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Biennale Venezia, Cecilia Alemani è la curatrice della 59esima esposizione internazionale d’arte

da | 13 Gen 2020 | Arte e Cultura, Persone e Carriere

Il Cda della Biennale di Venezia, diretto da Paolo Baratta, ha nominato Cecilia Alemani direttrice del Settore Arti Visive, con l’incarico dell’organizzazione e l’allestimento della prossima 59esima Esposizione Internazionale d’arte. Lo comunica la stessa Biennale, dichiarando che la nomina è stata fatta perché è stata giudicata “non più procrastinabile l’attribuzione dell’incarico di Direttore del Settore Arti Visive per l’immediato avvio della progettazione della 59esima esposizione Internazionale d’arte 2021 (negli anni precedenti l’incarico veniva dato poco dopo la chiusura della precedente edizione)”.

“La scelta di Cecilia Alemani come curatrice della 59esima esposizione Internazionale d’Arte conferma la capacità di visione della presidenza di Paolo Baratta che, nell’affidare per la prima volta a una donna italiana l’intera progettazione artistica, prosegue nell’opera di innovazione e rilancio di una delle più importanti istituzioni culturali incrementandone il già notevole prestigio internazionale consolidato attraverso una conduzione attenta e illuminata. Cecilia Alemani ha curato il Padiglione Italia nel 2017 e sono sicuro che il suo nuovo progetto sarà ugualmente coraggioso e innovativo”, afferma il Ministro per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo Dario Franceschini.

Cecilia Alemani è una curatrice che vanta molteplici mostre su artisti contemporanei, responsabile e capo curatore di High Line Art, il progetto di arte pubblica della High Line, il parco urbano sopraelevato progettato su una ferrovia abbandonata di New York, oltre ad essere già responsabile del Padiglione Italia alla Biennale arte 2017. Ha collaborato con molti degli artisti più rinomati della scena contemporanea, da Olafur Eliasson a Barbara Kruger, da John Baldessari all’italiana Paola Pivi, Ed Ruscha, Nari Ward e Adrian Villar Rojas. “È un grandissimo onore poter assumere questo ruolo in una delle istituzioni italiane più prestigiose e riconosciute al mondo. Come prima donna italiana a rivestire questa posizione, capisco e apprezzo la responsabilità e anche l’opportunità offertami e mi riprometto di dare voce ad artiste e artisti per realizzare progetti unici che riflettano le loro visioni e la nostra società”, ha dichiarato.

Il Cda ha inoltre confermato per il 2020 “Ivan Fedele quale direttore del Settore Musica”, e ha autorizzato “un nuovo programma della sezione ‘Venezia Classici’ del Settore Cinema”. Il Cda ha inoltre constatato “la circostanza che a partire dal 13 gennaio p.v. (data di scadenza del mandato dell’attuale Cda) decorrerà il periodo di ‘prorogatio’, secondo le norme in vigore, durante il quale potranno essere assunti solo provvedimenti di ordinaria amministrazione o urgenti e indifferibili; in questo quadro, sarà accelerata la predisposizione del bilancio consuntivo del 2019, già ampiamente esaminato dal Cda nella forma di preconsuntivo, che prevede risultati positivi. La relazione che accompagnerà il bilancio conterrà anche una ricognizione degli sviluppi intervenuti dal 2008 a oggi, con confronti anche rispetto alla situazione precedente il 1998, anno in cui fu adottata la riforma della quale La Biennale ha potuto giovarsi nel suo percorso di profondo rinnovamento”. Il presidente e il Consiglio, a chiusura del mandato, affermano “che per il futuro è assicurata una consistente dotazione di riserve economiche e continuità dell’attività, nel pieno rispetto dello spirito e della lettera dello Statuto.

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