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Indagine delle Fiamme Gialle svela come falso il dipinto attribuito a Tiepolo

da | 16 Gen 2023 | Arte e Cultura, Conservazione e Tutela

Il dipinto circolava nel mercato dell’arte da oltre tre anni: passato più volte di mano in mano da antiquari, galleristi, restauratori, collezioni privati fino a che è stato fatto emergere sul mercato ufficiale per mezzo di una casa d’aste. E’ “L’Apollo con lo scudo”, tecnicamente uno spolvero d’affresco di 50 per 60 centimetri usato come lavoro preparatorio per la realizzazione di un affresco, tecnica pittorica per la quale Giambattista Tiepolo era considerato un maestro. Dunque, sarebbe opera sua. E invece no: è un falso.

L’indagine della GdF

E a dimostrare che fosse solo una imitazione attribuita come vera di Tiepolo ci è riuscito il Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Venezia che, la scorsa estate, su ordine della Procura di Treviso, ha iniziato a indagare e fare perquisizioni sulla messa in vendita tramite una casa d’aste piemontese di questo un quadro attribuito al celeberrimo artista, uno dei maggiori pittori del Settecento Veneziano. Quel che ha insospettito i finanzieri è stata la presenza di più accrediti di autenticità rilasciati, sotto forma di relazioni peritali, da esperti d’arte defunti: certificazioni che, per esperienza investigativa, sono spesso utilizzate da falsari e trafficanti d’arte per autenticare dipinti di pregio o comunque per celarne l’illecita provenienza. Dopo aver effettuato alcuni accertamenti preliminari, mostrando l’opera a storici d’arte studiosi del Tiepolo e le copie delle certificazioni agli eredi di coloro che le avevano sottoscritte, è stato possibile “rafforzare i sospetti di falsità sia del quadro (che le analisi al carbonio hanno datato successivo al 1950), sia delle relative certificazioni di autenticità”, spiega la Gdf in una nota. I successivi accertamenti e le indagini tecniche condotte dai finanzieri di Venezia hanno consentito di raccogliere importanti elementi a conferma della contraffazione: non era un dipinto di Tiepolo.

Due persone indagate

E ora sono indagate due persone, entrambi residenti a Treviso (il presunto autore del falso e colui che lo avrebbe posto in vendita), destinatari di decreti di perquisizione nel corso dei quali è stato trovato materiale utilizzato per la contraffazione dell’opera d’arte e dei relativi certificati, così come evidenziato dopo gli esami eseguiti dal Laboratorio tecnico scientifico del Comando generale della Guardia di finanza, specializzato negli accertamenti tecnici finalizzati alla scoperta del falso documentale. L’indagine trae origine da una attività delle Fiamme gialle lagunari, specificatamente dedicata al controllo economico-finanziario del mercato dell’arte, effettuata mediante la verifica degli obblighi antiriciclaggio e di quelli fiscali da parte di gallerie d’arte, case d’asta e di quelle online. (Dire.it)

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