La storia delle pandemie conservata negli archivi d’Italia

da | 7 Gen 2022 | Arte e Cultura

Data la pandemia ancora in corso, il volume edito dal Ministero della Cultura “Epidemie e antichi rimedi tra le carte d’archivio”, sembra essere più attuale che mai.

La raccolta di quelle che sono delle vere e proprie ricette per contrastare gli effetti delle varie pandemie susseguitesi nei secoli,la si deve alla Direzione Generale Archivi che ha reso possibile questo progetto.

Il volume, tramitetestimonianze e immagini tratta la narrazione di alcune emergenze sanitarie che portano inevitabilmente il lettore a scorgere delle analogie con la situazione odierna.

Vocaboli come “distanziamento” o “quarantena” che sembrano aver fatto il loro ingresso in scena solo due anni fa, li ritroviamo tra le pagine del testo, frutto del lavoro collettivo degli Istituti archivistici italiani.

Tra le pagine del volume, troviamo la peste, il colera, il vaiolo, l’influenza spagnola, gli ultimi casi di peste bubbonica alla fine della seconda guerra mondiale e altre epidemie, raccontate tramite documenti d’archivio e non con la classica narrazione.

La mascherina del tempo ad esempio, era un dispositivo protettivo a forma di becco, che solitamente indossavano i medici della peste nel 1600.

Tra i documenti anche divieti di circolazione, provvedimenti delle autorità pubbliche per arginare i contagi, i report sulla salute pubblica, le patenti di sanità per le navi, e biglietti anonimi accusatori per aver intenzionalmente diffuso l’epidemia.

Compaiono perfino i documenti dei moribondi redatti appositamente dai notai, oppure le raffigurazioni dei santi a protezione dalle pandemie, come Sant’Eustachio, invocato per guarire le infezioni.

Ma oltre alle carte citate finora, il testo parla anche di progetti di ampliamento per gli ospedali, successi nella ricerca scientifica per trovare una cura, locandine promozionali per la vaccinazione, sostegni delle istituzioni sanitarie nazionali e internazionali come la Croce Rossa, e infine la fine dell’epidemia e il ritorno ad una vita sociale normale.

Il libro costituisce una testimonianza preziosa circa la ciclicità delle pandemie, con il loro inizio e la loro fine. Una sorta di “potente antidoto alla paura ed al disorientamento del presente, e la guida sicura che può orientarci nell’immaginare il futuro”, come ha scrittoAnna Maria Buzzi, Direttrice generale Archivi d’Italia nell’introduzione del volume.

Dario Franceschini invece, ha curato la prefazione del libro osservando come “tanti contenuti scritti nel libro sono utili nel presente. Si può imparare molto dal passato per esempio dal distanziamento e mascherine che non sono un’invenzione odierna”.

L’auspicio è quindi la necessità di far comprendere che l’odierna pandemia, tra accortezze e responsabilità, possa essere debellata come qualsiasi altra infezione passata, oggi protagonista delle pagine di un libro.