Orfeo e le Sirene, il gruppo scultoreo trafugato negli anni ’70, ritorna in Italia

da | 19 Set 2022 | Arte e Cultura, Tutela e conservazione

Orfeo e le Sirene, gruppo scultoreo restituito dagli Stati Uniti all’Italia, verrà esposto dal 18 settembre al 15 ottobre 2022 al Museo dell’Arte Salvata, all’interno del Museo Nazionale di Roma. Poi sarà trasferito al MArTA – Museo archeologico di Taranto, dove entrerà in collezione. 
L’opera, datata al IV secolo a.C, venne trafugata negli anni ‘70 da un sito archeologico tarantino e acquistato successivamente dal Getty Museum di Los Angeles. 

Il rimpatrio dell’opera è stato possibile grazie alla complessa attività investigativa, denominata Operazione Orpheus, condotta in Italia e all’estero dai Carabinieri della Sezione Archeologia del Reparto Operativo del Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC), coordinata dalla Procura della Repubblica di Taranto, in collaborazione con il District Attorney’s Office di Manhattan (New York – U.S.A.) e lo Homeland Security Investigations (H.S.I.).

“Ancora uno straordinario capolavoro d’arte che era stato illecitamente sottratto al patrimonio dello Stato italiano rientra a far parte del nostro patrimonio”, commenta il ministro della Cultura Dario Franceschini. Il gruppo scultoreo rappresenta un mito antico e, forse, adornava la tomba di un adepto ai misteri orfici, colui che, conducendo una vita in purezza, assicurava all’anima una sopravvivenza ultraterrena. Le due sirene, che guardano Orfeo – il mitico cantore che, con la sua voce, poteva domare persino Cerbero, il feroce cane degli Inferi – , non sono come le immaginiamo oggi, ovvero donne con il corpo di pesce. Sono rappresentate come figure ibride di donna e di uccello, secondo l’iconografia più antica, che verrà superata da quella a noi più familiare soltanto nel Medioevo. Il gruppo era originariamente dipinto, e possiamo ipotizzare che, grazie alla pittura, vi fosse un intenso gioco di sguardi tra le sculture, che costituiscono davvero un esemplare unico perché raramente una scena mitica come questa veniva rappresentata in terracotta. L’opera è stata prodotta proprio in questo ambiente greco d’Occidente, più precisamente in un atelier di Taranto. 
“Il ritorno di Orfeo e le Sirene  – ha invece sottolineato il Gen. B. Roberto Riccardi, Comandante Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale –  è uno dei recuperi più importanti di sempre, nella storia dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale e nella storia d’Italia. Alla bellezza della Legalità, aver ottenuto per via giudiziaria la restituzione del bene, fa da specchio la legalità della Bellezza, un’indagine messa al servizio di un reperto di impareggiabile valore artistico”.
Con Orfeo e le Sirene sono tornati a casa in questi giorni 142 oggetti recuperati negli Stati Uniti d’America, dei quali si era avuta la restituzione lo scorso luglio. Si tratta di beni databili tra il 2500 a.C. e il VI secolo d.C. risalenti alle civiltà romana, etrusca, apula e magnogreca. In occasione del viaggio che ha visto i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale toccare New York e Los Angeles, il 6 settembre ne sono stati restituiti all’Italia altri 58 che rientreranno nei prossimi mesi. Si tratta di un flusso importante di archeologia trafugata. Nello stesso filone ulteriori 201 reperti erano stati rimpatriati dagli USA a partire dallo scorso dicembre, una parte di essi costituisce l’esposizione con la quale il 15 giugno è stato aperto il Museo dell’Arte Salvata.