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Al restauro della Basilica di Collemaggio il premio European Heritage Awards della Ue

da | 10 Mag 2020 | Arte e Cultura, Conservazione e Tutela

Il prestigioso European Heritage Awards della Commissione Europea ed Europa Nostra nella categoria «Conservazione» è stato assegnato al “progetto di consolidamento e ricostruzione della Basilica di Collemaggio, luogo simbolo dell’Aquila completamente devastata dal sisma 2009 ed oggi tornata all’antico splendore. Unico premio assegnato quest’anno all’Italia dei 21 premi attribuiti ad interventi esemplari del patrimonio di 21 Paesi nel mondo.

La motivazione del riconoscimento recita: “questo intervento rappresenta veramente la rinascita di una citta’, il forte senso di spiritualita’ e la partecipazione della comunita’ a questo progetto devono essere considerati come parte integrante del tutto”. “L’intero progetto – prosegue la motivazione – si basa su un partenariato pubblico-privato e ha coinvolto la collaborazione di tre diverse universita’. E’ stato effettuato con una base scientifica esemplare relativa alla vulnerabilita’ sismica dell’edificio. L’approccio globale adottato per affrontare le conseguenze di una catastrofe naturale, compreso sia l’edificio che il suo contenuto, e’ esemplare. E’ inoltre interessante notare che il programma comprende la manutenzione e il monitoraggio dell’edificio. Il progetto e’ un modello di best practice per la conservazione di siti gravemente danneggiati in tutto il mondo”.

La Basilica di Collemaggio, è una preziosa testimonianza dell’architettura medievale e del Quattrocento aquilano; ospita le spoglie di Papa Celestino V – che, si narra, volle erigerla quando era ancora un semplice eremita dopo un sogno premonitore. Per questo è anche il luogo sacro dove ogni anno si ripete il rito solenne della Perdonanza Celestiniana, tradizione che nel 2019 è stata inserita nella lista dell’Unesco.

Gli interventi eseguiti li descrive la Soprintendente l’architetto Alessandra Vittorini: “I pilastri polilobati crollati sono stati ricostruiti utilizzando i blocchi lapidei recuperati dalle macerie. I pilastri ottagonali della navata sono stati rinforzati smontando e riassemblando quelli irreparabilmente danneggiati, sostituendo solo i blocchi gravemente compromessi e inserendo barre filettate di rinforzo. Gli archi, le pareti e la copertura del transetto crollati sono stati interamente ricostruiti. Il pavimento danneggiato dal crollo e dal peso dei detriti e’ stato accuratamente ricomposto. L’organo barocco, distrutto dal crollo del transetto e meticolosamente restaurato, e’ stato ricollocato al suo posto; anche gli affreschi, risalenti ai secoli XIII-XV, sono stati restaurati, come anche gli altari in marmo e gli stucchi barocchi delle cappelle laterali”. “E’ un restauro – sottolinea la Soprintendente – che ha visto non solo l’applicazione delle piu’ avanzate metodologie di conservazione, ma anche la considerazione costante del ruolo simbolico e identitario che la Basilica occupa nel contesto della citta’ dell’Aquila”. Il dossier di candidatura è stato predisposto dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per L’Aquila che ha voluto evidenziare non solo la qualita’ del progetto, del processo e della realizzazione, ma anche il complesso e piu’ ampio scenario in cui l’intervento si colloca: “Questo importante riconoscimento e’ il premio a un lavoro corale, a una sfida difficile vinta grazie all’impegno di molti, che ha restituito alla citta’ il suo simbolo di arte e di fede. Una tappa fondamentale del recupero di tutto il patrimonio culturale cittadino che, giorno dopo giorno, va ricomponendo la sua immagine in un quadro straordinario e sorprendente” conclude la Soprintendente Alessandra Vittorini.

La fase di studio, analisi e progetto si e’ svolta con il supporto di autorevoli esperti di tre Atenei italiani: Politecnico di Milano, Sapienza Universita’ di Roma, e Universita’ dell’Aquila coordinati rispettivamente dal prof. Stefano Della Torre, dal professor Giovanni Carbonara e dal professor Dante Galeota. Il progetto di recupero e la direzione lavori (affidata all’architetto Antonello Garofalo e alla storica dell’arte Biancamaria Colasacco), rappresenta un esperimento di cooperazione istituzionale tra il Mibact, la Diocesi e il Comune dell’Aquila che nel 2013 aveva siglato con l’Eni Spa che ha finanziato interamente l’intervento, il protocollo «Ripartire da Collemaggio» . La Basilica e’ stata riaperta il 20 dicembre 2017 alla presenza del ministro Dario Franceschini.Il cantiere è durato solo 23 mesi di lavori, un vero record per una ricostruzione post sisma.

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