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Gerusalemme, al via il restauro del pavimento del Santo Sepolcro

da | 21 Mar 2022 | Arte e Cultura, Conservazione e Tutela

Con la cerimonia di rimozione della prima pietra del pavimento della Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme, hanno avuto inizio le attività di scavo archeologico guidate dal Dipartimento di Scienze dell’antichità dell’Università La Sapienza. Si tratterà di lavori particolarmente complessi che saranno svolti per oltre due anni e mezzo, senza alcun tipo di interruzione, per consentire il regolare svolgimento delle funzioni religiose senza impedire l’arrivo dei pellegrini. I lavori saranno realizzati con metodologie d’avanguardia capaci di coniugare le esigenze di garantire il rapido svolgimento dei lavori e preservare la multifunzionalità degli spazi. Questa rappresenterà un’occasione unica per indagare un monumento unico di alto valore storico e simbolico. “L’attività degli studiosi della nostra università, in uno dei luoghi più sacri per i cristiani rappresenta un motivo di orgoglio – spiega la rettrice Antonella Polimeni – e conferma il primato Sapienza a livello internazionale anche in ambito umanistico.” Per svolgere le attività archeologiche, coordinate da Francesca Romana Stasolla del Dipartimento di Scienze dell’antichità, è stato costituito un team interdisciplinare di archeologi del Dipartimento di Scienze dell’antichità, con storici e storici dell’arte del Dipartimento di Storia religioni antropologia arte spettacolo, ingegneri del Dipartimento di Ingegneria meccanica ed aerospaziale, psicologi del Dipartimento di Psicologia dei processi di sviluppo e socializzazione.

Nel 2019 la Custodia di Terra Santa, l’autorità che gestisce il complesso del Santo Sepolcro, composto dal Patriarcato ortodosso, Custodia di Terra Santa e Patriarcato Armeno, ha affidato al Dipartimento di Scienze dell’antichità le ricerche archeologiche in concomitanza con le opere di restauro del pavimento della Basilica. Queste ultime vengono realizzate dalla Fondazione Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale di Torino. Nel periodo della Pandemia le attività sono proseguite con l’uso di strumenti volti a rendere più efficiente e spedito i lavoro, con la realizzazione di un database sulla basilica e la sua storia. Ciò ha consentito di ottenere nuove informazioni e studiare meglio i manufatti. Infine sono state realizzate varie missioni a Gerusalemme di coordinamento e di predisposizione per le attività archeologiche, per le quali il Dipartimento ha ottenuto, dal governo d’Israele, il consenso per lo scavo. Il Santo Sepolcro è, secondo la tradizione cristiana, la tomba dove sono state depositate le spoglie mortali di Gesù, dopo la crocifissione. Oggi il luogo è inglobato all’interno della Basilica del Santo Sepolcro. All’interno ci sono due locali. Il primo è chiamato Cappella dell’Angelo ed è il locale più ampio con al centro, sopra una piccola colonna, è custodito il pezzo originario della pietra tonda con la quale è stato chiuso il sepolcro. Al secondo locale si entra aprendo una piccola porta: si tratta del Santo Sepolcro vero e proprio che venne chiuso dalla pietra. All’interno è possibile vedere, ricoperto da una lastra di marmo, il banco di roccia sul quale sarebbe stato deposto il corpo di Gesù.

“Siamo profondamente grati a tutti gli esperti che hanno reso possibile tutto questo e siamo convinti che ciò porterà a un’ottima realizzazione del progetto di restauro della Rotonda dell’Anastasis, iniziato anni fa, e del resto della pavimentazione della Basilica” ha detto il patriarca greco-ortodosso. Il custode di Terra Santa, nel suo discorso, ha spiegato che adesso, in questo contesto storico, “la cooperazione ai lavori di restauro assume un significato diverso, perché questo è il luogo in cui Gesù diventa pietra angolare della Chiesa”. Anche l’arcivescovo Gharibian ha sottolineando l’importanza della collaborazione fra le diverse comunità cristiane per i restauri, poi i rappresentanti delle tre comunità e gli enti coinvolti si sono spostati verso il corridoio antistante la sacrestia dei Francescani per il sollevamento della prima pietra della pavimentazione dalla quale inizieranno i lavori, che includono, tra l’altro, eventuali interventi di messa in sicurezza dell’Edicola, oltre che un’attenzione agli impianti elettrici, idrici, meccanici, speciali, antincendio.

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