L’America conosciuta dagli europei prima di Colombo. La scoperta della Statale di Milano

da | 19 Set 2021 | Arte e Cultura

La scoperta dell’America da parte degli europei è convenzionalmente datata al 12 Ottobre 1492, ad opera di Cristoforo Colombo, ma la recente scoperta di un gruppo di studenti dell’Università Statale di Milano potrebbe cambiare le cose, anticipando la data di oltre cento anni.

Il gruppo fa parte di un progetto scientifico e didattico attivo da alcuni anni presso il Dipartimento di Studi Letterari Filologici e Linguistici, coordinato da Paolo Chiesa, docente di Letteratura latina medievale e umanistica.

Il team di studenti della facoltà di Lettere ha individuato una menzione del “Nuovo Continente” che risalirebbe a 150 anni prima della scoperta dell’esploratore genovese. La menzione è contenuta nella Cronica universalis,un’opera medievale inedita scritta dal domenicano Galvano Fiamma attorno al 1340.

Nell’opera si trova il riferimento a una terra di nome Marckalada, da identificare con quella chiamata Markland nelle saghe norrene. Nel passaggio di Galvano, scritto originariamente in latino, si legge: “I marinai che percorrono i mari della Danimarca e della Norvegia dicono che oltre la Norvegia, verso settentrione, si trova l’Islanda. Più oltre c’è un’isola detta Grolandia…; e ancora oltre, verso occidente, c’è una terra chiamata Marckalada. Gli abitanti del posto sono dei giganti: lì si trovano edifici di pietre così grosse che nessun uomo sarebbe in grado di metterle in posa, se non grandissimi giganti. Lì crescono alberi verdi e vivono moltissimi animali e uccelli. Però non c’è mai stato nessun marinaio che sia riuscito a sapere con certezza notizie su questa terra e sulle sue caratteristiche”.

È probabile che la notizia giunga a Galvano da Genova, città con cui lo scrittore aveva contatti, e che i marinai di cui si parla siano navigatori genovesi che commerciavano con le regioni del nord.

Come si legge nel comunicato stampa, la scoperta “riapre una questione lungamente dibattuta, ma sulla quale non vi era nessuna documentazione: se a Genova, prima di Colombo, circolassero informazioni sull’esistenza di terre oltreatlantiche, e se una eventuale notizia, anche vaga, della loro esistenza avesse reso più accettabile il rischio della spedizione del 1492”.

La parte del manoscritto contenente la menzione dell’America è stata trascritta da Giulia Greco, ora dottoranda di ricerca presso l’Università di Trento. Come spiega Paolo Chiesa, al progetto “hanno collaborato parecchi studenti con le loro tesi, dividendosi la trascrizione del manoscritto e la resa in pulito del testo. Gli studenti hanno imparato molto da questa esperienza, e hanno ora anche la soddisfazione di vedere che il loro lavoro ha un esito scientifico sorprendente”. La prossima tappa della ricerca è la pubblicazione dell’intera Cronica universalis, coordinata dall’assegnista di ricerca Federica Favero.

Lo studio è stato pubblicato su Terrae incognitae, rivista statunitense dedicata alla storia delle esplorazioni. 0