Robot scoprono nave romana nei fondali delle isole Egadi

da | 11 Ago 2021 | Arte e Cultura

Una campagna di ricerca con avanzati strumenti di robotica, nelle acque delle isole Egadi (Sicilia), ha portato alla luce una nave romana del IV-V secolo d.C.; la campagna è coordinata dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana con la collaborazione della no-profit Rpm Nautical Foundation e dell’Università di Malta.

Il relitto romano, individuato alla profondità di 98 metri nel mare delle Egadi, al largo di Trapani, ospita un carico integro di anfore, originario della penisola Iberica. Le ricerche, iniziate a novembre 2020 e continuate a luglio di quest’anno, sono state svolte avvalendosi di due importanti strumenti, l’Auv (autonomous underwater vehicle) e il Rov (remotely operated vehicles).

“Questa scoperta è l’ennesima dimostrazione di un lavoro incessante che prosegue sui nostri fondali – afferma l’assessore regionale ai Beni culturali, Alberto Samonà – per scoprire nuovi siti archeologici sommersi. L’uso sempre più frequente delle nuove tecnologie nel campo della ricerca subacquea sta consegnandoci soddisfacenti risultati aprendo il Mediterraneo a una lettura più ampia e dettagliata. La scoperta di un nuovo relitto ad alta profondità, dopo quello della nave romana individuata a Isola delle Femmine, conferma l’importanza delle collaborazioni internazionali”.

Già in passato, infatti, l’archeologo Sebastiano Tusa aveva indicato in questo mare una fonte inesauribile di microstorie “che ci portano verso la conoscenza della Storia, non solo della Sicilia ma del Mediterraneo”, precisa la Soprintendente Valeria Li Vigni. “La Sicilia, infatti, – conclude Samonà – è un prezioso scrigno di tesori il cui valore è quello di arricchire di dettagli la narrazione sui movimenti nel Mediterraneo in un tempo in cui la Sicilia si trovava strategicamente al centro di relazioni internazionali, di commerci e scambi”.

Le ricerche continuano e chissà a quali nuove scoperte porterà questo connubio tra tecnologia e archeologia.