Il Casino dell’Aurora a Roma ancora senza proprietari

da | 26 Gen 2022 | Arte e Cultura

L’asta per il Casino dell’Aurora a Roma, una delle residenze private più eleganti di Roma, situata vicino Via Veneto, è andata deserta.

Il prezzo base per il Casino ammontava a 471 milioni di euro.

La cifra, giustificata dai tanti tesori contenuti all’interno della struttura, tra cui l’unico affresco di Caravaggio esistente al mondo (“Camerino di Giove Nettuno e Plutone o Gabinetto alchemico”) ha fatto incuriosire persino Bill Gates, che aveva manifestato interesse per l’acquisto.

Ma la villa, andata all’asta il 18 gennaio scorso per un’ingiunzione del tribunale ha lasciato ancora senza proprietari il Casino.

La struttura,nota anche come Villa Ludovisi, è stata costruita nel 1570 ed è di proprietà della famiglia Ludovisi dai primi del 1600.Si è giunti alla decisione dell’asta, dal momento che dopo la morte del principe Nicolò Boncompagni Ludovisi nel 2018, la villa è diventata oggetto di scontro tra gli eredi: i figli di primo letto e la terza moglie del nobile, l’americana Rita Jenrette Boncompagni Ludovisi.

La villa, oltre all’unico affresco di Caravaggio, contiene tesori artistici e agiatezze degni della sua nomina come una delle strutture più prestigiose, belle architettonicamente e paesaggisticamente della Roma preunitaria. E’ sviluppata su sei livelli, con oltre 2800 mq, tre garage, il Caravaggio, due terrazzi e uno splendido giardino.

Il dipinto, protagonista assoluto della villa, non è esattamente un affresco ma bensì un dipinto ad olio su muro e rappresenta appunto l’unico murale su un soffitto dell’Artista. Gli fu commissionato nel 1597 da un mecenate che gli chiese di decorare il soffitto di una stanza usata come laboratorio.

Nella villa è presente anche Guercino, in ben cinque sale decorate con i suoi affreschi, assieme poi a sculture, stucchi, statue e colonne varie.

Così, data l’asta fallimentare, probabilmente ne avrà luogo un’altra nel periodo di Aprile.

La Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma ha richiesto, tra le altre cose, il restauro dei beni architettonici ed artistici all’interno della villa, a carico del futuro acquirente, il cui costo (valutato per 11 milioni di euro), è stato detratto dal valore dell’asta.

Tuttavia dato che “l’acquisto è soggetto alla condizione sospensiva del mancato esercizio della prelazione da parte dello Stato”, i più vorrebbero che quest’ultimo, tramite il ministro della Cultura Dario Franceschini, eserciti il diritto di prelazione in tempo utile bloccando la vendita tra privati.

Di questa opinione si è mostrato fautore anche il Presidente del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, Marco Magnifico:

“L’asta deserta ha per fortuna dimostrato che nel mondo c’è ancora buon senso. Per quanto il Casino dell’Aurora Ludovisi sia un sommo monumento del Seicento europeo e le opere d’arte in esso contenute siano un assoluto unicum, il valore di 471 milioni (170.000 euro al metro quadro) è apparso tanto esagerato da far sì che nessuno abbia manifestato interesse; questo ha evitato allo Stato italiano l’estremo imbarazzo di dover decidere se esercitare o no il diritto di prelazione cercando una cifra che avrebbe sconcertato una buona parte dell’opinione pubblica tra la quale il FAI. L’auspicio è che anche le prossime due o tre aste vadano deserte onde arrivare, grazie ai ribassi, ad una cifra che consenta allo Stato italiano di esercitare, se lo crede, la prelazione. Se però il pubblico godimento del monumento –nelle forme da decidere – fosse assicurato anche da un privato o da un’istituzione privata, pronta a investire una cifra così stupefacente, riteniamo che non si potrebbe altro che dir grazie. A queste condizioni, ahimè, il Casino Ludovisi non è un’opzione che le tasche del FAI possono minimamente prendere in considerazione.”