo guidato da Daniela Santanchè non solo sta facendo discutere per il concept di dubbio gusto, ma anche per la qualità del prodotto. Una campagna costata 9 milioni di euro, soldi dei cittadini italiani che si vedranno rappresentanti all’estero in maniera stereotipata e con un design tutto tranne che allettante”, scrivono sulla pagina Facebook i due co-portavoce di Europa verde e deputati di Alleanza verdi e sinistra Angelo Bonelli e Eleonora Evi. “L’importante è che in Italia vengano tanti visitatori e che sia un turismo per tutti. Questa è la cosa importante, lascerei le polemiche da parte”. Ha controbattuto la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini. “Ognuno può avere la sua opinione ma quello che noi vogliamo adesso è incrementare il nostro Paese in ogni modo possibile”.
La risposta della Ministra Santanchè
“Riguardo ai meme che circolano in rete mi sono fatta una risata. Ho scelto consapevolmente la Venere di Botticelli, un’icona conosciuta in tutto il mondo e simbolo della nostra italianità. È evidente che non la potevamo proporre nella campagna così com’è dipinta, perché uno degli obiettivi di questa campagna internazionale è quello di avvicinare i giovani, abbiamo quindi utilizzato strumenti e linguaggi a loro vicini”. Così la ministra del Turismo Daniela Santanchè, ospite su RTL 102.5. Molte critiche anche per il costo della campagna. “Nove milioni è il costo della campagna che faremo in tutto il mondo, ossia gli acquisti degli spazi negli aeroporti, nelle stazioni, nelle città, dagli Stati Uniti d’America all’India, fino a toccare tutti i Paesi e i continenti. Come sempre, quando c’è malafede, vengono veicolate delle informazioni errate, lo fanno solo per avere qualcosa da dire. Non è che la campagna sia costata nove milioni, solo un cretino potrebbe pensare una cosa del genere”, chiarisce la ministra.







