A Viterbo la sede della Soprintendenza per L’Etruria Meridionale. Tutti d’accordo?

da | 4 Feb 2020 | Arte e Cultura

Viterbo – Museo Nazionale Etrusco Rocca Albornoz

Finalmente Viterbo avrà la sede della neonata Soprintendenza per le province di Viterbo, Rieti e Etruria Meridionale. Negli anni passati il dibattito e le prese di posizione per favorire il trasferimento della sede della soprintendenza dell’Etruria meridionale, sono state anche piuttosto accese. Ora, la riorganizzazione del Mibact, appena varata con le pubblicazione in G.U. del Dpcm in vigore dal 5 febbraio, che assegna a Viterbo la soprintendenza tanto voluta, mette tutti d’accordo. E invece no. Altri problemi ora sostituiscono quelli apparentemente risolti con la creazione della soprintendenza.

Da una parte l’amministrazione comunale che comunica la soddisfazione per l’obiettivo raggiunto di avere una sede a Viterbo, dall’altra i sindacati che lamentano il mancato coinvolgimento, da parte del ministero, alla decisione di istituire la sede a Viterbo, alla mancanza di spazi idonei per la sede e alla mancanza di personale.

In una nota Laura Allegrini, assessore ai lavori pubblici del comune di Viterbo sostiene: ”La conservazione e la tutela del paesaggio e dei monumenti sara’ sempre piu’ importante per una economia locale che voglia nutrirsi di cultura e turismo”. “Se il nostro territorio ha una chance in tal senso – prosegue la nota – e’ proprio perche’ molti luoghi e monumenti sono ancora incontaminati e da valorizzare. Con l’attuale Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio abbiamo intrapreso una collaborazione fattiva che ha garantito a Viterbo e al viterbese, presenza, attenzione e maggiore tutela. Anche quando si e’ discusso del famoso ‘vincolo’ la gran parte delle osservazioni presentate dal Comune sono state accolte. Siamo felici – afferma l’assessore – che la nuova Soprintendenza avra’ sede a Viterbo, nell’ottica della piu’ stretta collaborazione e non certo in quella del condizionamento. Inoltre, un nuovo ufficio nel centro storico non potra’ che portare beneficio alla citta’. Apprendiamo dei problemi logistici e sindacali che lo spostamento sta producendo e anche della importanza di garantire comunque il rapido accesso agli archivi storici che hanno sede a Roma e la continuita’ e velocita’ delle procedure che non possono essere interrotte. Questo trasferimento richiedera’ del tempo per cui e’ auspicabile per ora un ufficio distaccato. Dissento dalla individuazione di Palazzo Calabresi come sede, anche perche’ il Comune di Viterbo, nell’ottica della musealizzazione di Palazzo dei Priori, ha da tempo avanzato la richiesta di venirne in possesso. A parer mio, – conclude Allegrini – la sede piu’ idonea sarebbe la ex Caserma Giulioli, di proprieta’ del demanio militare e attualmente in dismissione. Questo garantirebbe gli spazi necessari, la vicinanza al Museo Nazionale dell’Albornoz e rivitalizzerebbe e riqualificherebbe il quadrante cittadino, anche in vista in un eventuale project financing per un parcheggio interrato a piazza della Rocca”.

Di diverso tenore la nota della Fp Cgil di Roma e Lazio: “E’ di ieri l’annuncio dell’ennesimo intervento sulla struttura del Mibact del ministro Franceschini: la neonata Soprintendenza per le province di Viterbo, Rieti e Etruria Meridionale avra’ la sua sede ufficiale a Viterbo, nonostante nell’informativa fornita ai sindacati la sede indicata fosse Roma”. “Un’altra riforma, quindi – si legge nella nota del sindacato – e un ulteriore spostamento senza confronto con le parti sociali per la struttura che si occupa di tutelare il patrimonio di quel territorio, prima con sede a Villa Giulia, e dal 2014 nella sede di Via Cavalletti a Roma. Preoccupa la superficialita’ e la mancata valutazione dei risvolti pratici della questione”, commenta. “A Viterbo il Mibact non possiede spazi adeguati e sufficientemente grandi per ospitare gli uffici della Soprintendenza, che necessiterebbero di strutture tecnico-scientifiche e amministrative. Anche all’interno del Museo Nazionale Etrusco della Rocca Albornoz di Viterbo, gli spazi che potrebbero essere destinati a uffici sono totalmente insufficienti. E se anche il Comune dovesse risolvere la questione della sede, manca il personale”.

“I lavoratori – archeologi, architetti e storici dell’arte in primis, ma anche amministrativi e tecnici – che, oggi, portano avanti la Soprintendenza con le necessarie competenze tecnico-scientifiche lavorano nella sede romana, una sede centrale e raggiungibile anche dai pendolari. Finora hanno assicurato con professionalita’ la tutela del territorio con un presidio costante”, prosegue la Fp Cgil. “Con lo spostamento della sede molti di questi lavoratori che, per ragioni di conciliazione vita-lavoro non potranno trasferirsi a Viterbo, dovranno rinunciare a proseguire il loro percorso professionale. Potrebbe crearsi una “scatola vuota”, con pochi lavoratori e senza struttura amministrativa, non in grado di svolgere le sue naturali funzioni istituzionali. Un vuoto nei beni culturali sicuramente da evitare”, conclude la nota del sindacato.