Calenda: Museo unico di Roma, ecco chi appoggia l’idea

da | 28 Ago 2021 | Arte e Cultura

Carlo Calenda, candidato sindaco per Roma, ha recentemente proposto di creare un museo unico che accolga le opere dei principali musei capitolini,l’idea è stata stroncata da molti esponenti della cultura ma alcuni lo sostengono (in pieno o parzialmente).

“Un museo unico per Roma? Mi pare una buona idea. Io sto con Calenda” afferma il critico d’arte Vittorio Sgarbi, anche lui candidato alle elezioni comunali di Roma con la lista “Rinascimento” per Michetti sindaco. La proposta di Sgarbi, però, si concentra più su un biglietto unico che su un accentramento delle opere: “Roma deve essere un museo continuo, senza divisioni di proprietà comunali e statali e private, visitabile con un solo biglietto, dai Musei Capitolini a villa Albani, dalla Basilica di San Pietro a Santa Maria del Popolo” spiega, specificando che “un solo biglietto, un pass, deve offrire le chiavi di Roma, deve dar diritto, in una settimana, ad aprire ogni porta”. Una soluzione sicuramente più fattibile rispetto allo spostamento delle opere proposta da Calenda. Diverso sarebbe, infatti, ragionare su un sistema museale integrato per bigliettazione, promozione e gestione, grazie a precisi accordi tra le diverse istituzioni.

Anche il critico Demetrio Paparoni, su un articolo pubblicato da Domani, spiega che l’idea di Calenda non è del tutto da scartare: “Penso che la proposta di destinare alla fruizione museale gli spazi attualmente occupati dagli uffici amministrativi è meritoria, perché metterebbe a disposizione dei cittadini dei luoghi che il potere politico locale, notoriamente inefficiente, e non certo da ieri, ha riservato a sé. Più di un problema emerge invece dalla proposta di raccogliere nell’area del Campidoglio le grandi collezioni presenti nella città”, specifica Paparoni.

“La proposta lanciata da Calenda di un maxi Museo a Roma non convince neppure me – afferma il senatore Francesco Giro – ma ha due grandi meriti, quello di rilanciare la centralità del sistema museale in una Capitale che ne ha davvero bisogno, spesso indolente e gelosa di un passato non tutto commendevole, e quello di dirci che il museo come concetto culturale e funzionale non è mai stato cristallizzato e identico a sé stesso nei secoli. Tutt’altro”.

In favore interviene anche il curatore e critico Francesco Bonami, definendo quella di Calenda “una proposta razionale dipinta come una provocazione”. “Mettere sotto un solo capello, al Campidoglio, – spiega Bonami – un gruppo di collezioni della città adesso dislocate in varie sedi. La razionalità da noi va sempre mano nella mano con l’utopia. Quindi auguriamo subito a Carlo Calenda ‘good luck!’.

In sintesi l’idea di Calenda, secondo i suoi sostenitori, ha delle buone radici e andrebbe quindi interpretata o re-interpretata.