Archeologia: recuperati 2mila reperti della Magna Grecia trafugati e portati all’estero. 13 indagati nell’inchiesta Taras.

da | 14 Dic 2021 | Arte e Cultura

I Carabinieri del Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale hanno recuperato più di 2mila reperti archeologici della Magna Grecia risalenti al periodo compreso tra il VI e il II secolo avanti Cristo. I beni erano stati rubati in Italia – dagli scavi dell’area di Taranto – e portati all’estero per essere venduti.

Parte dei reperti trafugati è tornata in Italia ed è ora nella sede della Soprintendenza nazionale archeologica subacquea che ha sede a Taranto. Per riportare nel Paese gli altri beni ancora all’estero – tra Olanda, Germania e USA – è in corso una cooperazione internazionale.

L’indagine – chiamata “Taras” (antico nome di Taranto proveniente dal personaggio mitologico che l’avrebbe fondata), è stata avviata nel 2019 e si è conclusa pochi giorni fa con 13 indagati dalla Procura di Taranto, tutti del tarantino, accusati di associazione a delinquere, ricettazione, scavo clandestino e illecito impossessamento di reperti archeologici. A capo dell’organizzazione un maestro elementare in pensione non nuovo a questi reati, attualmente detenuto in Olanda.

Tra i reperti sono emersi corredi funerari, ceramiche, elmi corinzi, gioielli, monete, statuine, utensili in bronzo e vasi risalenti al periodo compreso tra la fondazione della Magna Grecia (VI secolo a.C.) e l’epoca ellenistica (II secolo a.C.). Le opere venivano trafugate, soprattutto nell’area del parco archeologico di Saturo e in Basilicata per poi essere immesse nel mercato nero e vendute in Germania, Belgio, Olanda e Svizzera.

“Civiltà svenduta, questa indagine si potrebbe chiamare così – ha spiegato Roberto Riccardi, comandante dei carabinieri per la Tutela del Patrimonio – Ciò che fa più male è sapere che ci sono persone del luogo che svendono le loro radici. I 13 sono tutte persone del posto che hanno portato via da Taranto e dall’Italia pezzi che invece erano destinati ai loro figli. Il patrimonio, lo dice il termine, è ciò che ci lasciano i nostri padri. Penso che questa città davvero potrebbe vivere con le sue strutture culturali, come la Soprintendenza, il museo archeologico Marta. Vedo invece, anche sui media e nei soggetti cinematografici, sempre immagini e soggetti sofferenti in relazione a Taranto. Occorre riflettere sul passato, come prospettiva per il nostro futuro”.

Nel frattempo il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, chiede un inasprimento delle pene: “Auspico adesso – ha dichiarato il Ministro – che l’iter della proposta di legge sull’inasprimento delle pene per i reati contro il patrimonio culturale, attualmente all’esame parlamentare, arrivi presto a una giusta conclusione”.