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Musei, Parma: alla nuova Pilotta riappare sontuoso soffitto ligneo

da | 26 Giu 2020 | Arte e Cultura, Conservazione e Tutela

Se ne tramandava il ricordo per mezzo di una fotografia storica, ma nessuno l’aveva mai visto: è stato ritrovato alla nuova Pilotta di Parma in seguito all’abbattimento di un anonimo soffitto di laterocemento. La foto, risalente agli anni ’30, mostrava una seria ed elegante sala d’esposizione dell’allora Museo di Antichità, presentando al centro un grande tavolo ligneo, sullo sfondo un camino ed un fastoso soffitto ligneo a cassettoni, da cui si possono ammirare imponenti lampadari di cristallo. Per volere del Direttore della nuova Pilotta Simone Verde, all’interno dell’iniziativa di innovazione del Museo Nazionale Archeologico si prevede il recupero di queste aree, fondamentali nel museo, che verranno rinnovate nella concezione e nello spazio.

“Per tutti, questo riapparire è stata una emozione. A partire dai muratori che sono rimasti ammirati dalla bellezza e dalla imponenza del manufatto che man mano liberavano dalla sua gabbia di cemento e laterizi. Il nostro progetto prevede che al centro della sala venga riposizionato il lungo tavolo in legno su cui era esposto il Trionfo da Tavola, ritrovato in stato d’abbandono in uno dei depositi della Galleria Nazionale e attualmente sottoposto a un intervento di restauro, che permetterà la restituzione alle pregevoli collezioni greche, etrusche, italiche e romane del Museo di un adeguato contesto monumentale. Le ceramiche, provenienti dalle private collezioni del Ducato, saranno esposte, singolarmente o a piccoli gruppi, in ordine cronologico, entro teche di vetro poggiate sul tavolo. Dal punto di vista cromatico e concettuale ci siamo liberamente ispirati alle realizzazioni di Palagio Palagi al castello di Racconigi”, dichiara il Direttore Simone Verde.

Nelle quattro vetrine a muro posizionate nella parete nord si troveranno la collezione luigina di specchi etruschi e frammenti di vasellame, in un’organizzazione che metta in evidenza le caratteristiche tipologiche, i temi presenti nelle raffigurazioni e le modalità di decorazione. Si prevede il ricollocamento, nel mezzo della parete sud della Sala, della quinta vetrina che accoglierà il tondo, fondo di bacile, che rappresenta la divinità Oceano. I sei busti delle collezioni Farnesiane verranno posizionati tra le cinque finestre che danno sul Lungoparma; dalla parte opposta, tra le due porte, verranno posizionati altri quattro busti. Ai fini della musealizzazione è necessario l’uso di nuovi piedistalli in marmo nero, Nero Assoluto dello Zimbabwe, a finitura opaca. L’operazione renderà inoltre possibile dotare la sala di nuovi impianti come telecamere, sensori d’allarme e sensori di rilevazione di fumo, permettendo una migliore protezione delle opere esposte.

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