Uffizi: dopo 20 anni riapre al pubblico il Terrazzo delle Carte Geografiche

da | 15 Dic 2021 | Arte e Cultura

Il 14 dicembre, dopo oltre vent’anni di chiusura tranne una breve parentesi nel 2014, ha riaperto al pubblico il Terrazzo della Carte Geografiche degli Uffizi.

La riapertura del terrazzo, famoso per la sua apparizione nel film “La sindrome di Stendhal” di Dario Argento (1996), così importante e attesa, è stata fatta coincidere simbolicamente con la giornata di avvio del Congresso Internazionale della Cartografia organizzato proprio a Firenze.

Il terrazzo, di oltre cento metri quadrati che oggi si presenta come uno spazio chiuso, viene ancora oggi chiamato così in onore di Giorgio Vasari chelo costruì inizialmente come una loggia aperta.

L’occasione per la quale il terrazzo venne costruito, è oggi rappresentata sulle pareti raffiguranti il dominio mediceo. Infatti Federico de’ Medici, che diventò con il nome di Federico I Granduca di Toscana, a seguito della vittoria di Firenze contro Siena,commissionò a Stefano Bonsignori le mappe dei territori del Granducato, poi dipinte da Ludovico Buti.

Le mappe del territorio senese e fiorentino che occupano due intere pareti, minuziosamente rappresentate in scala circa 1:30.000, sono poi accompagnate da una terza carta raffigurante l’Isola d’Elba, copia ottocentesca dell’originale perduto, considerata la più bella tra le tre.

Subito accanto si può ammirare il piano di tavolo in pietre dure con la veduta del porto di Livorno, realizzato nel ‘500 da Cristofano Gaffurri da un’idea di Jacopo Ligozzi.

Il restauro della famosa terrazza è stato un lavoro lungo e minuzioso, operato dal coordinamento delle Gallerie degli Uffizi e l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, che per due anni ha avuto un costo complessivo di 700mila euro, dei quali circa mezzo milione è stato offerto dal ramo statunitense degli Amici degli Uffizi: “Friends of the Uffizi Galleries”.

La direzione del restauro e dell’allestimento è stata affidata ad Antonio Godoli, già architetto responsabile degli Uffizi, mentre ad Anna Bisceglia, curatrice della pittura del Cinquecento degli Uffizi, è stata assegnata la direzione scientifica dei restauri dei dipinti murali e su tavola.

La direzione tecnica è invece diCristiana Todaro, funzionaria restauratrice dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, accompagnata da Daniela Smalzi per le ricerche archivistiche.

La terrazza, post restauro, ad oggi si presenta arricchita da una decina di sedute per permettere ai visitatori di godere dei dettagli delle carte geografiche, e del soffitto con dipinti allegorici realizzati da Jacopo Zucchi.

Come protagonista dei nostri tempi, il distanziamento viene poi garantito da un sistema computerizzato in grado di regolare automaticamente gli accessi fino a un massimo di venti persone alla volta.

Tale riapertura segna un altro passo in avanti verso la normalità e la voglia di accogliere nuovi visitatori all’interno dei musei italiani, in particolare quello fiorentino del qualeEike Schmidt è molto orgoglioso.

Il direttore Schmidt, ha commentato la riapertura della terrazza invitando gli spettatori a godere della possibilità di riconoscere i luoghi a loro cari, riscoprendo la storia del territorio toscano.

SecondoEugenio Giani invece, presidente della Regione Toscana, tale riapertura sarà particolarmente importante per arricchire il patrimonio artistico di Firenze, città che culturalmente parlando non smetterà mai di essere protagonista.