La Children’s Book Fair tra Bologna e l’Ucraina

da | 23 Mar 2022 | Arte e Cultura

Dopo due anni di pandemia Bologna rimette al centro la cultura, tramite l’evento in presenza della Children’s Book Fair che proseguirà fino al 24 marzo.

Con le piattaforme digitali non è stato possibile sentire il calore, l’affetto, la passione del pubblico, specie dei più piccoli, per questa fiera che fino a giovedì sarà la protagonista assoluta della città. La Fiera accoglierà, con oltre 1000 espositori da oltre 85 paesi, storie provenienti da tutto il mondo volte a ispirare i più piccoli e i loro sogni. In questo contesto, è stato impossibile non volgere un pensiero al conflitto in corso tra Russia e Ucraina. Infatti non hanno tardato ad arrivare le parole di vicinanza e solidarietà per i bambini, vittime della guerra in Ucraina.

Il presidente della Fiera di Bologna, Gianpiero Calzolari, alla cerimonia di inaugurazione della 59esima edizione della Children’s Book Fair,ha riportato: “Abbiamo il cuore pesante per la guerra e faremo sentire la nostra vicinanza al popolo e ai bambini ucraini”. Proprio dinnanzi al Caffè degli Illustratori, èstato allestito uno stand speciale, dedicato a tutti gli autori ucraini selezionati nella passate edizioni e riproposti nelle varie traduzioni da editori europei. Ma in questa 59esima edizione c’è di più, infatti per la giornata del 21 marzo si è atteso l’arrivo di un carico di libri raccolti a Leopoli, tramite una missione partita proprio da Bologna con la onlus Mediterranea, volta a dare aiuto alla popolazione ucraina.

Poiché come ha sottolineato la vicepresidente dell’Emilia-Romagna, Ellt Schlein: “I libri ci devono aiutare in questo momento, perché costruiscono ponti e non muri. Siamo una terra che accoglie migliaia di bambini che stanno lasciando la loro terra e hanno un diritto a un futuro. Abbiamo bisogno di questi libri per costruire un mondo migliore di pace”. Dal momento che i libri costituiscono un grande valore, e sono il simbolo della connessione tra popoli, senza barriere o muri, bisogna valorizzarli oggi più che mai, per far si che i ragazzi riscoprano l’importanza e la fortuna che molti altri non possono avere in questo momento.

Ed è proprio parlando di abbattimenti di muri, che per la prima volta in Fiera ha fatto la sua venuta l’emirato di Sharjah, capitale mondiale del libro UNESCO 2019-2020. L’Emirato, tramite eventi, incontri, esposizioni, workshops condotti da oltre 30 tra scrittori, illustratori, artisti, e narratori arabi, ha portato la propria cultura alla Fiera. Lo sceicco Fahim Al Qasimi, presidente esecutivo del dipartimento delle Relazioni governative dell’emirato, accompagnato nella missione italiana da Bodour Al Qasimi, presidentessa dell’International publishers association, presente all’evento, ha sottolineato quanto la presenza dell’Emirato fosse importante e come Sharjah sia diventata il principale centro arabo per l’editoria.