Calenda propone un museo unico per Roma, ma il mondo della cultura boccia l’idea

da | 26 Ago 2021 | Arte e Cultura

Carlo Calenda, candidato sindaco di Roma, ha recentemente proposto la creazione di un museo unico nella Capitale, che rappresenti e racconti in modo organico la storia di Roma antica. L’idea sarebbe quella di realizzarlo nell’area delCampidoglio, spostando la politica da Palazzo Senatorio per riunire le collezioni di altri istituti, nello specifico: Palazzo Massimo, Palazzo Altemps, Crypta Balbi, Museo di Roma, Museo della Civiltà Romana, Collezione della Centrale Montemartini e Musei Capitolini. La proposta però è stata bocciata dal mondo della cultura.

“Nessuno storico dell’arte, archeologo, museologo, professionista della cultura serio avallerebbe tale progetto” afferma Federico Giannini, direttore di Finestre Arte, riferendosi all’impossibilità di ospitare tutti i beni romani in un unico museo. Inoltre, molti beni presenti nella Capitale non appartengono solo ai musei comunali, ma anche statali e di altre istituzioni pubbliche e quindi non sarebbero di pertinenza del sindaco. Ma non è solo un fattore di spazi e organizzazione, quanto di storia e visione del museo: “Mi ero perso questa perla. Vuol accorpare i musei, cancellando la storia e il primo museo pubblico del mondo. Come mettere i vetri e il tetto al Colosseo, perché così è vecchio, rotto e scomodo. Forse non abbiamo mai avuto una classe dirigente così abissalmente ignorante” tuona su Twitter lo storico dell’arte Tomaso Montanari.

Forse quella di Calenda è “una semplice provocazione da campagna elettorale”, sostiene Lorenza Fruci, l’assessora alla Cultura di Roma “e non un progetto serio” ricordando che “esiste già un Museo di Roma Capitale che celebra la storia della città antica. È il Museo della Civiltà Romana, chiuso da qualche tempo per interventi di risanamento strutturale e di adeguamento alle norme di sicurezza, per il quale sono stati appena stanziati altri 18 milioni di euro dall’Unione Europea. Fanno parte del progetto ‘Caput Mundi’, presentato da più istituzioni, finanziato per un totale di 500 milioni di euro, di cui circa la metà sono destinati a Roma Capitale”. A questo si aggiungerebbe il problema logistico delle interminabili file davanti al “museo unico” che secondo Fruci “parte da un assunto esterofilo in base al quale dobbiamo necessariamente ispirarci ad altre città, come Parigi o Londra. I Musei Capitolini, e ancora di più il Sistema dei Musei Civici – spiega l’assessora – non sono paragonabili al Louvre per storia, collezioni e museologia, e tanto meno ha senso basare un confronto tra musei sui metri quadrati su cui si sviluppano. Al contrario va caratterizzato ancora di più ognuno dei musei civici, anche con un direttore per ogni museo, diversificandone l’offerta, garantendo così per ognuno un’esperienza di visita unica”.

“Chi si scandalizza per la proposta del museo unico al Campidoglio nega un dato di realtà. – Scrive Calenda sul suo profilo Facebook – I musei di Roma oggi non funzionano: non sono pensati per i cittadini che – infatti – li visitano poco. La nostra proposta può piacere o meno ma il dibattito è necessario”.

Se il dibattito sia necessario alla campagna politica o ad un ripensamento dei musei romani, non è ancora chiaro, ma sicuramente ogni museo romano ha una propria storia che lo distingue dagli altri, per non parlare dei diversi percorsi tematici che rendono l’offerta al pubblico unica e variegata. Il museo non è solamente un contenitore, ma un contenuto di valore a sua volta. Secondo il mondo della cultura quindi, quella di Calenda per ora è una proposta audace, ma utopistica.