Il primo Museo in Italia dedicato al saxofono, in mostra trecento strumenti rari e talvolta unici

da | 14 Set 2022 | Arte e Cultura, Mostre ed Eventi

Fiumicino (per la precisione Maccarese), conosciuto per l’aeroporto internazionale Leonardo da Vinci, ha una nuova e inattesa freccia al suo arco, il jazz. Per tre giorni a settembre , per il secondo anno, si è tenuto un festival dedicato alla musica jazz con solisti di tutto rispetto, da Franco Piana a Maurizio Giammarco, da Nine Pedersen a Stefania Tallini, Giampaolo Ascolese… A ospitare la manifestazione anche Testa di Lepre con il Birrificio Agricolo Podere 676, una società agricola in cui si coltiva orzo e luppolo, le materie prime per produrre la birra. Ora Maccarese dispone di un museo dedicato al saxofono approdato in un contesto insolito. Queste terre, dopo la seconda guerra mondiale, vennero date in concessione dall’Ente Maremma ai reduci del conflitto. Era quell’agro romano, un tempo avvelenato dalla “mal’aria” che i papi avevano tentato inutilmente di bonificare. Ora l’area della bonifica è costellata di allevamenti, di campi coltivati, di attività collegate all’agricoltura. Ci avevano pensato in tanti a recuperarle, ma è solo verso la fine dell’ottocento che le cose cominciano a cambiare grazie alla realizzazione di canali e all’impiego di idrovore. Più tardi, alla fine della Grande Guerra, arriveranno i braccianti “ravennati” e le loto famiglie che ripopolano l’Agro. E’ l’epopea dei “terrazzieri” e degli “scariolanti” che costruiscono argini e incanalano le acque verso il mare.
In questo angolo di mondo sviluppato, ma ancora un po’ bucolico, nonostante sia a un passo dall’aeroporto e dalla città di Roma, ha trovato casa il primo Museo dedicato in Italia a uno strumento musicale, il saxofono. Che brilla all’interno delle vetrine illuminate. Ce ne sono di tutti i tipi e modelli, piccolissimi e grandissimi, decorati, incisi, placcati in oro. Ogni vetrina è una gioielleria, una gioia degli occhi anzitutto.
Sono oltre seicento gli strumenti rari e talvolta unici messi insieme per anni e anni da Attilio Berni, clarinettista, docente, storico, colto e raffinato collezionista. La raccolta, ricorda, è iniziata durante il suo viaggio di nozze negli Stati Uniti, quando scambiò un flauto con un saxofono che un taxista aveva nel portabagagli. Da allora la sua raccolta è andata via via crescendo non solo in strumenti. Si sono aggiunti anche documenti, fotografie e oggetti legati al mondo della musica. Urgeva trovare una casa per tanto ben di Dio. La sorte ha voluto che l’amministrazione di Fiumicino si sia mostrata interessata all’affare dando in comodato d’uso i locali necessari. Non spazi qualunque, ma gli ambienti che ospitavano la ex-saccheria della storica azienda Maccarese. Circa trecento pezzi costituiscono attualmente il patrimonio dell’unico museo aperto in Italia dedicato a uno strumento musicale, che appassiona e incanta i musicisti di tutte le età: il saxofono.
Il museo, corredato da una piccola e documentata guida bilingue, è ordinato in vetrine che ripercorrono la storia di questo strumento particolare che negli anni ha subito una miriade di modifiche. A partire dall’inizio. Tutto comincia nel 1841 quando Adolphe Sax, di origine belga, brillante costruttore di strumenti musicali, presenta dietro una tenda verde, perché nessuno gli rubi l’idea, il nuovo strumento. Poi Sax si trasferisce a Parigi dove incontra Hector Berlioz che lo aiuta a trovare i fondi per realizzare il suo progetto. Lo strumento doveva competere con l’agilità tecnica e l’espressività degli archi e dei legni e avere la potenza e la proiezione sonora degli ottoni per poter essere sfruttato anche all’aperto. Sax ottiene il brevetto e inizia la produzione sfruttando i più moderni ritrovati della metallurgia e della meccanica per la realizzazione di strumenti di diverse fogge e dimensioni basati tutti sullo stesso principio fisico tanto da permettere all’esecutore di passare da un tipo di sassofono all’altro senza problemi.
Le vetrine sono ordinate per case produttrici. All’inizio del Novecento a farla da padrona è la fabbrica dei fratelli Alexandre e Henri Selmer, due affermati clarinettisti diplomati al Conservatorio di Parigi, concertisti di fama internazionale. Negli Stati Uniti sarà Alexandre a promuovere i nuovi clarinetti nel suo negozio di strumenti musicali. Di particolare rilievo il ruolo del sax nei ruggenti anni ’20 in America dove si sperimentano nuove forme, materiali e tecniche. Altre fabbriche importanti negli USA sono quella aperta in Indiana, a Elkhart da Gus Buescher, quella di John Henry Martin a Chicago e la King di Henderson White. Da non dimenticare gli strumenti realizzati da Charles Gerard Conn, che si dedica al sax non potendo più suonare la cornetta. I suoi strumenti sono vere e proprie opere d’arte impreziositi da maestri incisori come i fratelli Stenberg e la famiglia Osborne.
Se a dominare la scena sono gli Stati Uniti, non mancano fabbriche in Europa, in Italia e in Francia. Come quella fondata a Macerata nel 1872 da Augusto Borgani, il figlio era stato negli Stati Uniti, come quella di Pupo Pupeschi, un costruttore fiorentino autore di molti brevetti che saranno ignorati in Italia e venduti a costruttori stranieri, come quella di Ettore Sommaruga che realizza il primo saxofono in resina plastica ureica e lega di ottone, reso celebre da Ornette Coleman e Charlie Parker. Ferdinando Roth, specialista in saxofoni è il fornitore anche delle trombe Aida realizzate seguendo le istruzioni di Giuseppe Verdi.
Via dei Molini, snc – Maccarese – Fiumicino (RM). Informazioni : tel. 06-61697862 – info@museodelsaxosofono.com e www.museodelsaxofono.com